venerdì 11 aprile 2014

Il drago e la fenice


Drago e Fenice

In Cina entrambi questi animali leggendari rappresentano l’incarnazione del potere Imperiale (e per questo motivo sono inseparabili).
Il drago simboleggia il sovrano e la fenice la sovrana.

Il primo procura fortuna e benessere, mentre la seconda simboleggia la bellezza, il rinnovamento e la longevità.
L’unione di essi rappresenta la lunga vita. Sono utilizzati ancora in pratiche di magia bianca. 


La fenice e il drago

Nella cultura cinese il drago e la fenice quando sono raffigurati insieme sono simboli dell’imperatore e dell’imperatrice, come anticipato. Uniti nella stessa rappresentazione vogliono esprimere la perfezione di una coppia, l’unione perfetta di due poli diversi ma complementari. Il detto cinese “splendore di drago e bellezza di fenice” si riferisce invece ad un uomo o una donna degni delle più alte dignità. 
L’illustrazione qui sopra è rappresentativa del detto popolare: 
“Drago che si eleva e fenice che plana"
Il drago è considerato una creatura benevola e la sua figura è da sempre utilizzata come emblema del potere imperiale. Il drago rappresenta anche la forza maschile, la saggezza e la magnanimità. Se il drago rappresenta l’imperatore, la fenice è spesso associata al femminile e rappresenta l’imperatrice. Questo strano volatile è considerato una tra le creature più sacre del mito cinese. La tradizione vuole che la fenice abbia la testa di un cigno, la coda di un unicorno, il becco di un gallo, la gola di una rondine e le striature di un drago. Chissà che crisi di identità deve avere avuto, poverina. In realtà nelle raffigurazioni pittoriche, gli artisti cinesi si sono sempre preoccupati di dare al loro volatile prediletto una forma aggraziata.
Sui dipinti antichi e sui ricami delle sete tradizionali troviamo spesso la fenice che svolazza in coppia con la sua controparte maschile, il drago. Infatti i due, assieme, simboleggiano amore e beatitudine coniugale. Gli ideogrammi utilizzati per indicare la fenice rappresentano anche l’unione tra il maschio e la femmina, il sesso, insomma. I Cinesi ancora oggi ci scherzano sopra e giocando sul doppio significato del termine, usando la fenice per riferirsi al sesso.

La Fenice 

Il simbolo della Fenice trova le proprie origini nell’antico Egitto ove assumeva un significato solare associato alla città di Heliopolis. In essa veniva onorato il dio Sole che ogni giorno sorgeva e tramontava. Dopo aver vissuto per 500 anni la Fenice sentiva sopraggiungere la sua morte, si ritirava in un luogo appartato e costruiva un nido sulla cima di una quercia o di una palma. Qui accatastava ramoscelli di pregiate piante balsamiche, con le quali intrecciava un nido a forma di uovo. Infine vi si adagiava, lasciava che i raggi del sole l’incendiassero, e si lasciava consumare dalle sue stesse fiamme mentre cantava una canzone di rara bellezza. Dopo 3 giorni rinasceva dalle sue ceneri e rinnovata nel corpo e nello spirito, volava ad Heliopolis e si posava sopra l’albero sacro. Per questo è diventata simbolo non solo dell’anima immortale e della resurrezione, ma anche di trionfo e di rinascita a nuova vita (o ad un nuovo stile di vita). Tale leggendaria immagine di longevità ed immortalità costituì, durante il Medioevo, un parallelo con l’immortalità e la resurrezione di Cristo dal Santo Sepolcro.

Nella cultura cinese rappresenta l’unione dello Yin e dello Yang, il potere e la prosperità. Insieme con altri quattro animali mitici, la sua apparizione è vista come un’indicazione di pace e prosperità sotto sagge regole. La fenice è vista come il capo degli uccelli, perfetta per la sua bellezza e il suo canto. La sua voce controlla i cinque toni e le sue piume mostrano i cinque colori.

Il Drago

Primitivamente i draghi erano associati alla padronanza delle potenti forze primordiali della “Grande Madre Terra”, impersonando le quali essi potevano farsi sia creatori che distruttori, detentori di un controllo sul destino dell’umanità. Molto diversa è l’interpretazione occidentale da quella orientale: in Occidente il drago è visto per lo più negativamente, mentre in Oriente può provocare manifestazioni sia benigne che maligne, che neppure vengono pensate con questi attributi, ma solo come aspetti diversi della natura, senza un giudizio etico.
Esistono infatti diverse razze di draghi occidentali, ciascuno con tratti propri ma con caratteristiche comuni. In molti testi sull’argomento il drago viene descritto come un rettile omeotermo. Secondo altri, invece, i draghi – proprio perché omeotermi – non sono rettili, non sono mammiferi perché covano uova e non producono latte, e non sono uccelli perché hanno scaglie e arti. Non resterebbe dunque che continuare ad attenersi alla coesistenza nel drago di caratteristiche di tutte queste specie. I draghi sono dotati degli stessi sensi degli uomini, solo molto più sviluppati. Grandi sono la loro intelligenza e la memoria, soprattutto nelle femmine, tanto che alcune di esse sarebbero state in grado di parlare e addirittura di intrattenere discussioni sofistiche. Secondo altri racconti, i draghi sanno compiere atti definiti magici, che in realtà sono usi della natura supernormali, consentiti dalla loro comprensione elevata del modo in cui agiscono gli elementi della natura. Così possono compiere prodigi come cambiare forma e dimensione, divenire invisibili o creare scudi di forza per proteggere i tesori ed effetti allucinatori indotti nei cacciatori di draghi. Tuttavia le due armi principali dei draghi europei sono gli artigli e soprattutto fuoco.
Proverbio cinese
“Quando il drago ruggisce i monti tremano, quando il drago sussurra il saggio ascolta”


Favola Il Drago e la Fenice

Al limitare di una boscaglia, poco prima che inizi il deserto, una fenice stava lentamente raccogliendo la mirra e il balsamo per il suo nido di morte. Il cielo era un luminoso lapislazzulo, la terra d'oro e il tramonto accendeva tutto dei i colori più brillanti. La fenice, però, aveva smesso di guardarsi attorno e non notava più nulla.
Non era ancora vissuta abbastanza per poter morire, ma a lei non importava del dono dell'immortalità, non più.
Era piccola e bellissima, con lunghe piume rosa e azzurre ai lati del capo, la lunghissima coda preziosa, ed amava il sole, il fuoco, più di ogni altra cosa.
Ma si vedeva orribile, era morta e preparava il proprio nido, una bara profumata, cantando la vita che finiva, con parole così sublimi da attirare l'attenzione di un drago. Un drago enorme, tutto nero, con le scaglie colore dell'ombra, che si avvicinò alla fenice. Stranamente non ne ebbe paura e lo fissò negli occhi.
- Fenice, cosa fai?-
La fenice sorrise:- Costruisco il mio nido. - 
Si vergognava, infatti, di dire che voleva suicidarsi.
- Posso rimanere a vederti?-
La fenice sorrise:- Certo, drago.- Era sicura che, prima che avesse finito, il drago se ne sarebbe andato_ le sarebbe dispiaciuto avere pubblico in quell'occasione.
I due parlarono del più e del meno e il drago, molto più forte della fenice, l'aiutò a trasportare i fasci di erbe profumati.
- Sei un drago di ghiaccio?- gli chiese lei, vedendolo sempre all'ombra.
- Sì, io amo il freddo, il buio e la notte.-
- Io, invece, amo il caldo, la luce e il giorno.- Il drago le sorrise e le disse:- Beh, per fortuna, non dobbiamo vivere insieme.

Quando calò il sole il nido non era pronto, e il drago promise alla fenice di aiutarla anche il giorno successivo.
Il giorno dopo, il drago tornò ferito e la fenice lo curò con le sue lacrime.
- Grazie fenice.- Parlano ancora del più e del meno, e quando calò il sole, il nido non era ancora pronto.
Per giorni si ripeté la stessa storia, il drago parlava di se stesso, al suo arrivo, puntuale poco prima del tramonto, e portava preziose erbe aromatiche per la sua amica.
- Sei bella, fenice.- le disse un giorno, donandole, invece della solita mirra, un piccolo specchio.
La fenice arrossì. - No, che non lo sono.-
- Ma come? Il più bello e raro tra gli esseri che pensa di essere brutto?-
- Ma figurati! Io bella?- La fenice era imbarazzata.
- Guardati, ti ho portato uno specchio. E' uno specchio degli elfi.-
La fenice si guardò senza vedersi, fuggevolmente.
Il drago sorrise. - Hai visto quanto sei bella?-
- Grazie, ma non penso proprio.-
La fenice aggiustò l'ultimo ramo di mirra. Ora aveva finito.
Il sole era giusto per darsi fuoco.
- Non ti sei guardata, vero?-
E lei, per accontentare il drago, guardò nello specchio.

Santo cielo, non si riconobbe quasi per quanto appariva bella.
- Gli specchi degli elfi ci fanno vedere come ci vede colui che lo ordina.-
- Mi vedi davvero così?-
- Sì.-
La fenice lo abbracciò di slancio e si riscosse. Era gelido, mentre lei bruciava.

- Scusami.-
- Ma figurati, non mi hai mica dato fastidio!-

Lo abbracciò di nuovo.

- Sai che volevo l'oblio? - ma queste parole uscirono dalla bocca del drago.- E pensavo non ci fosse nessuno disposto a donarmi un po' di amicizia o farmi sentire la sua anima.-
La fenice sorrise e non salì sul suo nido di morte.
Lo spostò all'ombra.
Per un po' andò bene, i due si frequentarono, ma esiste davvero un mondo dove una fenice e un drago possano amarsi?
La risposta fu no, e i due si lasciarono.
La fenice tornò morta e, per quanto cercasse, non riusciva a dimenticare il drago.
Arrivò a sfidare i ghiacci per vederlo, ma non riusciva ad avvicinarsi.
500 anni dura ogni vita della fenice, il drago è immortale.
500 anni di lontananza, 500 anni in cui la fenice rimase morta, indossando la maschera della serenità, dell'imperturbabilità, della spensieratezza.
Non avrebbe distrutto definitivamente quello che il drago amava, per questo attese il compimento dei 500 anni.
Proprio quando scoccarono, si lasciò bruciare e, dopo tre giorni, era di nuovo viva.
E trovò il drago vicino al suo rogo, che aveva atteso.
- Più passa il tempo e più sei bella.- le sorrise il drago, levandosi in volo.
Lei si librò in volo dietro di lui e lo seguì verso i monti dell'est, scavalcando oceani e deserti,
dove, forse, c'è un mondo in cui una fenice e un drago possono vivere felici... Forse.
Fonte Storia qui autore sawadee
Fonti Info ricerche internet Qui Qui e Qui

10 commenti:

  1. che post fantastico..scopre smepre tante cose nuove che non conoscevo sul tuo blog..non sapevo tutto questo sul drago e la fenice!..e interessante poter sapere tutta questa simbologia su queste due magnifiche creature!!^_^
    Un baicone bella...

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    1. Ciao Seleny, grazie per l'apprezzamento e per la tua presenza sempre costante qui al Rifugio
      Un bacione e Buon Fine Settimana

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  2. Bellina la favola! Come sai, io adoro i draghi!

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    1. Ciao Nemesis - grazie per il giro al Rifugio e per l'apprezzamento!
      Un saluto e Buona Fine Settimana

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  3. Io adoro come tu sai i draghi, mi sono permessa di prendere quello bello grande. La fenice è un uccello mitico e quindi incontra anche i miei diciamo favori. I diversi in qualsiasi genere si attraggono e lo sarà sempre perchè esiste una legge di compensazione che va al di là della comprensione diciamo umana.
    Bellissima la favola grazie di averla condivisa.
    Voglio anche qui riscusarmi con te per il gioco poetico, con il qui pro quo accaduto sono passate più delle 24 ore concesse e sinceramente anche a scuola le poesie a parte Manzoni, qualcosa del Carducci ricordo ben poco non è stato facile per me perchè se ricordi io provenivo dalla lingua tedesca e direttamente sapendo poco (nonn ungherese parlava la sua lingua o la tedesca) sono entrata nella scuola italiana. A parte questo amo il poetico come in questa leggenda ma non la poesia in se stessa. Garci Lorca, Pascoli ricordo abbastanza ma dovrei cercare.
    Un abbraccio e buona domenica di Palme.

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  4. Ciao Edvige sapevo che ti avrei trovata in un post diciamo così draghesco ....
    In effetti sia il drago che la fenice sono due animali mitici che mi piacciono molto.
    Sono contenta che ti sia piaciuta la favola - io quando la ho trovata on-line la ho trovata molto carina ed ho deciso di postarla per tutti i followers del Rifugio-
    Mi spiace che alla fine tu non abbia partecipato alla Sfida Poetica - ma non preoccuparti non eri mica obbligata a fare nulla naturalmente !
    Sono d'accordo sul fatto che di solito "gli opposti - o coloro che sono diversi - si attraggono a vicenda - questa cosa è molto vera.
    Un abbraccio grande buona serata e migliore domenica delle Palme

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  5. Che bel post!
    Sarebbe perfetto per celebrare la Giornata del Drago, che sarà tra poco: il 23 aprile!
    Parteciperai anche quest'anno, vero?
    Ne ho appena scritto su Colorare!
    Buona domenica :-)

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  6. Ciao cara Vele grazie per la visita e l'apprezzamento.
    Non ho idea se ce la faccio a partecipare alla giornata del Drago quest'anno - me ne ero dimenticata .....
    e dopo questo post appena creato non ho proprio idea di che post potere creare una volta di più sul Drago. Passo da te. Buona settimana

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  7. Non sapevo di questo legame tra il drago e la fenice: queste creature non finiscono mai di stupirmi! *^*
    Bellissima la favola: che romantica! *^*

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  8. Ciao Valentina, sono contenta che ti piaccia il mio blog e che non sapessi dello strano legame che nella cultura cinesi unisce il drago e la fenice - io ho fatto delle ricerche per caso ed ho trovato le informazioni davvero interessanti che ho trasformato in questo post.
    La favola davvero mooolto romantica - ed il drago e la fenice davvero una delle più strane coppie fantasy esistenti !

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