La figura del lupo ha fatto nascere un infinito numero di leggende, come quelle sui licantropi e sui lupi mannari, gli uomini lupo, che durante la luna piena si trasformano in lupi e procedono poi a un vagabondaggio notturno. Una di queste leggende la troviamo in Val di Pesio, in provincia di Cuneo. Si narra di un lupo mannaro che vagava ululando nelle notti di luna piena terrorizzando chiunque e si che dice il suo aspetto normale fosse quello di un enorme omaccione peloso il quale poteva andare incontro a tali trasformazioni.
Possiamo collegare questa combinazione tra lupo e uomo al binomio "istinto-ragione". Dall'istinto viene la forza e la furia di un guerriero.
Questa trasformazione avviene di notte, parte del giorno che fu in passato temuta, e che può anche rappresentare il lato oscuro. C'è una doppia natura in queste bestie mitologiche, quella di uomo e un'altra di bestia. Quest'ultima prevale nelle notti di luna piena e l'uomo che si trova a contatto con essa perde il controllo di se stesso e si lascia andare all'istinto. Nella tradizione popolare una persona che era nata il 25 dicembre, dunque nei giorni vicini al solstizio, si poteva trasformare in un lupo mannaro e questo si diceva accadesse anche a quelle persone che volevano proseguire per loro conto sulla strada della Magia.
Il lupo possiede alcune caratteristiche che i guerrieri volevano evocare in loro e per questa ragione si ricoprivano ritualmente con una pelle di lupo. Questo costume costituisce probabilmente l'origine delle leggende relative ai lupi mannari, le cui principali caratteristiche sono: pelle umana ricoperta da pelle di lupo, rimasuglio di coda in mezzo alle gambe, peli sopra la lingua, unghie ricurve.
Fondamentale in queste confraternite guerriere era anche l'ebbrezza conferita dalle bevande inebrianti, come quelle di cui si diceva si nutrissero gli dei. Esse davano al guerriero nuova forza. e tale ebbrezza portava spesso a raggiungere uno stato quasi estatico.
Importante è poi il furore eroico: i guerrieri
possedevano qualità di abilità, coraggio, resistenza, ardore che si
accrescevano in uno stato di trance e di comportamento che permetteva loro di
acquisire una prestanza superiore al normale.
Naturalmente per accedere al rango di guerrieri occorreva superare anche durissime prove di carattere "militare".
Naturalmente per accedere al rango di guerrieri occorreva superare anche durissime prove di carattere "militare".
Nell’immaginario collettivo, il lupo ha sempre avuto una
valenza particolarmente complessa e contraddittoria: associato a simbologie
variegate ma comunque legato a incarnazioni di potere e a scenari inquietanti
(la notte, il gelo, la foresta), riveste da sempre un significato di forza se
non di minaccia. Ed è forse la personificazione del nostro lato selvaggio, per
questo non può far a meno di comparire in uno spettro ampio di culture e
tradizioni.
Nella mitologia più antica, il lupo possiede due polarità
distinte: una solare e maschile, legata ai culti di Zeus, di Apollo e Marte, e
una lunare, femminile, legata al culto di Artemide e di altre divinità. Come
incarnazione di Marte, rappresentava il lato distruttore, mentre gli era
attribuito un ruolo solare quando era simbolo di Apollo. Il bosco sacro che
circondava il suo tempio era chiamato lukaion o regno
del lupo; Aristotele vi teneva le sue lezioni: ecco l’origine della
parola “liceo”.
Autori classici come Erodono e Plinio parlano di tribù
scite i cui componenti si trasformavano in lupi una volta l’anno, per poi
riprendere l’aspetto umano: tema della licantropia, in questo contesto più con
significato totemico che malvagio. Le prime credenze su questo tipo di
metamorfosi, organizzate in forma di mito, si potrebbero trovare nelle saghe
nordiche, anche se alcune tracce esistevano già presso i greci, dove il lupo
può anche essere considerato un simbolo solare (Apollo Liceo).
Eccovi un'esemplare più unico che raro ..... di lupo alato !
Approfondimenti sulla mitologia ed il simbolismo collegati al lupo




















