giovedì 31 gennaio 2019

Lista Libri da Recensire

Ecco la lista aggiornata, Con gli ultimi arrivi

Ad oggi, Giovedì 31 Gennaio 2019

Questi sotto sono i libri in lista recensioni.

Ho tolto i libri vecchi, di cui ho già pubblicato la Recensione qui al Rifugio e quelli che ho già letto ma di cui devo ancora pubblicare la Recensione dal Vecchio Nr. 18 al 22. Qui trovate la lista recensioni precedente in cui trovate tutti i libri, compresi quelli già letti ma di cui devo ancora pubblicare la recensione

01°) "L'Incanto del Tempo" di Nicolò Gennari
         In fase di lettura.


02°) "Le Sentinelle del Patto" di Lorenzo Corti


03°) "La Guerra del Vespro" di Estelwen Oriel


04°) "Waylock - I Principi di Shirien" di Marta Leandra Mandelli


05°) "Il Drago Pigmeo - Le leggende del drago mutaforma" 
         Libro 1 di Marc Secchia


06°) "Helga" di Antonio Aschiarolo



07°) "L'Eredità della Spada" di Cristina Azzali


08°) "Le Rune di Winslar"
         1° Vol della Trilogia delle terre elfiche di Daniele Conti



09°) "La Stirpe del drago - Il Risveglio dell'antico Signore"
        di Angela Biondi - Libro Ufficiale della Festa dell'Unicorno 2018



10°) "Strega per metà - I ricordi perduti" di Chiara Vincenzi


11°) "Il Libro di Henneth" di Daniela Ferraro Pozzer


12°) La Guerra degli Elementi" Vol 2 
         Il Varco dell'Apocalisse di Veronika Santiago


13°) "Il Gatto & gli Stivali" di Marta Leandra Mandelli



lunedì 28 gennaio 2019

I Tre Regni

Eccomi tornata per presentarVi un libro fantasy che mi pare interessante e che ha attirato la mia attenzione.
Si tratta del libro "I Tre Regni" di Francesco Tenucci


Titolo: I Tre Regni
Autore: Francesco Tenucci
Pubblicazione: Marzo 2018
Edizione: GDS
Genere: narrativa fantasy
Sottogenere: introspezione psicologica
Pagine: 332
Formato: Cartaceo - Ebook

Sinossi:

Che cos’è il mito se non una trasposizione, di quanto ci appare intollerabile, in una forma accettabile giacché incredibile e, quindi, teoricamente divertente o innocua?

Dire ad una persona: “Sei un mostro!”, oppure “Un mostro si agita dentro di te!”, sarebbe totalmente controproducente. Inefficace, nel migliore dei casi. Mentre, proporre la leggenda del Minotauro, che pure ha esattamente il medesimo senso e significato, ecco che rende avvicinabile quanto rifuggiremmo a gambe levate se manifestato senza veli.

Dunque, il mito è un velo. Un modo garbato di accostare l’uomo al suo cuore a piccoli passi, gradatamente, senza orrori, benché, sia imbevuto delle creature più orrende ed abominevoli.

I Tre Regni altro non è che una storia come questa. Un uomo scoprirà un nemico nascosto, assolutamente impensato ed inimmaginabile, ospite del suo spirito da tutta la vita, soltanto incontrandolo in un’altra dimensione, nel mondo degli eroi, ma sarà solo il primo passo, giacché unicamente nel passato reale, storico, e ricercando nei segreti mnemonici del proprio animo, potrà scoprire quanto prima non era disposto a credere.

Per potersi avvicinare il più intimamente possibile a se stesso, il protagonista dovrà, prima, allontanarsene nella maniera più radicale ed estrema.

Per rivelare ciò che cova sotto le radici, sarà costretto a spiccare il più incredibile ed improbabile volo dalla cima della pianta del suo essere.

Il Toscano odierno diviene, così, il capo clan Aonghas nella Scozia favolosa del settimo secolo D.C., ivi trasportato senza sapere come, senza intuirne la ragione, per compiere una missione di cui ignora il progredire e finanche la meta. Anzi. Ne viene avviluppato, per consentire al suo nemico di accedere al nostro tempo, usandolo come un ignaro portatore. Eppure, quel nemico onirico e favolistico l’aveva già violato in un tempo così lontano e dimenticato che, solo nella leggenda, il protagonista può trovare la via per ricordarlo, smascherarlo, affrontarlo ed espungerlo da se stesso.

La storia di un uomo che diviene tale solo salvando se stesso bambino dalle brame del peggiore degli orchi. Colui che si presenta come suo salvatore.



Eccovi i personaggi principali del libro:

a) Aonghas, capo clan scoto. Alter ego della voce narrante, che dalla modernità viene trasferito prodigiosamente nella Scozia del VII Sec. D.C. scossa dalle lotte interne e dalle invasioni Vichinghe.

b) Il Vecchio. Figura mitica che incarna la mitologia nordica e che svolge il ruolo di deus ex machina della vicenda.

c) Fra’ Gaerontius. Frate romano inviato in missione in Irlanda e naufragato in Scozia, consigliere di Aonghas.

d) Chen Nan, capo militare, antagonista di Aonghas, e condottiero di una compagnia di Orientali inviati alla ricerca dell’Isola Invisibile delle leggende nordiche.

e) Lei. Figura femminile di natura soprannaturale, antagonista del Vecchio.

Il viaggio che effettivamente si snoda lungo le lande della antica Caledonia, altro non è che il percorso inconsapevole, seguito dal protagonista, nei panni del suo alter ego mitico, verso una verità rimossa. Sarà raggiunta al termine del viaggio, quando la fantasia si toglierà la maschera per mostrarsi cruda realtà, rivelando, alfine, ciò che non poteva altrimenti essere raggiunto o creduto.

Il libro è disponibile in formato E-book e in quello cartaceo ed è pubblicato da GDS Edizioni.

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venerdì 25 gennaio 2019

Il Lago Gerundo ed il Drago Tarantasio tra Realtà e Leggenda

Eccomi tornata a voi con una leggenda molto fantasy, con uno sfondo reale. 
Come in molti altri paesi anche in Italia esistono molte storie/leggende legate ai draghi Qui ne trovate alcune.

Milano e la Lombardia in particolare sono legate a storie di draghi, tra l'altro il simbolo di Milano è uno scudo con un Drago/Biscione che tiene in bocca un bambino, si tratta dallo stemma della famiglia dei Visconti e sulla sua origine ci sono diverse ipotesi. Quella più accreditata è che la bestia rappresenti Tarantasio.

Anche al Castello Sforzesco si trovano diverse rappresentazioni di questo drago.







Castello Sforzesco di Milano e Stemma Visconti

Tanto ma tanto tempo fa, nelle terre lombarde viveva un drago. Egli risiedeva nelle vicinanze del lago Gerundo e terrorizzava tutti i nostri antenati . . . .
Nella zona tra le province di Bergamo, Milano, Cremona, Mantova e Lodi, nel tratto che da Cassano d’Adda va fino quasi a Cremona per una lunghezza totale di circa 60 km, esisteva infatti anticamente un lago chiamato Lago Gerundo (dalla voce dialettale lombarda gèra, gerù, gerùn che significa “ghiaia”) al cui centro si trovava l'Insula Fulcheria, isola dal toponimo longobardo su cui nacque la città di Crema. Il lago occupava un ampio tratto di territorio che iniziava a nord poco dopo Brembate per raggiungere a sud Pizzighettone, estendendosi ad ovest lungo l’attuale corso dell’Adda sino a lambire la città di Lodi. 



Secondo le leggende popolari, il lago Gerundo sarebbe stato abitato da un drago chiamato Tarànto o più comunemente conosciuto come Tarantasio, un velenoso e mostruoso serpente, che col solo alito pestifero infestava l'aria; per cui molti dal pessimo puzzo ammorbati, morivano. In ogni leggenda di origine popolare c'è sempre del vero e sicuramente le acque paludose erano causa di febbri malariche e altre malattie di palude. 
Cominciando dall'inizio, dalla nascita del Tarantasio a Soncino il "Padre" della leggendaria bestia sarebbe Ezzelino da Romano, vicario imperiale e genero di Federico III, signore di un territorio che comprendeva gran parte del Veneto e Brescia. Un condottiero tanto feroce che papa Innocenzo IV lo scomunicò e bandì una crociata contro di lui nel 1254, affidandone il comando ad Azzo VII d'Este. A Cassano d'Adda, nel 1259, Ezzelino fu sconfitto e mortalmente ferito. Secondo la tradizione sarebbe stato sepolto proprio a Soncino. Proprio in quel sepolcro, riferisce la credenza popolare, era nato il drago Tarantasio, come una specie di reincarnazione malefica del crudele signore. 



Tracce di carattere più "scientifico" erano, e sono, custodite in alcune chiese del territorio, sotto forma di ossa gigantesche rinvenute in quelli che un tempo erano i fondali del lago. Un osso gigantesco, e precisamente una costola di drago del Gerundo, è ancora oggi visibile appesa al soffitto della sacrestia della chiesa di San Bassiano a Pizzighettone. In realtà la costola, probabilmente, appartiene a una balena fossile a un elefante od ad un altro strano animale acquatico. Proprio da questa mitologica creatura prenderebbero il nome Taranta, frazione di Cassano d’Adda, così come le numerose 'vie della Biscia' site nei paesi che all’epoca si ritrovavano lungo le coste del lago (anche se oggi molte di queste strade hanno mutato nome). Ma una testimonianza ancor più tangibile, in tutti i sensi, la si aveva a Calvenzano, dove gli abitanti del luogo avevano eretto un muro alto tre metri per difendersi dagli attacchi del mostro. Sono sorte poi numerose leggende riguardo al drago, le quali sono tutte accomunate dalla concomitanza tra l’uccisione di Tarànto e il prosciugamento del lago. Alcune fonti popolari attribuiscono il prosciugamento e la bonifica del lago a san Cristoforo, che avrebbe sconfitto il drago, o a Federico Barbarossa. La più suggestiva riguarda l’uccisione del drago da parte del capostipite dei Visconti, il quale avrebbe poi adottato come simbolo la creatura sconfitta. 




Tarantasio è poi noto a livello internazionale, anche se pochi lo sanno, perché l'Eni avrebbe preso spunto da esso per disegnare il cane a sei zampe dell'Agip, visto che il primo giacimento di metano venne scoperto nel 1944 a Caviaga, frazione di Cavenago d'Adda, nel Lodigiano, in piena zona Gerundo. 
Anche l’alito pestilenziale del drago ha una spiegazione scientifica: era dato dalla presenza di gas naturali dovuti al terreno particolare, formato da depositi alluvionali stratificati, costituiti da sedimento paludoso molle con residui fossili. E’ proprio qui che nel 1952 l’AGIP trova dei grossissimi giacimenti di gas metano e l’ENI si inventa come logo il famoso cane a sei zampe che non è altro che il nostro fantastico drago Tarantasio.

Pare che il Gerundo si estendesse tra i fiumi Adda e Serio fin dalla preistoria, comprendendo quindi non solo i territori di Milano e dintorni ma anche le provincie di Lodi, Cremona e Bergamo.

Ma come ha fatto un lago di tale ampiezza a scomparire del tutto ?

E quale era l'aspetto di questo drago minaccioso ?

A quanto pare il nome “Tarantasio” deriva da “tarantola”, ad indicare che questa creatura fosse dotata di un numero di zampe per niente comune per un rettile. Ma cos’altro sappiamo? 

Ecco come lo descrivono le testimonianze:

? Il drago era una creatura simile ad un serpentone lungo ben cinquanta braccia, dotato di coda e di zampe palmate;

? Aveva una bocca enorme, molto vicina a quella di un coccodrillo;

? Era riconoscibile anche dalle grosse corna sulla testa;

? Sputava fuoco dalla bocca, come ogni vero drago che si rispetti, e fumo dal naso: ecco perché l’aria diventava insalubre, in sua presenza;

Oggi, però, non c’è traccia né del lago né del drago: anzi, addirittura sembra che la scomparsa di uno sia strettamente collegata a quella dell’altro. Il mistero, però, aleggia anche sulla morte di Tarantasio … Le teorie sono molte:

? Secondo alcuni, il primo gennaio del 1300 (anno del Giubileo), il drago morì in seguito all’intervento di San Cristoforo (o, in altre versioni, il vescovo di Lodi Bernardino Tolentino): dopo tre giorni di preghiere le acque malsane del Gerundo si ritirarono, lasciando come tetro souvenir solo lo scheletro del mostro. A dimostrarlo sarebbe una costola del drago, custodita all’interno dell’ex Chiesa di San Cristoforo di Lodi, della quale però si sono perse le tracce: che qualche collezionista di rarità l’abbia rubata? 
? Una delle teorie più popolari racconta che fu il condottiero Umberto Visconti, capostipite della nobile casata, a porre fine all’esistenza di Tarantasio. L’uomo entrò nella caverna del drago, proprio mentre il mostro stava per divorare un bambino, e dopo ben due giorni di estenuante lotta, l'eroe ebbe la meglio ! Per questo lo stemma visconteo, a tutt'oggi simbolo di Milano, è il nostro “biscione” con un bambino in bocca: probabilmente il pittore di corte non aveva mai visto un drago e lo disegnò più simile ad una vipera gigantesca … ma almeno rimase il racconto della mitica impresa!


A dimostrazione del fatto che il drago Tarantasio sia veramente esistito sono i bestiari del naturalista e botanico Ulisse Aldrovandi, vissuto nel XVII secolo: una personalità importante, dato che coniò egli stesso il termine “geologia”! I suoi studi non comprendevano solamente animali che senz’ombra di dubbio definiremmo “reali”, ma anche creature mitiche come, per appunto, i draghi… e anche lo stesso Tarantasio. Ma il mostro non era già stato ucciso secoli prima?

Che sia realtà o leggenda, la storia del Lago Gerundo e di Tarantasio continua ad essere narrata: una frazione di Cassano d’Adda, Taranta, prende il nome dal mostro che infestò queste zone, e pare che anche il marchio dell’Eni, il cane a sei zampe, abbia avuto come ispirazione il ben noto drago!

Ma, tornando al Gerundo: leggende a parte, come mai questo lago è scomparso nel nulla?
Secondo le datazioni geologiche, la Valle dell’Adda si presentava così com’è ora già 5000 anni fa, quindi il Lago Gerundo dovrebbe essere molto più antico. Nel periodo dei Romani era oramai una palude e già nell’XI secolo i monasteri dei territori circostanti iniziarono una lunga impresa di bonifica, essendo il lago una zona palustre decisamente insalubre. 

Tornando a Milano ed alla sua inclinazione e legame coi draghi pare che il Drago Tarantasio sia riaffigurato perfino sul portale del Duomo. 
Infatti se date una occhiata attenta, osservando a destra del portale centrale della Cattedrale, potrà capitare forse anche a voi di vedere emergere dalla foresta di sculture qui presente il profilo inconfondibile di una piccola creatura mostruosa.




Info ed approfondimenti:

Qui Storie di draghi italiani

Qui Simbolo di Milano e Qui

Dagli Aztechi ai Visconti il Segreto del Biscione

Il Lago Gerundo tra leggenda e realtà

C'era una volta il Lago Gerundo

Tarantasio sul portale del Duomo

Esiste un bellissimo libro "Gerundo il grande lago scomparso" 
di Fabio Conti pubblicato dalle Edizioni Meravigli.

martedì 22 gennaio 2019

Recensione Libro "La Terra dei Draghi - Una nuova Stella"

Eccomi tornata alle mie recensioni, questa volta vi voglio parlare del terzo e conclusivo volume della Saga

“La Terra dei Draghi” di Nicola Cantalupi,
uno degli scrittori storici del Rifugio.
Si tratta di “La Terra dei Draghi – Una nuova Stella” 
I cui personaggi sono diventati per me come dei vecchi amici, è stato un vero piacere ritrovarli.

Al Rifugio ho già fatto le recensioni per i primi due capitoli di questa saga che potete trovare nella sezione del blog Le mie recensioni.

Sinossi: 

Terzo volume della trilogia La Terra dei Draghi.

L’antica magia che gli ultimi Signori dei Draghi lanciarono, sacrificandosi, per proteggere le popolazioni delle grandi città dall’avanzata dell’orda oscura durante la più spietata battaglia del passato, si è indebolita. Da Amhonùn un eterogeneo gruppo di eroi si è messo in cammino attraverso le Terre Nere sì da avvertire ogni razza libera circa l’evolversi della situazione e soprattutto, con l’intento di convincere ogni popolo a scendere in guerra contro le Forze Oscure.

Grazie al loro coraggio, a Isenord, la resuscitata Alleanza dell’ovest fra elfi, nani, uomini e Meadaras riesce a infliggere una dura sconfitta all’Oscuro Signore e a riportare speranza ma molto è stato rischiato e ancor più saranno i pericoli da affrontare. Imperativo adesso è raggiungere Amhonùn il più in fretta possibile. E il primo a fare ritorno tra le ancestrali pietre della Grande Muraglia è l’ultimo Signore dei Draghi che reca con sé una Samaire priva di sensi e ormai in fin di vita. Solo le cure degli Enduil la possono salvare. Ragguagliati da Johan, i valorosi guerrieri dell’Antica Stirpe si preparano allo scontro decisivo confidando nell’arrivo degli alleati prima che tutto abbia inizio. Ma Nubi Oscure in tumulto, simbolo dell’imminente arrivo del nemico, si addensano nel cielo.

Nel passato di Carmas si cela, forse, la chiave per affrontare l’Oscuro Signore. Riuscirà il saggio elfo a raggiungere Amhonùn in tempo?

Spetterà al giovane Meadaras e al suo drago Luxi decidere, come fu scritto in un’antica profezia, le sorti della guerra. Un romanzo dai toni epici, declinato nel più puro canone fantasy. 

Recensione:

In questo terzo ed ultimo volume riprendono le vicende di Johan, Luxi e dei loro amici da dove l’autore le aveva lasciate alla fine del 2° capitolo.

Piccolo riassunto delle parti precedenti:

L’antica magia, lasciata dagli ultimi Signori dei Draghi, per proteggere le grandi città, si è indebolita.
Da Amhonùn, un gruppo variegato di eroi s’incammina per le terre nere con lo scopo di avvertire ogni razza libera della situazione che si è venuta a creare e nel frattempo per trovare alleati con cui combattere le forze oscure.

Grazie al loro coraggio, a Isenord, la resuscitata alleanza dell’ovest tra uomini, elfi, nani e Meadaras riesce a infliggere una dura sconfitta all’Oscuro Signore e a riportare la speranza.

Imperativo ora è raggiungere tutti Amhonùn, il più in fretta possibile. Il primo a tornare a casa sarà l’ultimo Signore dei Draghi, che trasporta Samaire, priva di sensi e oramai in fin di vita . . . solo le cure elfiche potranno salvarla.

Il terzo capitolo comincia con il ritorno a casa di Johan, Samaire e Luxi il drago.
Grazie alle pronte cure degli Enduil, Samaire è salvata, appena in tempo.
Ragguagliati da Johan, i valorosi guerrieri dell’Antica Stirpe si preparano ad accogliere gli alleati e allo scontro decisivo.

Intanto, nubi oscure in tumulto, simbolo dell’imminente arrivo del nemico, si addensano nel cielo sopra Amhonùn.

Nello stesso tempo Ailar, signore degli Elfi, Carmas, Elberon, Cloe e una squadra di nani dovranno invece dedicarsi a un difficile e movimentato viaggio via acqua per giungere all’ultima città libera della Terra dei Draghi.
Dopo un lungo viaggio in mezzo ai problemi, agli imprevisti e al pericolo ci arriveranno . . . ma qui avranno un’amara sorpresa . . .

Carmas svelerà un segreto sul suo passato che potrà spiegare molte cose e che servirà per affrontare nel modo giusto L’Oscuro Signore.
Tra avventure, disavventure, molte e sanguinose battaglie più alcuni imprevisti, continueranno le gesta dell’Ultimo dei Meadaras.

Il libro di giovane Holden edizioni, come per i precedenti volumi della saga è di buona qualità per rilegatura, cura del testo e aspetto in generale. L’unico difetto è rappresentato dalla cartina stampata davvero troppo piccola, per farla stare in due fogli soltanto (a libro aperto).

Come nei due precedenti capitoli della saga si riconosce lo stile dell’autore pieno di descrizioni e di particolari, fresco, semplice e moderno, ma più importante di ogni altra cosa egli è riuscito ancora una volta ad appassionarmi alla lettura ed alla storia narrata . . .

I personaggi di questa saga per me sono stati come degli amici, ritrovarli è stato quindi un vero piacere e posso affermare che sicuramente mi mancheranno.
Le vicende narrate sono vive e non annoiano mai, la storia appassiona e coinvolge.

Alla fine di questa saga, non ho potuto evitare di piangere. Sarà a causa dell’affetto che mi univa ai suoi personaggi ma sicuramente anche per l’abilità nello scrivere di Nicola Cantalupi che permette al lettore di immedesimarsi nei personaggi di cui legge le vicende.

Che dirvi, questo è un altro libro dragoso che consiglio vivamente a tutti gli amanti del fantasy in generale e dei draghi in particolare.

Entrate per la prima volta o tornate nella Terra dei Draghi e seguite fino all’epilogo questa bella saga. Vi coinvolgerà e vi piacerà.



Auguro a tutti che un drago possa camminare sempre al vostro fianco.

mercoledì 16 gennaio 2019

Sogno dentro un Sogno . . . .


(Immagine di Josephine Wall)

Continuate a Sognare, Insistete nel rincorrere i vostri sogni, solo così forse un giorno si avvereranno. Se li abbandonate prima del tempo, dimenticandoveli, sicuramente non porteranno a nulla. 


"Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo di un sogno è raccolta la nostra breve vita"
(William Shakespeare "La Tempesta" Atto IV,  Scena I 
Il Mago Prospero)



"La Tempesta" di William Shakespeare



Questo mio bacio accogli sulla fronte! 
E, da te ora separandomi, 
lascia che io ti dica 
che non sbagli se pensi 
che furono un sogno i miei giorni; 
e, tuttavia, se la speranza volò via 
in una notte o in un giorno, 
in una visione o in nient' altro, 
è forse per questo meno svanita? 
Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo 
non è che un sogno dentro un sogno. 

(Edgar Allan Poe "un sogno dentro un sogno)




(Immagine di Ciryl Rolando)


lunedì 14 gennaio 2019

Recensione Libro "Rubicameran e la scoperta degli elementi"

Scusate la mia lunga assenza. Non sempre riesco a lavorare quanto dovrei e vorrei. 
Ma eccomi tornata a parlarvi di libri fantasy,  di un'autopubblicato, questa volta.
Si tratta di “Rubicameran e la Scoperta degli Elementi”, 

l'opera prima di Graziano Cossu. 
Un libro pensato per un target di giovani lettori.

"Rubicameran e la scoperta degli elementi" 


Sinossi:

Rubino è all'inizio del nuovo anno scolastico, è ora in prima media. Qui ha modo di fare amicizia con tre nuovi compagni, ma ha anche modo di far conoscenza del suo futuro avversario, un bullo, compagno scomodo, spalleggiato da due scudieri privi di carattere. Un giorno Rubino riceve da sua madre il manoscritto del padre, scomparso anni prima in circostanze misteriose durante importanti ricerche nell'antica Grecia. Scoprirà che il manoscritto rivela i segreti per raggiungere i quattro leggendari elementi della natura: il fuoco, l'aria, l'acqua, la terra. Guidati dal professore della loro scuola, Rubino e i suoi amici, un ragazzo e due ragazze, inizieranno ad affrontare diversi viaggi nei luoghi più ardui e nascosti del pianeta. Durante la ricerca dei quattro elementi, scopriranno di essere, loro stessi, i soli destinati al possesso e controllo della loro energia. Di contro, le forze del male sono l'espressione dell'altra faccia dell'energia, che si sprigiona a mezzo di altrettanti elementi negativi di pari potenza. Tre elementi negativi, l'aria, l'acqua e la terra, sono fatti persona, araldi della loro regina. Il quarto, il fuoco, rimane ancora segretamente occultato, ma un'entità oscura brama di riportarlo alla luce per completare il quadrilatero di forze negative. L'entità maligna fatta persona, non può che rappresentare il più orribile e distruttivo dei presagi. Entrare in possesso degli elementi positivi, è l'unica possibilità per Rubino e i suoi amici di contrastare l'energia negativa e riportare così l'equilibrio nelle forze. La loro ricerca è una corsa contro il tempo.

Ed eccovi la mia opinione/recensione:

Recensione:

Eccomi giunta a parlarvi di questa storia, creata per un target di giovani lettori.
Il protagonista dell’avventura narrata è Rubino, un’undicenne particolare. Egli soffre, infatti, di una malattia alle ossa che lo costringe a passare lunghi periodi sulla sedia a rotelle e a trascorrere molte ore in ospedale.
Conosciamo subito anche sua madre, Ginestra, una donna sulla quarantina, affascinante e protettiva. I due vivono in campagna, in una villetta isolata, alla periferia di Roma.
Il padre di Rubino, Argo Cameran, era un archeologo conosciuto per le sue ricerche misteriose legate alla mitologia greca. Egli è morto, anni prima, in circostanze misteriose, prima di poter terminare i suoi studi e ricerche.

Oggi è il primo giorno di lezioni, Rubino inizia la scuola media. Fin da subito il ragazzo s'incontra e scontra con un gruppo di bulletti, capeggiati da Nicla Flaim, che subito gli dimostrano la loro malevolenza. Nicla, Ottone e Lieto sono il gruppo di nemici; mentre, stringe amicizia con tre compagni, due ragazze e un ragazzo. Ametista Maldifassi, Berenice Larceri e Igor Frizzarin, tra i quattro nasce subito una bella e vera amicizia.

Facciamo presto la conoscenza anche con due degli insegnanti di Rubino: la professoressa di Italiano, Ilenia De Angelis, autorevole ma anche gentile e comprensiva, in grado di rendere interessanti le lezioni agli occhi dei ragazzi e un carismatico ed eccentrico professore di greco, Ischirione Abis.
Abis, oltre ad insegnare è un esperto in archeologia e storia antica, nonché ricercatore sul campo.

Per il primo anno di scuola media è prevista una gita scolastica, grazie al professor Abis, che sostiene questa scelta, la destinazione della gita sarà Atene e la sua Acropoli.

Rubino è particolarmente eccitato perché è proprio in quel luogo che suo padre aveva condotto le sue ricerche e aveva fatto le scoperte che lo avevano reso famoso, le quali poi, probabilmente erano state la causa della sua morte.

Per partecipare alla gita però Rubino ha bisogno di accompagnatori, egli non desidera sentirsi troppo diverso dagli altri, per questo motivo non vuole che lo accompagni la madre. Per fortuna i suoi nuovi amici, Igor, Ametista e Berenice si offrono come assistenti di Rubino a tempo pieno.

Molto rapidamente, arriva il giorno della vigilia della partenza. La sera Rubino riceve dalla madre, come regalo, una sorta di libro artigianale, rilegato in pelle, fino allora da lei gelosamente custodito.
Il libro contiene tutti gli studi di suo padre, insomma il lavoro da lui fatto in molti anni di vita.

Rubino è molto felice del regalo. Il manoscritto di Argo, è davvero particolare, contiene una miriade di segni, disegni e indicazioni. La fittissima scrittura di cui sono piene le pagine, è composta di caratteri greci e contiene tutta la ricerca condotta in anni da suo padre, riguardo all'energia di Gaia.
Le pagine sono scritte dappertutto e in tutti i versi e le direzioni possibili.
La sera Rubino la passa cercando di leggere fino a tardi il libro appena ricevuto, ma si rende subito conto di capire ben poco, essendo tutto scritto in greco, decide quindi di farlo leggere al suo insegnante, Abis. Al libro unisce un documento di pochi fogli che apparteneva al padre e che lui conserva fin da quando era molto piccolo.

L’indomani è il giorno della partenza per la gita scolastica e i docenti hanno pianificato un viaggio in treno fino a Vieste, per proseguire poi in traghetto fino ad Atene.
Rubino, felice di condividere l’esperienza e il viaggio con gli amici porta via con sé anche il libro di suo padre, per poterlo mostrare al suo insegnante di greco.

Durante il viaggio in treno il ragazzo si mette a parlare con il professor Abis e per prima cosa gli mostra i fogli lasciati dal padre e il libro con il manoscritto datogli dalla madre.
In questo modo Rubino viene a sapere che Abis e il padre erano grandi amici e in passato hanno anche avuto occasione di lavorare insieme. Quando l’insegnante vede il libro lasciato da Argo, capisce che egli ha nascosto qualcosa di molto importante e che nel libro vengono indicate delle tracce per giungere dove egli ha nascosto il suo segreto. Un segreto così importante da sacrificare la sua vita per esso.
Il libro, in effetti, non è scritto in greco ma in una lingua segreta che il padre di Rubino condivideva con il suo amico Abis.

A questo punto Il professore, anche a causa dell'amicizia con suo padre, decide di aiutare Rubino a riprendere, seguendo le indicazioni lasciategli nel libro, ciò che il padre aveva interrotto.

Arrivati ad Atene e alle rovine dell’acropoli Rubino sente la necessità di raccontare quanto successo ai tre amici.
Quando Rubino comunica ad Abis la sua decisione, egli ne è contento e afferma “certo che dovevi spiegare loro tutto. Sono i tuoi amici, prima o poi avrebbero comunque dovuto essere messi al corrente” e continuando “loro sono importanti quanto te in questa storia”, senza però, per ora, spiegare altro.

Dopo aver riletto il manoscritto di Argo il gruppo, si mette alla ricerca, lì nell’acropoli, perché “vicino al Partenone è celato un passaggio segreto che conduce alla Stanza degli Elementi”. Tutti e cinque si mettono, di buona lena, a guardarsi attentamente intorno per cercare un ingresso celato al mondo.
I quattro amici, sono nel frattempo, sempre più uniti di fronte alle angherie e alle cattiverie di Nicla.
In effetti, le loro ricerche non sono inutili, sotto al Partenone trovano un ingresso nascosto. Detto ingresso porta a una camera segreta di cui non è evidente la presenza. Dalla camera parte una strada che porta sempre più giù, in profondità.

La strada scende sempre più nel profondo della terra e conduce alla stanza degli elementi. Qui il gruppo di amici ritrova un piccolo mascardino dal pelo bianco, molto particolare. Lo strano moscardino era già stato visto, in precedenza da Ametista, che fa amicizia con lui e finisce per portarlo via con sé.
Nella stanza trovano un messaggio, che era custodito dal topino. Anche questo messaggio è scritto nello stesso linguaggio segreto del libro lasciato da Argo al figlio, ma il senso dello stesso non è per nulla facile da comprendere. Solo tornati a casa, riusciranno a capire il significato del messaggio stesso che li porterà a compiere svariati viaggi alla ricerca degli elementi.
I quattro ragazzi, infatti, sono destinati a impossessarsi dei quattro elementi di Gaia.
Il messaggio li riporterà una seconda volta in Grecia, nelle vicinanze del monte Olimpo. Giunti a destinazione, sarà Nocciolino questa volta, il moscardino di Ametista, a guidarli fino al sangue delle montagne. A questo punto solo Rubino potrà afferrarlo, poiché è lui a essere destinato a governare il Fuoco. Insieme al sangue delle montagne troveranno l’ennesimo biglietto che li condurrà fino al prossimo elemento.
Infatti, il loro viaggio, tra difficoltà e pericoli sempre maggiori, prosegue. Purtroppo Nicla e i suoi amici hanno cominciato a sospettare che nascondano qualche cosa e decidono di seguirli fino all’Olimpo e al sangue delle montagne.

A un certo punto dei loro viaggi i quattro ragazzi dovranno scontrarsi con la controparte oscura dei quattro elementi di Gaia, le forze del male. Esse sono l'espressione dell'altra faccia dell'energia, che si sprigiona a mezzo di altrettanti elementi negativi di pari potenza. La controparte malefica è tuttavia, per ora, composta da soli tre elementi, infatti le manca ancora l’Elemento più potente. Il Fuoco.

Riusciranno i nostri amici a impossessarsi, come sono destinati a fare, di tutti e quattro gli elementi?
Potranno disfarsi di Nicla e dei suoi amici impiccioni . . . . .
Dove li porteranno i loro viaggi per recuperare gli elementi?
Che effetto avrà su Rubino il sangue delle montagne e il governo del fuoco?

Il libro ha una fine, non fine, infatti, la storia è messa come in pausa, in attesa di una continuazione. Lascia aperte le vicende per un seguito.

Dal punto di vista esteriore il libro ha un ottimo aspetto, anche trattandosi di una copia dell’edizione speciale limitata di 100 copie. Il libro presenta dei disegni più o meno belli ma tutti di piccole dimensioni e spesso un po’ troppo scuri, purtroppo.
Riguardo alla cura formale del testo, devo rimarcare la presenza di un po’ di errori sparsi per il libro. Si tratta di un vero peccato vista la cura messa nel rendere attraente l’aspetto del libro con la sua bella rilegatura e una cover molto carina che comprende i quattro elementi.

Per quanto riguarda le vicende narrate, si tratta di una storia per ragazzini e un’opera prima dell’autore.
Da ciò nasce forse anche la non grande capacità espositiva che a tratti rallenta troppo gli avvenimenti, ma in linea di massima, la ho trovata una lettura simpatica, carina e abbastanza coinvolgente, in particolare per un giovane lettore.
I personaggi sono simpatici ma non troppo e tuttavia non sono riusciti a rimanere impressi nel mio cuore, come succede con i migliori cui finisci per affezionarti davvero.
Forse sarebbero stati da approfondire un po’ . . . .

Ho trovato molto carina l’idea di base degli elementi che portano ai rispettivi possessori, poteri e doti diverse, collegati a ogni singolo elemento (anche se non è un'idea del tutto nuova ed è stata già usata da altri) e divertente la caccia agli elementi stessi in diverse località e Stati.

Anche se la storia risulta abbastanza scorrevole trovo che sia in certi punti rallentata da eccessivi giri nella narrazione che si occupa a volte di particolari non prettamente necessari alla storia in divenire.
Al gentile autore, che ringrazio per l’opportunità che mi ha dato, consiglio, prima di un'eventuale ristampa, un controllo del testo (grammaticale, ma non solo, si trovano all’interno del libro refusi e parole sbagliate in una frase con cui non hanno nulla a che vedere, in particolare nei primi capitoli).

Concludo riassumendo, come opera prima, anche se sicuramente migliorabile è stata una simpatica lettura.
Ci sono libri scritti per un pubblico giovane che invece si rivelano poi essere adatti a un lettore di qualunque età, purtroppo non è questo il caso, infatti, ve ne consiglio la lettura, però solo per un lettore giovane, il quale non arriverà a fare considerazioni sulla credibilità delle vicende narrate che farebbero invece lettori più di lungo corso.

L’abilità di un ottimo scrittore fantasy è proprio, a mio personale giudizio, quella di rendere credibili e quasi reali situazioni irreali e immaginarie che si svolgono in un mondo magico con regole particolari e diverse da quelle che sono a noi usuali, che però deve avere una sua impronta logica e reale, per attrarci, altrimenti sarebbe vista solo come una creazione estranea.

Eccomi infine giunta alla conclusione, anche questa volta con la frase classica e preferita del Rifugio “Leggete tutti, leggete tanto, ma soprattutto leggete fantasy”

sabato 12 gennaio 2019

Intervallo del Fine Settimana - Buon Fine Settimana in un Mondo Fantasy . . .

Buon Sabato e migliore Fine Settimana !


Fantasy World by IgnisFatuusii DeviantArt

Buon Fine Settimana in un Mondo Fantasy . . . 

Questa seconda immagine con la terza vengono dal Fantasy World nelle Filippine. 

Si tratta di  Fantasy World a Lemery, Batangas! 
Una destinazione turistica costruita nel 2001 da un uomo d'affari giapponese che ha immaginato un parco di divertimenti, parchi a tema e parco acquatico di ispirazione filippina che avrebbe dovuto gareggiare con le attrazioni di Disneyland. Il parco avrebbe dovuto ospitare un edificio condominiale all'interno del complesso di 195 ettari, che avrebbe consentito ai residenti un uso gratuito ed esclusivo delle strutture. 

Info Parco  Qui




Fantasy Magic World - HG Gate Com