martedì 4 giugno 2013

Recensione Libro "Enelsin Artigton e la Petra Regia"


Eccomi di nuovo a darVi la mia opinione personale sul libro che ho da poco finito di leggere. 
Questa volta si tratta di “Enelsin Artigton e la Petra Regia” di Annarita Pizzo. Prima di tutto ringrazio l’autrice per avermi affidato la recensione della sua opera che nell’insieme mi è piaciuta. E’ stata una lettura interessante ed anche per certi versi particolare.



Si tratta della Storia dei fratelli Artigton che si trovano, crescendo, uno contro l’altro nella lotta tra il bene ed il male da loro stessi incarnato. Adrian che diventa Custode senza averlo scelto a spese del cuore impuro del fratello maggiore e Enelsin che rappresenta invece il male e la cattiveria in persona. Tanto da venire soprannominato il Perfidus

Per andare contro mano rispetto alle solite recensioni inizierò a parlare dei due difetti fondamentali che ho trovato in questo libro per poi dedicarmi ai pregi per concludere in positivo.
Come dicevo fondamentalmente ho trovato diversi pregi e due soli difetti di cui uno, a parer mio, abbastanza pesante che rende la lettura del libro meno piacevole.


Il primo difetto, quello meno importante, è dato dalla non completa originalità della storia. Avendo scelto di ambientarla in un mondo di maghi, diventa inevitabile il paragone con Harry Potter. Infatti, per molti versi, il mondo dove vivono i fratelli Artigton è simile a quello del maghetto della Rowling. E’ un mondo pieno di regole, magie, cibarie, attrezzi, piante e animali magici.
Non era facile dopo la decisione iniziale, quella di creare una società di maghi, essere completamente originali. Tuttavia avrebbe aiutato non mettere nella trama la profezia che a forza riporta il lettore alla storia di Potter.
Il secondo ed ultimo difetto, più grave, a parer mio è che leggendo il libro ho trovato molti più errori grammaticali e di sintassi di quanti si possano accettare. Non refusi, proprio errori nella costruzione delle frasi. Non voglio essere cattiva. Forse al giorno d’oggi questa è una battaglia persa, visto che in molti altri libri di piccole e medie case editrici ho trovato, in forma minore, gli stessi tipi di errori. Tuttavia io penso che un libro per dare piacere nella lettura debba essere grammaticalmente corretto e leggere un libro con errori di questo tipo rovina anche la migliore delle trame.

Ecco fatto spero di non essere stata troppo “cattiva” ma io sono sempre onesta nelle mie critiche e cerco di farne sempre di costruttive. Inoltre come ho già detto in questo romanzo trovo che prevalgano i pregi.

Il libro, la trama, l’ambientazione e diversi personaggi in realtà mi sono piaciuti. Solo la copertina lascia a desiderare e non invita per nulla all'acquisto. Lo so che la copertina non fa un libro ma nella società di oggi l'aspetto esteriore aiuta molto le vendite.
Trama abbastanza coinvolgente, in particolare dopo i primi capitoli, non priva di colpi di scena e di momenti di diletto.
Ho apprezzato lo stile dell’autrice molto lineare e di facile lettura. Ho anche molto apprezzato tutte le descrizioni davvero approfondite di personaggi ed ambienti. All’inizio del libro forse un pochino troppe. Nonostante ciò io, che adoro questa parte dei libri fantasy, ho gradito. Probabilmente il rovescio della madeglia delle tante descrizioni, specie ad inizio libro, che servono anche per fare ambientare il lettore, è il rellentamento del ritmo nei primi capitoli. Io ho cominciato infatti ad appassionarmi di più alla lettura verso il 7°/8° capitolo.
Grande la fantasia della Pizzo nel creare un mondo magico tutto suo. Con regole, cibarie, attrezzi, piante bevande e animali magici tutti originali ed a volte anche divertenti.

Mi è piaciuto particolarmente l’ottavo capitolo con la storia di Enelsin Artigton, ed i motivi che hanno causato in un ragazzo la decisione di diventare un Mago Malefico. La descrizione del mercato magico che visita Giada per consegnare la lettera per il Custode ad un suo piccolo amico trovo sia stata fatta con vera abilità ed ingegno.
Bello il personaggio di Adrian Artigton, che a causa del suo cuore puro viene scelto dalla Petra Regia come sucessore del Custode al posto del fratello maggiore che avrebbe dovuto, secondo le tradizioni, subentrare al padre nel ruolo. Ho gradito anche i personaggi di Giada e Virginia Wilder e ho provato simpatia per il povero piccolo Charlie, il camaleonte di Selex; il maltrattato servitore di Brad Doneux, braccio destro del Perfidus.
Altro personaggio che trovo ben realizzato è Edmond Psorius, con la sua travagliata storia alle spalle e la sua squadra di investigatori magici      

Un piccolo appunto sulla fine lasciata ampiamente aperta, evidentemente per avere la facile possibilità di un seguito. Diciamo che era “prevedibile”, forse un poco precipitata e tuttavia non fatta male.

La parte che ho preferito del libro è stata proprio quella in cui l’autrice si diverte a descrivere tutte le particolarità magiche del mondo da lei creato e si lascia trasportare nel mondo di Bradford. Davvero grande fantasia e capacità di rendere con poche parole l’immagine di una Inghilterra davvero unica.

Chissà se ci sarà un seguito e che cosa combinerà Doneux …. Riuscirà il nostro Adrian a eliminare tutti i seguaci del fratello malvagio ?

 

domenica 2 giugno 2013

FantaBestiario. La Manticora


La manticora è una creatura mitica, una sorta di chimera dotata di una testa simile a quella umana, corpo di leone e coda di scorpione, in grado di scagliare spine velenose per rendere inerme la preda (confondendo così la sua immagine con la criptozoologia di un porcospino). A volte la manticora può possedere ali di qualche genere. Il nome "manticora" identifica anche un genere di insetto, Insectorum tigrides veloces a detta di Linneo, predatore, appartenente alle Cicindelinae.
Nei bestiari medievali la Manticora era annoverata tra le creature fantastiche che vivevano nella lontana India. La prima descrizione della Manticora ce la fornisce Ctesia di Cnido, un viaggiatore greco vissuto tra il V ed il IV secolo A.C. Della Descrizione di Cnido, nei suoi Indikà, sopravvive un riassunto nella Biblioteca del patriarca Fozio.
La sua descrizione ci dice che questa creatura aveva una livrea color rosso, il corpo di leone e la testa umanoide. Era munita di tre file di denti sia sulla mandibola che su la mascella e aveva la coda simile a quella dello scorpione da cui era in grado di scagliare aculei avvelenati simili a dardi.




 La sua coda assomiglia a quella di uno scorpione di terra, misura più di un cubito ed è munita di un pungiglione. Nella coda, lateralmente, sono disposti, qua e là, altri pungiglioni, oltre a quello che, come nella coda dello scorpione, si trova nella punta. E' con questo pungiglione che la manticora colpisce chi le si avvicina e chiunque venga da essa ferita trova una morte sicura. Se invece qualcuno lotta con la manticora a distanza, essa, sollevando la coda, si mette a saettare i suoi dardi, come da un arco, contro l'avversario che gli sta di fronte, oppure, voltandosi, cerca di colpirlo da dietro tenendo la sua coda in linea retta. La manticora riesce a scagliare i suoi dardi fino a cento piedi di distanza e qualsiasi essere vivente venga da essi colpiot (ad ecezione dell'elefante) trova la morte certa.




Dopo Ctesia di Cnido ne parlano anche 
Jorge Luis Borges che scrive citando Plinio:
« "multaque alia monstri similia" c'è in Etiopia un animale chiamato mantichora, il quale ha tre ordini di denti connessi come quelli di un pettine, faccia e orecchie d'uomo, occhi azzurri, corpo cremisi di leone, e coda terminante in aculeo come di scorpione. Corre con una somma rapidità ed è amantissimo della carne umana; la sua voce è come un concerto di flauto e tromba. »
(Jorge Luis BorgesManuale di zoologia fantastica)
In seguito la descrizione è ripresa con più dettagli da Claudio Eliano




Il nome Manticora potrebbe essere di origine persiana e significhirebbe “mangiatrice di uomini”. La sue capacità, oltre a quella di scagliare letali aculei era quella di compiere grandi balzi che le permettono di superare anche gli ostacoli più difficili. Creatura quasi invulnerabile può essere uccisa solo da un leone. Spesso citata nelle leggende cristiane, rappresenta l’incarnazione del malevolo o dello stesso Diavolo. Geremia, uno dei profeti della Bibbia e smantellatore infaticabile di false credenze, è spesso ritratto proprio con questa creatura al suo fianco.


Oggi il mitico animale prospera nei giochi di ruolo e nei videogiochi, per lo più in forma alata.
Oltre che nel mondo fantasy e nei cataloghi di esseri immaginari, la vera manticora compare ancora nei romanzi di Umberto Eco, ne "Il nome della rosa" e soprattutto in "Baudolino", dove assieme a un gatto e a una chimera sbarra la strada per il favoloso regno del Prete Gianni (dove vivono anche una serie di razze fantastiche quali i blemmi, i panozi ecc.). 
Della Manticora si parla anche nel romanzo "Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: La maledizione del Titano". 
Una manticora appare anche nella serie animata My Little Pony - L'amicizia è magica. 

Anche la musica rock non ha mancato di citare la bestia, precisamente nel brano "Tarkus" del trio Emerson, Lake and Palmer mentre sulla copertina dell'album omonimo del 1971 figura un pangolino a carro armato.

Della manticora infine esiste anche una interpretazione positiva, ad esempio nel balletto "L'unicorno, la Gorgone e la Manticora": le tre domeniche di un poeta, di Giancarlo Menotti, oppure in The Manticore of North Cerney, di Dorothy Spider. 
La manticora viene citata anche come simbolo sullo scudo di un cavaliere nel romanzo "Il regno dei lupi" (Cronache del ghiaccio e del fuoco) di George R.R. Martin (pag. 224 ed. Oscar Mondadori - Bestsellers). 
Il titolo di un album della metal band Cradle of Filth "The Manticore and Other Horrors" è ispirato proprio alla figura mitologica della manticora, così come un brano estratto dallo stesso album.


Molti hanno concluso che si tratti della tigre del Caspio, e questo perché le citazioni partono da Ctesia, che viveva in Persia.
Ma, a parte il fatto che Plinio sostiene di citare Ctesia anch'egli e parla di Etiopia, nessun felino ha voce di trombetta o vive nei luoghi aridi e rocciosi amati dalla manticora, e comunque i persiani conoscevano già la tigre, quindi non avrebbe avuto senso parlarne in termini distorti. Neppure può trattarsi di un mito venuto dall'India, perché il tipico mostro indiano mangiatore di uomini ha il corpo umano e solo la testa di tigre, cioè l'esatto contrario della manticora (il che può forse aver generato una sovrimpressione dei miti).
Un'altra possibile spiegazione della stranezza della manticora sarebbe da ricercare nel repertorio iconografico dell'arte persiana e babilonese. Dal momento che Ctesia di Cnido era stato prigioniero nella corte degli Achemenidi, è possibile ipotizzare che abbia deciso di creare una versione letteraria di un motivo assai diffuso nell'arte orientale. Ctesia in altre parole avrebbe descritto il Lamassu, demone benevolo con il corpo di toro (e talvolta, appunto, di leone) e con il volto di un uomo persiano barbuto, attribuendo ad esso non poteri magici o divini, ma tratti felini e cannibaleschi.
Fonte Wikipedia

martedì 28 maggio 2013

Premio Liebster Award


Grazie mille alla nuova follower Esmeralda Dakia 
del Blog "Un tuffo nei Libri"

Per avere voluto attribuire al Rifugio l'ennesimo premio - La ringrazio di vero cuore per questo. Vi consiglio di fare un giro sul suo blog che mi pare davvero carino ed interessante.

Come ho già avuto occasione di dire più volte - io non amo molto le regole imposte ed ho sempre meno tempo - quindi non riesco proprio più a seguire questi premi e a riattribuirli . Li accetto volentieri e ringrazio di cuore le blogger che decidono di premiare il Rifugio ma dopo più di un anno di vita del blog non posso rispettare le regole proprio per mancanza di tempo. 

Ancora tanti saluti a tutti Buona settimana ad amici conoscenti e blogger



domenica 26 maggio 2013

Dagli Annali della storia degli Elfi

Di tutte le creature che popolano il Mondo Fatato, gli Elfi sono tra i più inavvicinabili e misteriosi, tanto che agli esseri umani sembrano incarnare un desiderio di bellezza e di eterna giovinezza.



Il loro antico nome nordico è alfr ed indica i geni della mitologia nordica, simbolo delle forze dell'aria, del fuoco, della terra e dei fenomeni atmosferici in generale.
Sono molto saggi ma dagli spiriti capricciosi, talvolta benevoli, talvolta malevoli sono tuttavia dotati di forte potenza.

Tutti gli elfi adorano suonare, cantare e ballare e nelle notti estive di luna piena, si ritrovano insieme alle Fate ai margini dei boschi, nei posti ricoperti di muschio, per cantare, suonare e ballare insieme, formando un cerchio e tenendosi per mano.




Essendo i primi abitanti saggi e dotati di ragione in tutto il pianeta, hanno assistito allo sviluppo delle altre razze. Furono inoltre i primi a formare uno stato e a comprendere e padroneggiare la magia. 

In origine, gli elfi erano suddivisi in diverse specie. Ciò costituì da base per la creazione di famiglie: grandi comunità di elfi unite da legami di sangue. 
Le leggi e le strutture dello stato elfico furono fissati molto prima del Grande cataclisma. Tali strutture furono a lungo discusse e infine approvate dai rappresentati delle famiglie più influenti durante un evento ricorrente: il ballo degli elfi. Il ballo degli elfi era un’occasione di incontro
importante nel mondo elfico ed era durante questi incontri che venivano
prese le decisioni più importanti che interessavano l’intero regno. Le discussioni sull’uso della magia e su questioni politiche erano spesso il
tema principale dei dibattiti.

(Dagli Annali della storia degli Elfi) 

martedì 21 maggio 2013

Giveaway di Laboratorio Fantasy



Eccomi amici e follower questa volta per presentaVi il giveaway di Laboratorio Fantasy che potete trovare QUI

Per partecipare a questo giveaway lampo avete tempo fino alla mezzanotte di oggi 21 maggio 2013

In palio come potete vedere c'è l'e-book del romanzo di Giuseppe Attanzio"Mark Johnson e le Chiavi di Allen" (Utelibri)


Partecipate in tanti ..... mi raccomando avete ancora qualche ora di tempo .... fino a mezzanotte di oggi per aggiungervi al giveaway

giovedì 16 maggio 2013

Le mie letture, in corso ed in lista di attesa

Carissime amiche blogger e followers del Rifugio ......
per motivi personali e di tempo sempre mancante ultimamente il blog va avanti a rilento. Spero di avere più tempo nei prossimi mesi 



Intanto non riesco a capire come ma sono ancora oberata dalle letture - oltre ai libri che vorrei da tempo leggere senza riuscire  a farlo ne ho tre che devo assolutamente leggere al più presto, o almeno spero :-)




In questo momento, dopo avere finito di leggere "Il Talismano di Kyrien" di Roberto Fasano che è stata la mia ultima recensione, sono già immersa in una nuova lettura

"Enelsin Artigton e La Petra Regia" di Annarita Pizzo

In coda ed in attesa di essere letti ci sono già altri due libri:



 "Vita da Elfo" di Cecilia Masino e Schibrio

E' un E-book ma mi attira molto la lettura di questo libro anche se sarà faticosa per i miei poveri occhi che saranno privi, in questo caso della pagina cartacea.

Dopo la fine di questi due libri potrò dedicarmi ad una pausa - dalle recensioni - infatti finalmente ho comprato il seguito di un libro che è stato una fantastica lettura ed intendo buttarmici a pesce


"L'Atlante di Fuoco" di John Stephens il seguito dell'Atlante di Smeraldo
Entrambi i libri hanno venduto tantissimo, sono stati apprezzati sia da critica che a maggior ragione dai lettori e meritano davvero di essere letti. I miei complimenti all'autore che nel primo libro (l'unico che io abbia fino ad ora letto) ha creato una avventura fantastica e in grado di trascinare il lettore nel suo mondo immaginario. Quando ho finito di leggere la prima parte della storia di questi ragazzi mi è davvero dispiaciuto non potere andare avanti e leggere ancora.

Regali D'autore



Ho ricevuto da poco un'altro regalo d'autore - ringrazio entrambi gli autori di questo libro, Schibrio e Cecilia Masino per avermi fatto avere la copia in E-book della loro avvetura