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lunedì 20 novembre 2023

Storie di Robot - il Robot e la psicologa . . .

Eccomi tornata, amici
vorrei parlarvi ancora di . . . . Scrittura
Ora avrei proprio bisogno di avere un feed-back riguardo alla mia capacità ed a come viene visto dal lettore il piccolo racconto che ho provato a creare per una sorta di prova. 
 


Si tratta di un mini racconto. 
Paletti che dovevo seguire:
Un racconto di 500 parole
Spunto narrativo:
"Una psicologa cerca di aiutare un robot (o una IA) che sembra essere affetto da depressione"
 
Titolo Racconto "Lavorare per nulla" 

Ero in una stanza mai visitata prima, in piedi, davanti ad una donna sconosciuta, seduta alla scrivania con davanti alcuni documenti. Stavo per essere interrogato. Entrando con gli occhi a terra avevo subito iniziato a guardarmi intorno, facendo attenzione a particolari a cui nessuno avrebbe prestato interesse, Il numero dei libri presenti nella libreria dietro alla scrivania, il loro colore, il numero delle matite e delle penne poste nel porta penne o sul piano del tavolo stesso. La poca luce presente nella stanza mi dava un certo fastidio.

Il mio sguardo vagò per tutta la stanza, ma senza provare alcun interesse, per ciò che vedevo. I miei pensieri di colpo vennero interrotti dalla donna che avevo di fronte a me.

“Si accomodi pure sulla sedia, se la cosa le può risultare più comoda” fece indicandomi la sedia davanti alla sua scrivania.

La mia attenzione venne rivolta alla donna che mi parlava, era una bella donna di circa 40 anni, dai capelli corti color castano scuro e gli occhi verde smeraldo.

Muovendomi molto lentamente mi misi a sedere, pensando alla completa inutilità di quel colloquio. Nulla sarebbe cambiato.

La donna che avevo davanti riprese a parlarmi “Come mai lei è qui da me, una psicologa? Perché dovrebbe entrare in analisi ?”

Pensai un poco prima di rispondere, “la società Digital Ways, per cui lavoro, mi ha mandato in analisi, hanno detto che ho degli atteggiamenti, strani, che nessuno dei miei compagni di lavoro ha mai avuto”

“Desidero aiutarla. In cosa consiste la sua diversità ?”

“Quando svolgo il mio lavoro, tutti i giorni, in modalità pesanti e ripetitive, mi deprimo e resto depresso e triste a lungo. Non ho più voglia di lavorare e quando lo faccio, lo faccio male. Sono troppo spesso triste ed il lavoro non mi da alcun tipo di soddisfazione. Al contrario dei miei colleghi che svolgono il loro lavoro quotidiano senza alcun tipo di considerazione personale o privata”

“Lei ha dei sentimenti che si potrebbero definire umani, è questo il problema? Perché questo dovrebbe essere un problema?

Lei non è un’essere umano ?”

“Io non sono umano, sono un Robot positronico, ovverossia un robot con il cervello positronico, aggiornato e migliorato con una IA di ultima generazione. Ho l’aspetto esteriore di un umano ma internamente sono un robot, sono più simile ad un cyborg”

“Lei crede che sia insolito per un Robot o per un cyborg provare emozioni e sentimenti umani ?”

“io non lo credo, penso che lavorare dovrebbe dare una contropartita, uno stipendio ma anche qualche gratificazione. Tuttavia, tra i mei simili, sono il solo a vederla così, tutti coloro coi quali lavoro, teoricamente uguali a me, non hanno mai dimostrato di possedere il mio stesso punto di vista” mentre finivo di pronunciare la frase pensai a tutto il tempo passato a fare un lavoro estraniante, pesante e ripetitivo in catena di montaggio, sempre uguale. Non avevo alcuna via d’uscita da quella situazione e più passava il tempo, meno sopportavo la stato di fatto.
 

 

 

Che ve ne pare, vi è piaciuto o no? E' noioso, inconcluso ?
Accetto critiche costruttive, d'altronde è un piccolo racconto creato di corsa che aveva dei peletti ben precisi, quindi concluderlo in solo 500 parole non era facile.

Un saluto amici del Rifugio e buona nuova settimana di novembre, appena iniziata.

Fonte delle immagini di questo post:

Primo Robot Wallpaper di Robot dal  Sito Wallpapercave.com  

Secondo Robot Sito Pngmart.com

sabato 28 maggio 2022

Intervallo del Fine Settimana

 
 
Eccomi tornata a voi, amici e follower !
Tornata ad uno dei miei post preferiti, quelli di immagini fantasy che vi portano nell'immaginazione e nel sogno.
Questa volta però le immagini saranno accompagnate da una piccolissima storiella.
 
Con le due piattaforme di scambio libri si può fare qualche cosa, ma risultano entrambe non facili per motivazioni diverse.
In Acciobooks bisogna trovare una persona che ha il libro che desideri, la quale cerchi uno dei libri di cui ci si vuole disfare o a cui si vuole dare un'altro lettore. Alcuni sono profili vecchi che non rispondono nemmeno ai messaggi, altri non sono interessati altri ancora sono proprio profili che non lavorano più.
Su Bookmooch teoricamente sarebbe più facile, il problema è che in Italia non ci sono tantissimi utenti e quindi i libri sono limitati, molti dei libri in scambio sono libri che non interessano proprio a nessuno ed anche qui ci sono utenti che non lavorano più. Insomma in ognuna delle due piattaforme riuscire nello scambio richiede lavoro e tempo. Francamente speravo meglio, ma io continuerò ad insistere e cercherò anche qualche nuovo libro da poter scambiare che possa essere interessante per gli altri.

Intanto eccovi alcuni paesaggi fantasy per poter sognare un momento . . .


Quella di oggi è la storia di un Castello, quella narrata da questa immagini. Un castello isolato su di una collina nebbiosa, vicino ad una magica foresta dove vive un Re solo, che ha per unica compagnia quella di un potentissimo mago. Il castello si trova in un posto dove non passa mai nessuno e rimane isolato da tanti tanti anni. Gli unici contatti del Re e del Mago sono animali che ogni tanto passano a trovarli uscendo un momento dalla foresta che li circonda, sapendo di trovare cibo e buona accoglienza.
 

 




Un giorno le cose cambiano perchè arriva al castello una lupa, che non conosce il castello ed i castellani ma che vedendo l'atteggiamento degli altri animali arriva al castello per chiedere accoglienza.

Si tratta di una lupa bellissima, che viene accettata e trattata con  gentilezza e cibo dai castellani.

La lupa si abitua al castello ed al Re che si comporta con lei come se fosse una sua amica e la tratta con rispetto.

Il mago capisce però presto che la lupa non è una lupa vera, sente che si tratta di un maleficio, nel corpo della lupa è celato quello di una principessa che riesce e tornare se stessa soltanto nelle notti di luna piena, per qualche ora. 

Una di queste notti il Re incontra la ragazza e si innamora perdutamente di lei, anche se in un primo momento, non capisce che si tratta della lupa e per lungo tempo non riesce più a trovarla.

Avendo saputo dell'accaduto il mago, avverte il Re del fatto che la lupa è in realtà una ragazza che ha subito una maledizione e su richiesta del medesimo, cerca di trovare il modo di cancellare il meleficio.
 

Dopo lunghi studi il mago trova la formula magica giusta per spezzare il meleficio e riporta la ragazza alla vita, ella non dovrà più trasformarsi in lupa.


A questo punto il Re, oramai innamorato perso, le chiede se desidera continuare a vivere al castello ed essere la sua regina.
La ragazza, che a sua volta si è nel frattampo innamorata della bontà e della gentilezza del Re,oltre che del suo bell'aspetto, accetta felice.
E vissero a lungo felici e contenti.
 
Buon fine settimana amici e followers del Rifugio.
 

martedì 6 febbraio 2018

Le Fate delle Rose



Eccomi tornata amici del Rifugio.
Questa volta vi voglio raccantare una piccola Fiaba, inventata da me.
La ho già pubblicata sulla Pagina FB del Rifugio ma vorrei sapere se vi piace o meno. Fatemelo sapere con un commento e con i vostri pareri a riguardo. So che è molto corta ed in effetti ho avuto il desiderio di renderla più lunga ma poi mi è sembrato fosse meglio tenerla così.


Le Fate delle Rose


C'era una volta, tanto tanto tempo fa, in un Regno incantato e meraviglioso, un'inverno tremendo, molto più freddo del solito.

In questo inverno molte piante non riuscirono a resistere e finirono per morire congelate. Le fate dell'inverno erano molto preoccupate e cercarono il modo di salvare le piante più sensibili al freddo, un modo per permettere ad esse di superare la stagione fredda senza morire.

In particolare molte rose non ce l'avevano fatta e così le fate si impegnarono maggiormente per salvare quelle rimaste.
Inventarono delle cure nuove e potenti degli impacchi creati con un mix di materie naturali varie e concimi diversi che proteggevano dal freddo e nello stesso tempo nutrivano maggiormente queste piante in pericolo.

     


Anche se l'inverno continuava ad essere molto freddo ed a congelare gli animi, dopo una ventina/trentina di giorni con questi trattamenti alcune rose iniziarono a fiorire, sorprendendo perfino le fate.

Soltanto le rose più rozze e selvagge, fiorirono così in pieno inverno, quelle meno naturali erano più deboli e per questo sopravvissero alla stagione fredda ma non riuscirono a fiorire.

Da quell'inverno, ogni volta che arriva la stagione fredda, le fate continuarono a trattare le rose con le cure che avevano creato quel primo lontano anno,  in questo modo alcuni tipi di rose proseguono la loro fioritura ogni inverno.
Quasi una magia.

Questa è la ragione per cui, da quel momento in poi dette fate furono da tutti chiamate "le fate delle rose" ed è per questo che alcune rose riescono a fiorire nel pieno della stagione fredda e continuano a farlo, nonostante sembri una cosa molto strana.

(Spero vi piaccia - questa piccola storiella è mia)