lunedì 18 febbraio 2019

Buon lunedì e migliore nuova settimana . . . .

(Frase di Franz Kafka) 

Buongiorno, buon lunedì, amici del Rifugio e migliore nuova settimana.



L'inverno è per me un periodo di riflessione ed un momento in cui di solito fisicamente non sono al massimo . . . . In questo febbraio, non ancora finito, ci sono stati giorni in cui la temperatura e l'apparenza esteriore erano quasi da primavera ma ora pare tornato il freddo!


Il freddo esteriore/esterno a volte succede che combaci con quello interiore . . . . 
Ora io ho proprio tanto bisogno di luce e di molto molto sole.
A breve, appena riuscirò a postarla, sarà on-line al Rifugio un'altra recensione "Ammenion. il Druido è tornato" di Alessandro Orlandini.

sabato 16 febbraio 2019

Intervallo del Fine Settimana con Fantasia


 Fantasia . . . . . Fantasia . . . . . . 
Sembra che non ci sia . . . .
Poi ti prende la meno, e ti porta lontano, con lei !

(Parafrasando dalla canzone "Poesia" di Riccardo Cocciante) 




"L'immaginazione è tutto. 
E' l'anteprima delle attrazioni che la vita ci riserva"
(Albert Einstein)




Buona giornata, Amici  del Rifugio ed ottimo Fine Settimana |

martedì 5 febbraio 2019

Nuovo Post sul blog fotografico

Un saluto Amici del Rifugio. Buon martedì a voi tutti.


Con questo post voglio segnalare agli amici della fotografia che ho da poco postato sul mio blog fotografico un nuovo post, come avevo promesso, contiene alcune delle fotografie che ho scattato questa estate a Trieste quando sono andata a trovare l'amica blogger Edvige di Memento Solonico 

Se vi piace la fotografia vi invito a fare un giro sul mio Blog fotografico
Fotografia è Vita !

A Questo Link potrete trovare l'ultimo post con le Foto dei miei giorni a Trieste.

Buon martedì e migliore nuova settimana. 

venerdì 1 febbraio 2019

Buona giornata incantata . . . .


Immagine tratta dal Film ad ambientazione gotica su Cappuccetto Rosso
"Red Riding Hood" 



L'Alba ritorna sulle terre degli Elfi e presenta agli animali ed a tutte le creature di bosco Smeraldino un mondo innevato.



Buona giornata Amici del Rifugio, che la luce sia sempre con voi e che anche la fantasia e la magia possano essere nel vostro cuore  . . . . 









Fonti conosciute immagini :

Film "Red Riding Hood" 
Sfondi: Sfondifree.it
Sfondi: Wallhere.com
Pinterest.fr
Pinterest.ru
Pinterest.co.uk

Animali nella neve:
Panorama.it
Focus.it
Pinterest.com
Notizie Tiscali.it Volpe che salta nel Parco Nazionale di Yellowstone
Il cane quotidiano.it

giovedì 31 gennaio 2019

Lista Libri da Recensire

Ecco la lista aggiornata, Con gli ultimi arrivi

Ad oggi, Giovedì 31 Gennaio 2019

Questi sotto sono i libri in lista recensioni.

Ho tolto i libri vecchi, di cui ho già pubblicato la Recensione qui al Rifugio e quelli che ho già letto ma di cui devo ancora pubblicare la Recensione dal Vecchio Nr. 18 al 22. Qui trovate la lista recensioni precedente in cui trovate tutti i libri, compresi quelli già letti ma di cui devo ancora pubblicare la recensione

01°) "L'Incanto del Tempo" di Nicolò Gennari
         In fase di lettura.


02°) "Le Sentinelle del Patto" di Lorenzo Corti


03°) "La Guerra del Vespro" di Estelwen Oriel


04°) "Waylock - I Principi di Shirien" di Marta Leandra Mandelli


05°) "Il Drago Pigmeo - Le leggende del drago mutaforma" 
         Libro 1 di Marc Secchia


06°) "Helga" di Antonio Aschiarolo



07°) "L'Eredità della Spada" di Cristina Azzali


08°) "Le Rune di Winslar"
         1° Vol della Trilogia delle terre elfiche di Daniele Conti



09°) "La Stirpe del drago - Il Risveglio dell'antico Signore"
        di Angela Biondi - Libro Ufficiale della Festa dell'Unicorno 2018



10°) "Strega per metà - I ricordi perduti" di Chiara Vincenzi


11°) "Il Libro di Henneth" di Daniela Ferraro Pozzer


12°) La Guerra degli Elementi" Vol 2 
         Il Varco dell'Apocalisse di Veronika Santiago


13°) "Il Gatto & gli Stivali" di Marta Leandra Mandelli


lunedì 28 gennaio 2019

I Tre Regni

Eccomi tornata per presentarVi un libro fantasy che mi pare interessante e che ha attirato la mia attenzione.
Si tratta del libro "I Tre Regni" di Francesco Tenucci


Titolo: I Tre Regni
Autore: Francesco Tenucci
Pubblicazione: Marzo 2018
Edizione: GDS
Genere: narrativa fantasy
Sottogenere: introspezione psicologica
Pagine: 332
Formato: Cartaceo - Ebook

Sinossi:

Che cos’è il mito se non una trasposizione, di quanto ci appare intollerabile, in una forma accettabile giacché incredibile e, quindi, teoricamente divertente o innocua?

Dire ad una persona: “Sei un mostro!”, oppure “Un mostro si agita dentro di te!”, sarebbe totalmente controproducente. Inefficace, nel migliore dei casi. Mentre, proporre la leggenda del Minotauro, che pure ha esattamente il medesimo senso e significato, ecco che rende avvicinabile quanto rifuggiremmo a gambe levate se manifestato senza veli.

Dunque, il mito è un velo. Un modo garbato di accostare l’uomo al suo cuore a piccoli passi, gradatamente, senza orrori, benché, sia imbevuto delle creature più orrende ed abominevoli.

I Tre Regni altro non è che una storia come questa. Un uomo scoprirà un nemico nascosto, assolutamente impensato ed inimmaginabile, ospite del suo spirito da tutta la vita, soltanto incontrandolo in un’altra dimensione, nel mondo degli eroi, ma sarà solo il primo passo, giacché unicamente nel passato reale, storico, e ricercando nei segreti mnemonici del proprio animo, potrà scoprire quanto prima non era disposto a credere.

Per potersi avvicinare il più intimamente possibile a se stesso, il protagonista dovrà, prima, allontanarsene nella maniera più radicale ed estrema.

Per rivelare ciò che cova sotto le radici, sarà costretto a spiccare il più incredibile ed improbabile volo dalla cima della pianta del suo essere.

Il Toscano odierno diviene, così, il capo clan Aonghas nella Scozia favolosa del settimo secolo D.C., ivi trasportato senza sapere come, senza intuirne la ragione, per compiere una missione di cui ignora il progredire e finanche la meta. Anzi. Ne viene avviluppato, per consentire al suo nemico di accedere al nostro tempo, usandolo come un ignaro portatore. Eppure, quel nemico onirico e favolistico l’aveva già violato in un tempo così lontano e dimenticato che, solo nella leggenda, il protagonista può trovare la via per ricordarlo, smascherarlo, affrontarlo ed espungerlo da se stesso.

La storia di un uomo che diviene tale solo salvando se stesso bambino dalle brame del peggiore degli orchi. Colui che si presenta come suo salvatore.



Eccovi i personaggi principali del libro:

a) Aonghas, capo clan scoto. Alter ego della voce narrante, che dalla modernità viene trasferito prodigiosamente nella Scozia del VII Sec. D.C. scossa dalle lotte interne e dalle invasioni Vichinghe.

b) Il Vecchio. Figura mitica che incarna la mitologia nordica e che svolge il ruolo di deus ex machina della vicenda.

c) Fra’ Gaerontius. Frate romano inviato in missione in Irlanda e naufragato in Scozia, consigliere di Aonghas.

d) Chen Nan, capo militare, antagonista di Aonghas, e condottiero di una compagnia di Orientali inviati alla ricerca dell’Isola Invisibile delle leggende nordiche.

e) Lei. Figura femminile di natura soprannaturale, antagonista del Vecchio.

Il viaggio che effettivamente si snoda lungo le lande della antica Caledonia, altro non è che il percorso inconsapevole, seguito dal protagonista, nei panni del suo alter ego mitico, verso una verità rimossa. Sarà raggiunta al termine del viaggio, quando la fantasia si toglierà la maschera per mostrarsi cruda realtà, rivelando, alfine, ciò che non poteva altrimenti essere raggiunto o creduto.

Il libro è disponibile in formato E-book e in quello cartaceo ed è pubblicato da GDS Edizioni.

Pagina Facebook libro

venerdì 25 gennaio 2019

Il Lago Gerundo ed il Drago Tarantasio tra Realtà e Leggenda

Eccomi tornata a voi con una leggenda molto fantasy, con uno sfondo reale. 
Come in molti altri paesi anche in Italia esistono molte storie/leggende legate ai draghi Qui ne trovate alcune.

Milano e la Lombardia in particolare sono legate a storie di draghi, tra l'altro il simbolo di Milano è uno scudo con un Drago/Biscione che tiene in bocca un bambino, si tratta dallo stemma della famiglia dei Visconti e sulla sua origine ci sono diverse ipotesi. Quella più accreditata è che la bestia rappresenti Tarantasio.

Anche al Castello Sforzesco si trovano diverse rappresentazioni di questo drago.







Castello Sforzesco di Milano e Stemma Visconti

Tanto ma tanto tempo fa, nelle terre lombarde viveva un drago. Egli risiedeva nelle vicinanze del lago Gerundo e terrorizzava tutti i nostri antenati . . . .
Nella zona tra le province di Bergamo, Milano, Cremona, Mantova e Lodi, nel tratto che da Cassano d’Adda va fino quasi a Cremona per una lunghezza totale di circa 60 km, esisteva infatti anticamente un lago chiamato Lago Gerundo (dalla voce dialettale lombarda gèra, gerù, gerùn che significa “ghiaia”) al cui centro si trovava l'Insula Fulcheria, isola dal toponimo longobardo su cui nacque la città di Crema. Il lago occupava un ampio tratto di territorio che iniziava a nord poco dopo Brembate per raggiungere a sud Pizzighettone, estendendosi ad ovest lungo l’attuale corso dell’Adda sino a lambire la città di Lodi. 



Secondo le leggende popolari, il lago Gerundo sarebbe stato abitato da un drago chiamato Tarànto o più comunemente conosciuto come Tarantasio, un velenoso e mostruoso serpente, che col solo alito pestifero infestava l'aria; per cui molti dal pessimo puzzo ammorbati, morivano. In ogni leggenda di origine popolare c'è sempre del vero e sicuramente le acque paludose erano causa di febbri malariche e altre malattie di palude. 
Cominciando dall'inizio, dalla nascita del Tarantasio a Soncino il "Padre" della leggendaria bestia sarebbe Ezzelino da Romano, vicario imperiale e genero di Federico III, signore di un territorio che comprendeva gran parte del Veneto e Brescia. Un condottiero tanto feroce che papa Innocenzo IV lo scomunicò e bandì una crociata contro di lui nel 1254, affidandone il comando ad Azzo VII d'Este. A Cassano d'Adda, nel 1259, Ezzelino fu sconfitto e mortalmente ferito. Secondo la tradizione sarebbe stato sepolto proprio a Soncino. Proprio in quel sepolcro, riferisce la credenza popolare, era nato il drago Tarantasio, come una specie di reincarnazione malefica del crudele signore. 



Tracce di carattere più "scientifico" erano, e sono, custodite in alcune chiese del territorio, sotto forma di ossa gigantesche rinvenute in quelli che un tempo erano i fondali del lago. Un osso gigantesco, e precisamente una costola di drago del Gerundo, è ancora oggi visibile appesa al soffitto della sacrestia della chiesa di San Bassiano a Pizzighettone. In realtà la costola, probabilmente, appartiene a una balena fossile a un elefante od ad un altro strano animale acquatico. Proprio da questa mitologica creatura prenderebbero il nome Taranta, frazione di Cassano d’Adda, così come le numerose 'vie della Biscia' site nei paesi che all’epoca si ritrovavano lungo le coste del lago (anche se oggi molte di queste strade hanno mutato nome). Ma una testimonianza ancor più tangibile, in tutti i sensi, la si aveva a Calvenzano, dove gli abitanti del luogo avevano eretto un muro alto tre metri per difendersi dagli attacchi del mostro. Sono sorte poi numerose leggende riguardo al drago, le quali sono tutte accomunate dalla concomitanza tra l’uccisione di Tarànto e il prosciugamento del lago. Alcune fonti popolari attribuiscono il prosciugamento e la bonifica del lago a san Cristoforo, che avrebbe sconfitto il drago, o a Federico Barbarossa. La più suggestiva riguarda l’uccisione del drago da parte del capostipite dei Visconti, il quale avrebbe poi adottato come simbolo la creatura sconfitta. 




Tarantasio è poi noto a livello internazionale, anche se pochi lo sanno, perché l'Eni avrebbe preso spunto da esso per disegnare il cane a sei zampe dell'Agip, visto che il primo giacimento di metano venne scoperto nel 1944 a Caviaga, frazione di Cavenago d'Adda, nel Lodigiano, in piena zona Gerundo. 
Anche l’alito pestilenziale del drago ha una spiegazione scientifica: era dato dalla presenza di gas naturali dovuti al terreno particolare, formato da depositi alluvionali stratificati, costituiti da sedimento paludoso molle con residui fossili. E’ proprio qui che nel 1952 l’AGIP trova dei grossissimi giacimenti di gas metano e l’ENI si inventa come logo il famoso cane a sei zampe che non è altro che il nostro fantastico drago Tarantasio.

Pare che il Gerundo si estendesse tra i fiumi Adda e Serio fin dalla preistoria, comprendendo quindi non solo i territori di Milano e dintorni ma anche le provincie di Lodi, Cremona e Bergamo.

Ma come ha fatto un lago di tale ampiezza a scomparire del tutto ?

E quale era l'aspetto di questo drago minaccioso ?

A quanto pare il nome “Tarantasio” deriva da “tarantola”, ad indicare che questa creatura fosse dotata di un numero di zampe per niente comune per un rettile. Ma cos’altro sappiamo? 

Ecco come lo descrivono le testimonianze:

? Il drago era una creatura simile ad un serpentone lungo ben cinquanta braccia, dotato di coda e di zampe palmate;

? Aveva una bocca enorme, molto vicina a quella di un coccodrillo;

? Era riconoscibile anche dalle grosse corna sulla testa;

? Sputava fuoco dalla bocca, come ogni vero drago che si rispetti, e fumo dal naso: ecco perché l’aria diventava insalubre, in sua presenza;

Oggi, però, non c’è traccia né del lago né del drago: anzi, addirittura sembra che la scomparsa di uno sia strettamente collegata a quella dell’altro. Il mistero, però, aleggia anche sulla morte di Tarantasio … Le teorie sono molte:

? Secondo alcuni, il primo gennaio del 1300 (anno del Giubileo), il drago morì in seguito all’intervento di San Cristoforo (o, in altre versioni, il vescovo di Lodi Bernardino Tolentino): dopo tre giorni di preghiere le acque malsane del Gerundo si ritirarono, lasciando come tetro souvenir solo lo scheletro del mostro. A dimostrarlo sarebbe una costola del drago, custodita all’interno dell’ex Chiesa di San Cristoforo di Lodi, della quale però si sono perse le tracce: che qualche collezionista di rarità l’abbia rubata? 
? Una delle teorie più popolari racconta che fu il condottiero Umberto Visconti, capostipite della nobile casata, a porre fine all’esistenza di Tarantasio. L’uomo entrò nella caverna del drago, proprio mentre il mostro stava per divorare un bambino, e dopo ben due giorni di estenuante lotta, l'eroe ebbe la meglio ! Per questo lo stemma visconteo, a tutt'oggi simbolo di Milano, è il nostro “biscione” con un bambino in bocca: probabilmente il pittore di corte non aveva mai visto un drago e lo disegnò più simile ad una vipera gigantesca … ma almeno rimase il racconto della mitica impresa!


A dimostrazione del fatto che il drago Tarantasio sia veramente esistito sono i bestiari del naturalista e botanico Ulisse Aldrovandi, vissuto nel XVII secolo: una personalità importante, dato che coniò egli stesso il termine “geologia”! I suoi studi non comprendevano solamente animali che senz’ombra di dubbio definiremmo “reali”, ma anche creature mitiche come, per appunto, i draghi… e anche lo stesso Tarantasio. Ma il mostro non era già stato ucciso secoli prima?

Che sia realtà o leggenda, la storia del Lago Gerundo e di Tarantasio continua ad essere narrata: una frazione di Cassano d’Adda, Taranta, prende il nome dal mostro che infestò queste zone, e pare che anche il marchio dell’Eni, il cane a sei zampe, abbia avuto come ispirazione il ben noto drago!

Ma, tornando al Gerundo: leggende a parte, come mai questo lago è scomparso nel nulla?
Secondo le datazioni geologiche, la Valle dell’Adda si presentava così com’è ora già 5000 anni fa, quindi il Lago Gerundo dovrebbe essere molto più antico. Nel periodo dei Romani era oramai una palude e già nell’XI secolo i monasteri dei territori circostanti iniziarono una lunga impresa di bonifica, essendo il lago una zona palustre decisamente insalubre. 

Tornando a Milano ed alla sua inclinazione e legame coi draghi pare che il Drago Tarantasio sia riaffigurato perfino sul portale del Duomo. 
Infatti se date una occhiata attenta, osservando a destra del portale centrale della Cattedrale, potrà capitare forse anche a voi di vedere emergere dalla foresta di sculture qui presente il profilo inconfondibile di una piccola creatura mostruosa.




Info ed approfondimenti:

Qui Storie di draghi italiani

Qui Simbolo di Milano e Qui

Dagli Aztechi ai Visconti il Segreto del Biscione

Il Lago Gerundo tra leggenda e realtà

C'era una volta il Lago Gerundo

Tarantasio sul portale del Duomo

Esiste un bellissimo libro "Gerundo il grande lago scomparso" 
di Fabio Conti pubblicato dalle Edizioni Meravigli.

martedì 22 gennaio 2019

Recensione Libro "La Terra dei Draghi - Una nuova Stella"

Eccomi tornata alle mie recensioni, questa volta vi voglio parlare del terzo e conclusivo volume della Saga

“La Terra dei Draghi” di Nicola Cantalupi,
uno degli scrittori storici del Rifugio.
Si tratta di “La Terra dei Draghi – Una nuova Stella” 
I cui personaggi sono diventati per me come dei vecchi amici, è stato un vero piacere ritrovarli.

Al Rifugio ho già fatto le recensioni per i primi due capitoli di questa saga che potete trovare nella sezione del blog Le mie recensioni.

Sinossi: 

Terzo volume della trilogia La Terra dei Draghi.

L’antica magia che gli ultimi Signori dei Draghi lanciarono, sacrificandosi, per proteggere le popolazioni delle grandi città dall’avanzata dell’orda oscura durante la più spietata battaglia del passato, si è indebolita. Da Amhonùn un eterogeneo gruppo di eroi si è messo in cammino attraverso le Terre Nere sì da avvertire ogni razza libera circa l’evolversi della situazione e soprattutto, con l’intento di convincere ogni popolo a scendere in guerra contro le Forze Oscure.

Grazie al loro coraggio, a Isenord, la resuscitata Alleanza dell’ovest fra elfi, nani, uomini e Meadaras riesce a infliggere una dura sconfitta all’Oscuro Signore e a riportare speranza ma molto è stato rischiato e ancor più saranno i pericoli da affrontare. Imperativo adesso è raggiungere Amhonùn il più in fretta possibile. E il primo a fare ritorno tra le ancestrali pietre della Grande Muraglia è l’ultimo Signore dei Draghi che reca con sé una Samaire priva di sensi e ormai in fin di vita. Solo le cure degli Enduil la possono salvare. Ragguagliati da Johan, i valorosi guerrieri dell’Antica Stirpe si preparano allo scontro decisivo confidando nell’arrivo degli alleati prima che tutto abbia inizio. Ma Nubi Oscure in tumulto, simbolo dell’imminente arrivo del nemico, si addensano nel cielo.

Nel passato di Carmas si cela, forse, la chiave per affrontare l’Oscuro Signore. Riuscirà il saggio elfo a raggiungere Amhonùn in tempo?

Spetterà al giovane Meadaras e al suo drago Luxi decidere, come fu scritto in un’antica profezia, le sorti della guerra. Un romanzo dai toni epici, declinato nel più puro canone fantasy. 

Recensione:

In questo terzo ed ultimo volume riprendono le vicende di Johan, Luxi e dei loro amici da dove l’autore le aveva lasciate alla fine del 2° capitolo.

Piccolo riassunto delle parti precedenti:

L’antica magia, lasciata dagli ultimi Signori dei Draghi, per proteggere le grandi città, si è indebolita.
Da Amhonùn, un gruppo variegato di eroi s’incammina per le terre nere con lo scopo di avvertire ogni razza libera della situazione che si è venuta a creare e nel frattempo per trovare alleati con cui combattere le forze oscure.

Grazie al loro coraggio, a Isenord, la resuscitata alleanza dell’ovest tra uomini, elfi, nani e Meadaras riesce a infliggere una dura sconfitta all’Oscuro Signore e a riportare la speranza.

Imperativo ora è raggiungere tutti Amhonùn, il più in fretta possibile. Il primo a tornare a casa sarà l’ultimo Signore dei Draghi, che trasporta Samaire, priva di sensi e oramai in fin di vita . . . solo le cure elfiche potranno salvarla.

Il terzo capitolo comincia con il ritorno a casa di Johan, Samaire e Luxi il drago.
Grazie alle pronte cure degli Enduil, Samaire è salvata, appena in tempo.
Ragguagliati da Johan, i valorosi guerrieri dell’Antica Stirpe si preparano ad accogliere gli alleati e allo scontro decisivo.

Intanto, nubi oscure in tumulto, simbolo dell’imminente arrivo del nemico, si addensano nel cielo sopra Amhonùn.

Nello stesso tempo Ailar, signore degli Elfi, Carmas, Elberon, Cloe e una squadra di nani dovranno invece dedicarsi a un difficile e movimentato viaggio via acqua per giungere all’ultima città libera della Terra dei Draghi.
Dopo un lungo viaggio in mezzo ai problemi, agli imprevisti e al pericolo ci arriveranno . . . ma qui avranno un’amara sorpresa . . .

Carmas svelerà un segreto sul suo passato che potrà spiegare molte cose e che servirà per affrontare nel modo giusto L’Oscuro Signore.
Tra avventure, disavventure, molte e sanguinose battaglie più alcuni imprevisti, continueranno le gesta dell’Ultimo dei Meadaras.

Il libro di giovane Holden edizioni, come per i precedenti volumi della saga è di buona qualità per rilegatura, cura del testo e aspetto in generale. L’unico difetto è rappresentato dalla cartina stampata davvero troppo piccola, per farla stare in due fogli soltanto (a libro aperto).

Come nei due precedenti capitoli della saga si riconosce lo stile dell’autore pieno di descrizioni e di particolari, fresco, semplice e moderno, ma più importante di ogni altra cosa egli è riuscito ancora una volta ad appassionarmi alla lettura ed alla storia narrata . . .

I personaggi di questa saga per me sono stati come degli amici, ritrovarli è stato quindi un vero piacere e posso affermare che sicuramente mi mancheranno.
Le vicende narrate sono vive e non annoiano mai, la storia appassiona e coinvolge.

Alla fine di questa saga, non ho potuto evitare di piangere. Sarà a causa dell’affetto che mi univa ai suoi personaggi ma sicuramente anche per l’abilità nello scrivere di Nicola Cantalupi che permette al lettore di immedesimarsi nei personaggi di cui legge le vicende.

Che dirvi, questo è un altro libro dragoso che consiglio vivamente a tutti gli amanti del fantasy in generale e dei draghi in particolare.

Entrate per la prima volta o tornate nella Terra dei Draghi e seguite fino all’epilogo questa bella saga. Vi coinvolgerà e vi piacerà.



Auguro a tutti che un drago possa camminare sempre al vostro fianco.

mercoledì 16 gennaio 2019

Sogno dentro un Sogno . . . .


(Immagine di Josephine Wall)

Continuate a Sognare, Insistete nel rincorrere i vostri sogni, solo così forse un giorno si avvereranno. Se li abbandonate prima del tempo, dimenticandoveli, sicuramente non porteranno a nulla. 


"Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo di un sogno è raccolta la nostra breve vita"
(William Shakespeare "La Tempesta" Atto IV,  Scena I 
Il Mago Prospero)



"La Tempesta" di William Shakespeare



Questo mio bacio accogli sulla fronte! 
E, da te ora separandomi, 
lascia che io ti dica 
che non sbagli se pensi 
che furono un sogno i miei giorni; 
e, tuttavia, se la speranza volò via 
in una notte o in un giorno, 
in una visione o in nient' altro, 
è forse per questo meno svanita? 
Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo 
non è che un sogno dentro un sogno. 

(Edgar Allan Poe "un sogno dentro un sogno)




(Immagine di Ciryl Rolando)