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domenica 17 marzo 2024

Recensione Libro "Strega per metà - I ricordi perduti Vol. 1

Eccomi tornata dopo tanto tempo, questa volta a farvi una delle mie recensioni, del libro che ho appena finito di leggere sabato.


Si tratta del primo volume della Saga Strega per metà di Chiara Vincenzi titolo del primo volume “I ricordi perduti.”

La Saga “Strega per metà” è una trilogia, composta quindi da 3 libri :

Primo volume “I ricordi perduti”

Secondo volume “I cacciatori di streghe”

Terzo ed ultimo volume “Il Dono”, la saga è edita da Edizioni Acar.

"Il cuore è e deve restare libero. Libero di agire, pensare, amare."

"Si trattava di scavare nel passato per comprendere il futuro."

"E se raccoglierai un po' di timo selvatico, di regina dei prati, di calendula o di qualche altro fiore selvatico, non dimenticare di coglierle con grande moderazione! Una volta essiccate, le virtù delle erbe sono di breve durata. Non serve a niente raccoglierne in grande quantità e, in seguito, essere obbligata a buttarle. Rispetta la Natura che l'uomo ha già tanto danneggiato ed essa ti restituirà il favore centuplicato."

"Se vedi un corvo volare sulla tua testa,
un gatto nero attraversare la strada,
un rospo gracidare o anche solo un sasso dalle venature particolari,
allora può trattarsi di una creatura magica rinata sotto quelle sembianze."

"Sono convinto che c'è molto di più di quello che vediamo su questa Terra, Ondine! Sarebbe arrogante dire che esistiamo solo noi. La Terra stessa è composta dalla sinergia dei suoi numerosi elementi naturali. Un alchimia di onde e flussi benevoli che si generano di continuo. Ma noi non lo capiamo, questo. Siamo troppo occupati a guardarci allo specchio e a preoccuparci di arrivare a sera con la pancia piena."

Il libro è un romance fantasy e parla di Magia Bianca, erbe officinali, rimedi naturali. Del rapporto tra natura ed esseri umani. La protagonista è la ribelle Ondine, discendente da una stirpe magica che si confonde tra gli umani definiti Imperfetti, per vigilare e tutelare la Madre Terra. La storia si svolge ai giorni nostri, tra Italia e Francia. La vita di Ondine sembra quella di una normale liceale ma ben presto essa dovrà scavare per trovare la verità che si cela nel suo passato, un passato dai risvolti oscuri di cui lei ignorava completamente l’esistenza.

Sinossi:

Ondine Moreau è a prima vista una liceale come le altre: la sua indole riservata non la porta a stringere molte amicizie e i suoi giorni sembrano trascorrere in modo davvero monotono, scanditi da regole, dettami e principi morali. A scuola, come nella vita privata.

In realtà, Ondine discende da una stirpe magica con la missione di proteggere Madre Natura dall’individuo definito Imperfetto, ritenuto l’unico e reale responsabile del suo lento decadimento.

Per fare ciò maghi, streghe e alchimisti vivono confondendosi con la razza umana, praticando la Magia Bianca e manifestando l’amore nei confronti della natura stessa: è solo affidandosi a Lei che essi possono percepire gli influssi energetici e alimentare i propri poteri, che si tratti dello studio di erbe officinali, cristalli o resine, o di altri doni che la natura offre di continuo.

Una vita dall’alibi perfetto, insomma, se non fosse che Ondine è anche una diciassettenne ribelle in conflitto con se stessa a causa di tutte quelle convinzioni che la fanno sentire in gabbia, fino a opporsi del tutto pur di rivoluzionare la sua vita. E che dire del legame che la vincola al bel Julian Lane? Una relazione voluta unicamente dalle famiglie di entrambi, e che lei è decisa a spezzare una volta per tutte: dopotutto quel filo che li unisce non è così forte, Ondine ne è certa, malgrado la madre di lui risponda al nome di Porry Lane, donna cinica e dal carattere di fuoco, nonché sua magister privata.

L’occasione propizia per allontanarsi da casa e per meditare sul proprio futuro arriva al termine dell’ultimo Calendario Lunare: per realizzare il suo tirocinio Ondine si trasferirà a La Roche, un grazioso borghetto a picco sul mare nel sud della Francia. Un luogo a prima vista sconosciuto così come i suoi abitanti, nonostante vi abbia trascorso gran parte dell’infanzia e in cui sarà costretta a fare i conti con un passato pieno di ombre. E poi l’incontro con Etienne, un ragazzo che sembra arrivato dal nulla ma che sostiene di conoscerla da sempre.

Pozioni, studio, erbe officinali, saranno lo scenario perfetto per la crescita personale della protagonista e per una meravigliosa storia d’amore destinata a scaturire e a riavvolgersi da capo, come in un film, ma dall’epilogo inaspettato.

Strega per metà - I ricordi perduti è il primo romanzo di un ciclo di storie, magico e romantico, sensibile alla natura circostante e ai suoi energici elementi.

Recensione:

Siamo a Bellville, una cittadina ai confini tra l’Italia e la Francia, in cui lingue e culture si mescolano tra di loro. In questo posto vivono umani a fianco di streghe e maghi. La stirpe delle streghe definisce gli umani come imperfetti, difettosi ed inferiori.

Nel primo capitolo facciamo la conoscenza con Ondine Moreau, la quale a prima vista, sembra una liceale come le altre. I suoi giorni trascorrono in modo monotono scanditi da regole, dettami e principi morali.

In realtà subito scopriamo che Ondine discende da una stirpe magica, con la missione di proteggere Madre Natura. Per fare ciò maghi, streghe ed alchimisti vivono confondendosi in mezzo agli umani, praticando la magia bianca e manifestando l’amore nei confronti della natura stessa: è solo grazie a lei che essi possono percepire gli influssi energetici e alimentare i propri poteri. Una vita dall’alibi perfetto,insomma, se non fosse per il fatto che Ondine è anche una diciassettenne ribelle.

La ragazza ha un legame stretto, che si fa sempre più vincolante man mano che essa cresce, questo rapporto la vuole futura sposa del bel Julian Lane, suo compagno di scuola, il classico cattivo ragazzo che la da troppo per scontata. Un ragazzo con il quale essa sente di non avere niente in comune, a parte il fatto che si conoscono fin dall’infanzia. La relazione tra i due è voluta dalle reciproche famiglie e Ondine è decisa oramai a spezzare, una volta per tutte, questo legame, desidera riprendersi la sua libertà.

Sia Ondine che Julian sono arrivati ad un punto cruciale dei loro studi. Devono effettuare un tirocinio estivo, al termine del quale, riceveranno la bacchetta magica.

Prima di riuscire a decidere dove andare a sostenere il tirocinio di fine anno, Ondine finisce per lasciare il fidanzato.

Dopo questo fatto, e con Julian che non è molto d’accordo sul fatto di lasciarsi, la madre della ragazza decide che è meglio mandarla a sostenere il tirocinio a La Roche, un grazioso piccolo borgo a picco sul mare, nel Sud della Francia, da zia Costanza, sua madrina, dove dovrà rimanere per tutta l’estate a studiare. Un posto che Ondine stranamente sogna per poi ritrovare nei suoi disegni.

Questa località marina a prima vista le sembrerà sconosciuta, benchè ci abbia trascorso gran parte della sua infanzia. Qui a La Roche Ondine sarà costretta a fare i conti con un passato pieno di ombre, un passato di cui essa non ha alcun ricordo. Sempre qui avverrà l’incontro con Etienne Lautrec, un ragazzo che sostiene di conoscerla da sempre di cui lei però non ricorda nulla.

L’incontro con Etienne sarà solo l’inizio di quella calda estate, ad Ondine lui piace molto, subito d’istinto, mentre zia Costanza non vuole che lei lo frequenti. “Devi concentrarti solo sullo studio” così essa sembra in un primo tempo accettare il divieto e si mette d’impegno a studiare pozioni e ad approfondire la conoscenza di erboristeria, le capacità ed i poteri di fiori e delle erbe naturali.

Tuttavia non fa tempo a trascorrere una settimana dall’ultimo incontro con Etienne che la ragazza capisce di volerlo rivedere e di avere fatto un errore accettando senza protestare il divieto della zia a frequentarlo.

Racconterà bugie alla zia pur di rivederlo e si recherà con lui nella vecchia cascina abbandonata dove vivevano i suoi nonni e dove loro da bambini si erano conosciuti. In questo frattempo conoscerà meglio anche se stessa ed i suoi poteri e crescerà anche dal punto di vista comportamentale e delle relazioni con gli altri.

Più Ondine frequenterà Etienne e più il loro rapporto si rafforzerà ma essi non sono destinati a poter coronare la loro storia d’amore. Si metteranno in mezzo tra i due diverse situazioni e problemi che gli impediranno di farlo.

Le vicende di Ondine andranno man mano a complicarsi con il procedere della narrazione, dove un personaggio importante e centrale nell’evolversi dei fatti sarà Porry Lane, la sua magister e madre di Julian, che avrebbe dovuto avere il compito di seguirla nella sua formazione magica.

Come proseguiranno gli studi di Ondine?

Sarà promossa dopo il tirocinio estivo ?

Potrà avere la sua agoniata bacchetta magica ?

Potrà continuare la sua relazione con Etienne, nonostante le sempre maggiori difficoltà ?

Dal punto di vista esteriore il libro è di buona qualità, ho già avuto occasione di leggere libri editi da Acar e sono libri impaginati bene, resistenti che non si rompono alla prima o alle sucessive letture. La cover è carina e non troppo leggera.

Per quanto riguarda il testo stampato invece purtroppo, come ho già constatato in passato, per altri libri di Acar che ho avuto modo di leggere, il testo non è curatissimo, ho trovato troppi errori o frasi con parole che non avevano nulla a che vedere nel contesto in cui si trovavano, insomma il testo stampato purtroppo denuncia una mancata cura e sistemazione completa prima della stampa. Non so se si tratta solo di questo caso, trattandosi di una prima edizione, problemi forse poi risolti nelle edizioni successive . . ma è un vero peccato.

Arrivando finalmente al punto più importante, il libro mi è piaciuto, le vicende narrate mi hanno coinvolto, mentre le leggevo. Ho trovato i personaggi fatti abbastanza bene e l’ambientazione interessante.

Un punto portante del libro è il suo sfondo ecologista, sfumatura presente in tutta la storia. Mi è piaciuto lo stretto rapporto della stirpe di streghe e maghi Moreau con la natura; essi ascoltano il vento, la pioggia ed altri eventi naturali sono una parte importante degli avvenimenti  narrati e alcuni membri della famiglia hanno un rapporto particolare con le fate.

Chiara Vincenzi ha una narrazione abbastanza lineare e veloce da leggere e ho ricavato piacere dalla lettura di questo primo volume della saga, che purtroppo come tutte le saghe fantasy è finita senza risolvere i problemi più pressanti e lasciando il lettore con un po' di amaro in bocca.

Man mano che procedeva la narrazione la situazione di Ondine è andata complicandosi maggiormente anche se alla fine del primo volume essa pare avere preso una decisione importante.

Personalmente ritengo che alcune parti della storia forse siano state prolungate un po' troppo, e che questo abbia impedito un po' l’evolversi della storia, ritardandola nel tempo. Inoltre ho trovato, in alcuni casi, una presenza di parole, non necessarie, che avrebbero benissimo potuto essere tagliate senza togliere valore alla storia, ed alla narrazione, anzi traendone probabilmente un vantaggio.

Facendo un bilancio finale tra difetti e pregi del libro devo dire che a prevalere è stata la gioia della lettura di una storia abbastanza originale e coinvolgente. Alla fine mi è rimasta la voglia di sapere come sarebbero continuate le vicende della protagonista Ondine, Strega per metà e del suo amore proibito per Etienne Lautrec.

domenica 2 luglio 2023

Recensione libro "Sovrappensiero" di Simona Scola

Cari amici del Rifugio, come vi avevo promesso sono qui con una recensione insolita.
 
Si tratta del libro "Sovrappensiero" di Simona Scola, l'ultimo libro di Sillogie da lei pubblicato. 

Ho avuto l'occasione di leggere l'ultimo libro di Sillogie di Simona Scola, del Blog Valzer di Emozioni dal titolo "Sovrappensiero", un momento di riflessione dell'autrice. Si tratta di una persona che conosco, anche se non personalmente, da tempo, in quanto ho iniziato a seguire il suo blog anni fa, e continuo tutt'ora a farlo.

Si tratta di un libro di fotografie accompagnate da un breve testo, l'autrice ha già pubblicato diversi altri lavori dello stesso genere.

Leggendo il testo poetico del libro potrete scoprire la vera anima di Simona e aprirete uno spiraglio sui suoi pensieri privati e su quello che prova l'autrice (anche su come la vita la abbia messa duramente alla prova) Ho trovato il suo libro un buon lavoro, poetico e profondo, composto da frasi molto belle e completato da ottime fotografie dall'aria eterea ed un pò onirica.

Si è trattato di una lettura curiosa che per il lettore finisce per essere una sorta di viaggio nei sentimenti dell'autrice.

Riguardo alle fotografie presenti nel libro, io personalmente, le ho trovate molto molto belle, forse proprio per il fatto che molto di esse paiono essere "leggere e vaganti" e dall'aspetto esteriore di un sogno. Si nota in esse anche la capacità di dare l'attenzione che meritano, ad alcuni particolari; di solito una delle caratteristiche principali dei bravi fotografi.

Un libro interessante che consiglio soprattutto agli amanti della fotografia.


Io sono presa in questi giorni, a preparare tutto il necessario per la mia vacanza in Irlanda. Un saluto a tutti voi e buona continuazione di estate.

giovedì 22 settembre 2022

Recensione libro "La Stirpe del Drago - Il risveglio dell'antico signore Vol. 1

Era tanto tempo che non riuscivo a postare una delle mie recensioni, e/o consigli riguardanti libri fantasy.

Questa estate sono riuscita a finire “La Stirpe del Drago – il Risveglio dell’antico Signore” di Angela Biondi primo volume di una trilogia dragosa.

Questa trilogia prosegue la sua storia con “La Stirpe del Drago – Le Città del potere” Vol 2° e con il 3° ed ultimo libro che credo non sia ancora uscito in commercio.

Ci ho impiegato un sacco di tempo a leggere questo libro, non certo a causa del libro stesso ma per problemi miei personali. Mancanza di tempo, malattia, pandemia, poca possibilità e voglia di leggere ecc. ecc.

Ora potete continuare a leggere e vedere come ho giudicato io questo fantasy. Quello che ho pensato dopo averlo letto.

 


 

Sinossi: 
 
“Nell’oscurità qualcosa si mosse, si stiracchiò, sbadigliò e continuò a dormire.”

In una terra arcaica e struggente, generata da sette draghi immortali, le tensioni del passato sembrano ormai un ricordo sbiadito. Quando Khan Faiwn Urhee, uno degli antichi signori, si risveglia da un letargo durato mille anni, scopre di essere l’ultimo drago rimasto a guardia di un mondo profondamente mutato.

Cos’ha spezzato la stirpe dei draghi? Cos’ha reso mortali gli antichi signori?
Dilaniato dal dolore Khan opera, senza volere, il più grande dei prodigi: infonde la vita a dei resti umani, creando così un drago dal corpo di fanciulla, Neifile. Il desiderio di proteggere la nuova creatura spingerà l’antico signore a isolarsi in luoghi sicuri e appartati; tuttavia la natura umana della ragazza lo porterà a ricercare la verità all’interno del vasto mondo, venendo così in contatto con le varie razze che popolano la terra e che dalle tensioni del passato sono state irrimediabilmente segnate.

Entrambi scopriranno che il passato non è affatto un ricordo sbiadito.

Il Risveglio dell’Antico Signore è il primo volume della saga de
“La Stirpe del Drago”

Presentazione del libro Qui
 
Recensione: 
 
Questa bella storia è ambientata in una terra antica, piena di ricordi ed eventi del passato. Una terra generata da sette draghi immortali, dove le tensioni del passato paiono oramai soltanto uno sbiadito ricordo.
In questo contesto Khan Faiwn Urhee, uno degli antichi signori, si risveglia dal suo letargo durato mille anni. Appena sveglio, il drago scopre di essere rimasto l’unico della sua specie a guardia di un mondo che è profondamente cambiato.
Che cosa ha spezzato la stirpe dei draghi ? 
Cosa ha reso mortali gli antichi signori ?

Dilaniato dal dolore per questa scoperta, Khan opera, senza volerlo, un grande prodigio: infonde la vita ad alcuni resti umani, creando in questo modo, un drago dal corpo di fanciulla, Neifile (l’ottavo drago).

Il desiderio di proteggere la nuova creatura spingerà l’antico signore ad isolarsi in luoghi sicuri ed appartati, profonde foreste dove la ragazza potrà interagire solo con alberi ed animali, oltre che con il suo creatore.

Neifile inizialmente, pare non essere in grado di parlare, ma comunica mentalmente con Khan. Il legame tra i due è molto profondo, ma il drago, non racconta alla ragazza proprio tutto il passato, credendo di farlo per il suo bene.

Ad un certo punto della vicenda, però, anche per capire cosa sia veramente successo, Khan porta Neifile nel territorio protetto da foschie ed illusioni, degli Annwn, antica popolazione sempre rimasta fedele ai signori dei draghi. Il Re degli Annwn, Gwyn, buono ed intelligente, accetta di accogliere e proteggere la ragazza drago, su raccomandazioni di Khan: il quale deve assentarsi per le sue ricerche . . . potrà vedere la sua creatura soltanto la sera. Pur se trattata benissimo e rispettata da tutto il popolo Annwn, per ordine del loro stesso Re, la ragazza non sarà compresa e si sentirà sola e diversa da tutte le altre persone di origini Annwn. Girerà per tutto il palazzo reale nei giardini esterni ed in ciò che circonda la reggia e si appassionerà alla visione degli allenamenti di un giovane esercito (lotta col bastone, combattimento senza armi e tiro con l’arco). Così facendo, si troverà pian piano, prima più interessata e poi quasi legata ad un giovane, Sejan, il migliore dell’esercito in formazione. Essa sarà attratta da lui in quanto, in un certo senso come lei, ovvero diverso ed isolato da tutti gli altri, un Annwn che invece di avere tutti i capelli bianchi, presenta le punte dei capelli rosse. Egli è l’unico, tra tutti gli Annwn ad avere questa caratteristica fisica, e tra i ragazzi dell’esercito che si allenano, è il più abile di tutti. Il suo insegnante infatti va molto fiero di lui.

Nel frattempo Khan, si è confidato completamente con Re Gwyn, raccontandogli la verità sulle origini di Neifile, ma non si è sentito di raccontare tutta la storia della razza umana alla ragazza. Essa tuttavia, capendo di non essere completamente drago e di assomigliare più agli umani che agli Annwn, cercherà nella biblioteca reale informazioni maggiori sulla storia della razza umana e sui suoi rapporti con quella degli Annwn. Scoprirà in questo modo che alcune parti della storia passata sono state completamente ignorate e non raccontate dagli Annwn stessi.

Nonostante tutto ciò, la ragazza drago finirà per capire che alla base della situazione attuale ci sono eventi passati, in particolare, una guerra e che, in quel contesto qualcuno di non identificato è riuscito ad uccidere 6 dei 7 draghi esistenti (non si capisce come, visto che essi sono creature immortali).

Queste informazioni contribuiranno a creare in lei insicurezza, dubbi ed un mare di domande sui rapporti tra draghi Annwn ed esseri umani. Perché il suo Khan non vuole spiegarle nulla e gli Annwn hanno accuratamente nascosto, togliendolo anche dai libri di storia, un certo periodo passato ?

Cosa cercano di nascondere ? e per quale motivo ?

In seguito,, una sera, senza volerlo, durante il sonno, il drago passa a Neifile alcune visioni nere e opprimenti. Le visioni riguardano il passato ed un periodo oscuro e Khan finisce quindi per mostrarle ciò che tentava di nascondere. “La battaglia degli Annwn e l’intervento della stirpe dei draghi”. Infine le mostra, sempre in sogno le bestie deformi di cui ancora essi non riescono a capire l’origine. 
La mattina dopo, il drago ne parla a Gwyn, il Re degli Annwn.
In seguito a quanto visto nei sogni di Khan, Neifile, in un primo tempo crede che gli avversari degli Annwn, in quella battaglia fossero degli esseri umani e che i draghi siano intervenuti per salvare la stirpe degli umani, ma poi capisce, parlando con Sejan, che gli avversari degli Annwn in quella storica battaglia non sono stati umani ma altri Annwn.
Scopre inoltre che presto ci sarà una nuova guerra, ad Ovest si stanno radunando eserciti (si tratta di una guerra che riguarda gli esseri umani). Contro gli esseri umani combattono creature che Sejan definisce solo come belve. Cosa faranno gli Annwn ? Interverranno in guerra ? Secondo il giovane per ora essi attenderanno per scoprire la natura dello scontro. Ma da quando sono apparse queste “creature deformi” nemmeno gli Annwn sanno più come comportarsi ed è possibile che, prima o poi, debbano finire per intervenire. Per questo motivo stanno allenando al combattimento un’esercito di giovani.
Neifile, che sente di essere in parte, anche umana è molto preoccupata per gli esseri umani e la loro sorte. Inoltre la ragazza, essendo metà drago, vuole a tutti i costi scoprire quale è stata la causa dell’uccisione di 6 dei 7 draghi esistenti all’epoca dei fatti. Essa decide quindi di voler andare nel mondo, in compagnia dell’antico signore, per scoprire la verità sulla fine della loro comune stirpe. Anche se si rende conto che ciò porterà dolore a Khan.
Dopo un primo momento in cui si rifiuta di seguire la ragazza nel mondo, alla ricerca della verità e delle cause dell’estinzione dei draghi, per non metterla in pericolo, Khan capisce che è giusto così e che loro due (lui e Neifile) è bene che vadano per il mondo per conoscere tutta la verità su quanto in passato sia accaduto e per quali cause. Seguendo questo proposito però è facile che finiscano per ritrovarsi in mezzo alla guerra tra umani e bestie deformi e che debbano combattere. Neifile sente di dover aiutare gli umani (in quanto si sente parzialmente una di loro).
Le vicende finiscono per condurre il lettore, seguendo il drago e la sua creatura a scoprire ciò che cercavano, ma li porrà davanti ad una tremenda verità.
Dal punto di vista esteriore, si tratta di un buon libro, con una rilegatura abbastanza di qualità. Anche rileggendo o tornando per diverse volte ad una stessa pagina non si dissolve e non porta al distaccamento di alcuna delle pagine del libro stesso (come a volte mi è successo con libri rilegati davvero male, in modo troppo economico).
Il libro presenta qualche errore e/o refuso, nella versione che ho io, ma quello che più conta è che invoglia il lettore a continuare e lo coinvolge nelle vicende narrare.
All’inizio del libro, come in molti fantasy, è presente una cartina dei luoghi narrati nel libro stesso. Purtroppo, per forza di cose, a causa delle dimensioni del volume di cui parlo, la cartina risulta un po' piccola, anche se carina.
Si tratta del primo volume di una trilogia, quella della Saga de “La Stirpe del Drago”. La storia narrata la ho trovata diversa ed originale, per certi versi, e mi è piaciuta molto. Qualità fondamentale, ma non di tutti i libri, quella di lasciare nel lettore una certa voglia di vedere come continuano le vicende e le avventure dei suoi personaggi.
Mi scuso per il ritardo con il quale è uscita questa recensione ma la vita, spesso pone davanti ai desideri e perfino agli impegni presi alcuni ostacoli, che non sempre sono veloci da superare o addirittura, a volte, non sono proprio superabili. Comunque, meglio tardi che mai ! Causa del ritardo sono stati prima alcuni eventi personali, e poi situazioni psicologiche e pratiche causate dalla Pandemia di Covid; non riuscivo a leggere e per finire il libro ci ho messo un sacco di tempo (non a causa del libro stesso naturalmente).
Devo congratularmi con l’autrice, Angela Biondi, per l’atmosfera e l’universo esposti in questo mondo immaginario che ho trovato interessanti e soprattutto ben articolati. Una lettura che mi ha conquistata.
Trovo i personaggi del libro ben creati con la capacità di piacere al lettore che viene così trasportato nel loro mondo seguendo tutte le loro vicende. In effetti il lettore finisce per preoccuparsi davvero per la loro sorte.
I personaggi che ho preferito sono Khan Faiwn Urhee, l’Antico Signore; Neifile, la sua creatura (metà drago e metà umana) e Sejan, il giovane guerriero Annwn diverso da tutti gli altri che Annwn non è.
Lo stile dell’autrice è semplice, ovvero, non eccessivamente ricercato e soprattutto vivo, con descrizioni particolareggiate dell’ambientazione e di certi momenti narrati.
Non vi dico come finisce il libro, sia per non rovinarvi l’eventuale lettura dello stesso sia perché non si tratta della fine della storia ma solo della parola fine messa al termine del primo libro. Posso solo dirvi che la fine di questo primo di tre volumi, pur con una certa qual luce sullo sfondo, lascia l’amaro in bocca, in attesa del 2° capitolo della trilogia “La Stirpe del Drago: Le Città del Potere” già pubblicato.
Come ho già detto si tratta di una lettura che mi ha coinvolto e che ho apprezzato molto, di cui mi piacerebbe poter avere l’occasione di leggere il seguito.
Consiglio a tutti voi, questo dragosissimo libro, che vi porterà in un mondo antico e diverso ma molto coinvolgente ed appassionante. 
 
Leggete, leggete sempre, leggete fantasy e leggete storie di draghi.

mercoledì 3 febbraio 2021

Recensione Libro "Le Rune di Winslar" - Primo Vol. Saga Terre Elfiche

 Eccomi finalmente tornata con una delle mie Recensioni di Libri fantasy.
Questa volta vi voglio parlare di un'autopubblicato "Le Rune di Winslar" primo libro della Trilogia delle Terre Elfiche.

Titolo: Le Rune di Winslar
Saga: 1° Volume della Trilogia delle Terre Elfiche 
Autore: Daniele Conti 
Libro autopubblicato 
 
Eccomi tornata a voi per l’ennesima recensione. Questa volta vi parlerò del libro “Terre Elfiche – Le Rune di Winslar” il primo volume della saga delle Terre Elfiche di Daniele Conti.

La storia di questo libro è ambientata nelle terre elfiche.

Nel loro passato gli elfi non sono sempre stati uniti tra di loro. Ci fù infatti un tempo in cui, alcuni elfi, furono sedotti da un antico culto, che da secoli attendeva di essere risvegliato. Questi elfi volevano convertire l’intero territorio in un caos generale, nel quale ognuno avrebbe deciso per se. Ben presto, oltre al primo ristretto manipolo di elfi, molti altri elfi di diverse specie (alti, grigi e silvani) aderirono a questo progetto.

Fu combattuta una cruenta guerra, che durò per quasi vent’anni, prima che la fazione degli elfi dediti al caos si arrendesse, ritirandosi spontaneamente nel profondo dei Monti Oscuri. Là, nella profondità della terra, il loro aspetto fisico subì dei cambiamenti. La loro pelle divenne più scura, i loro occhi diventarono rossi per la rabbia, rabbia che ancor oggi offusca le loro menti.

Questo gruppo di elfi iniziò quindi a seguire gli insegnamenti del nuovo Dio: Lolth, la Regina Ragno. Detta Regina, è una creatura immonda e crudele che vive nutrendosi delle emozioni e della rabbia dei suoi seguaci. I seguagi di questa tremenda Regina Divennero così quelli che gli elfi di superficie chiamarono Drow o Elfi Oscuri, una razza senza regole ne compassione, con la bramosia del potere come loro unico scopo di vita.  La Regina ragno riuscì così nell’intento di plasmare le loro menti e ad aumentarne l’odio nutrito per gli elfi di superficie. Bastò poco perché la loro cupidigia sfociasse in lotte anche intestine, fra le diverse casate e con tradimenti verso le loro stesse famiglie.

Fù proprio in quel momento, che, tra gli elfi di superficie tornò a serpeggiare la paura di un ritorno dei Drow. Il Consiglio Supremo, formato dai più stimati ed importanti studiosi di tutte le fazioni elfiche, finì con il trovare una soluzione definitiva grazie al Mago Winslar, che riuscì a creare sette rune magiche. Il potere di queste rune, disposte in punti strategici e ben definiti, dal mago stesso fù quello di creare una barriera magica, tra loro ed il mondo sotterraneo dei Drow. Queste rune impedirono agli elfi Oscuri di lasciare il sottosuolo, ed ancora oggi, nonostante la morte del mago, le sue barriere magiche continuano a funzionare. Impedendo ai Drow l’accesso al mondo esterno.

Il libro ha inizio, oggi, con la scena nella quale una donna umana ed il suo piccolo ancora in fasce, viaggiano sul fiume in barca. La donna sembra seriamente malata, non ha potuto curarsi ed ha compiuto quel viaggio per il bene del bambino.

Quando la coppia arriva alla foresta di Mugh la donna incontra una coppia di elfi silvani e decide, di lasciare a loro suo figlio, visto che si rende conto di stare sempre peggio. In effetti essa muore, subito dopo aver lasciato il figlio in adozione alla coppia di elfi. I due elfi, sono in effetti, moglie e marito Leanor ed Antunes. Essi decidono di tenere il bambino umano con loro e di crescerlo come un figlio, nonostante capiscano che per lui la vita non sarà facile, essendo fisicamente diverso dagli altri elfi.

Crescendo, il piccolo, che verrà chiamato Losnar, non sarà benvoluto dalla comunità che lo vedrà come un diverso, egli dovrà lottare contro i pregiudizi della comunità elfica ed avrà due soli amici. Il giovane Losnar non potrà frequentare le normali scuole dove si recano tutti gli altri elfi della sua età e sarà, più tardi, istruito da suo zio Hyram. Egli insegnerà al ragazzo storia, vita e comportamento degli efli e gli insegnerà anche a combattere. Tutto ciò porterà comunque il ragazzo a sentirsi diverso dagli altri fino a quando i genitori non gli racconteranno la verità sulla sua adozione.

Dopo aver conosciuto tutta la sua storia Losnar si porrà molte domande su come poter vivere da elfo, senza esserlo davvero, domande sulla sua natura, domande alle quali solo un manoscritto custodito nella grande libreria degli Alti Elfi, potrà dargli una risposta. Così Losnar e suo zio decidono di partire per Lesar, dove il manoscritto è custodito per poterlo leggere.

Parallelamente vediamo come si srotola la vita di un giovane Drow, Semak, il quale, per motivi differenti, non si trova nella società matriarcale in cui è costretto a vivere.

Semak in un primo momento subisce il suo destino, l’Accademia di Zarkyan, che lo renderà un guerriero Drow e in seguito finirà inevitabilmente con l’entrare in conflitto con le crudeli leggi della società Drow. Egli arriverà a fuggire insieme ad una Sacerdotessa Drow di cui è innamorato e dovrà prendere una decisione senza ritorno, che cambierà la sua vita e quella di coloro che gli sono vicini.

Durante i viaggi di questi due gruppi diversi, quello di Losnar e suo zio Hyram e quello di Semak e Attya, i destini di queste persone si incrocieranno. Tutto questo sullo sfondo di una guerra preparata da anni dalla matrona Drow, la perfida Deyre, la madre di Semak.

I Drow infatti, hanno trovato dopo tanto tempo, il modo di eludere, anche se solo per poco tempo, la barriera; essi sono intenzionati a recarsi a Lesar, città degli Alti Elfi, dove in biblioteca intendono cercare un vecchio documento che dovrebbe permettere loro di disabilitare la barriera creata con le 7 Rune dal mago Winslar tanti anni prima.

Quale dei due gruppi riuscirà nella propria missione ?

Potranno Losnar e Semak trovare il loro posto nel mondo ?

Riusciranno i due giovani, così diversi tra di loro, a comprendersi, compiendo un delicato viaggio all’interno di se stessi, per capire la loro diversità che potrebbe essere la loro Forza più grande ?

Questo autopubblicato dell’autore Daniele Conti ha una storia abbastanza coinvolgente e, nonostante qualche errorino di stampa rimane gradevole alla lettura che risulta veloce ed interessante. Il testo ha uno stile fresco e giovane, facile e veloce ed è una lettura per tutti.

Peccato che la storia di questo primo volume finisca prima di far capire al lettore quanto stia già succedendo a Losnar ed al Drow Semak, finendo con una grossa domanda a cui non da alcuna risposta. Un classico del Fantasy, per invogliare alla lettura del libro seguente. Ovviamente, immagino che le risposte si trovino nel seguito della storia, narrata nel libro successivo. Diciamo che questo libro finisce, forse troppo presto, lasciando il lettore con la curiosità.

Questo primo volume della Saga lo ho trovato carino e leggibile in gran velocità, anche se forse risulta terminato un po' troppo rapidamente, senza aprire nemmeno uno spiraglio su quello che sarà il destino dei due ragazzi che paiono essere subito diventati amici, a mio personale giudizio, perfino fin troppo presto, senza conoscere alcunchè l’uno dell’altro.

Leggendo questo libro, in ogni caso una lettura gradevole, viene voglia di sapere quale sia il seguito della storia narrata, già questo è un segnale positivo, in quanto non ci si stanca delle vicende narrate e non ci si annoia leggendole.

Dal punto di vista esteriore il libro è stato realizzato abbastanza bene e non si autodistrugge dopo la prima lettura, come mi è invece successo con altri libri recenti. Bella la cover scelta per la Prima di Copertina molto invitante. Consiglio la lettura del libro “Le Rune di Winslar” primo libro della Saga delle Terre Elfiche, agli amanti degli Elfi e del genere fantasy in generale.

martedì 15 dicembre 2020

Recensione Libro "L'Eredità della Spada"

Eccomi qui a parlarvi ed a recensire per voi il primo volume di un'altra saga fantasy. "L'Eredità della Spada" di Cristina Azzali.

Sinossi:

Il giovane Arthur Dalen ha un unico desiderio: seguire le orme del defunto padre e diventare un cavaliere. Il suo sogno lo porterà a scegliere tra un'esistenza sicura, ma monotona, e un'avventura piena di insidie e incognite; a sfidare il volere della famiglia e ad esplorare il continente di Eryon, in compagnia di tre misteriosi viandanti. Tra duelli, tornei e inseguimenti nei boschi, Arthur sarà chiamato a mettere alla prova tutto il proprio coraggio e la propria determinazione, per trovare finalmente un posto nel mondo e plasmare il suo futuro.

Recensiome:

Ci troviamo nel Continente di Eryon. I suoi quattro Regni sono in guerra, una guerra il cui scopo è l’espansione territoriale. La suddetta guerra arriva anche nei piccoli villaggi come Ivennon, dove Lenya Dalen, resa vedova dal conflitto, vive con il giovane figlio Arthur e la piccola Ethel.


Quando l’esercito nemico arriva in paese e due guerrieri invadono la sua casa, Lenya cerca di difendersi da sola, ma ha la peggio e viene salvata dal figlio Arthur, grazie alla spada lasciatagli dal defunto padre, una misteriosa spada con la quale il ragazzo riesce a salvare, proteggendole, sia la madre che la sorellina in fasce.

Dieci Anni Dopo. A Pace tornata. Arthur, che ha oramai 21 anni, cerca il suo posto nel Mondo.

Inizia provando a fare l’apprendista presso svariate botteghe di artigiani della zona di Ryden, senza trovare il lavoro che fa per lui . . . in nessuno dei casi.

La narrazione si sposta nell’altopiano di Erbos, dove corre una immensa vallata, solcata da massi formati dai resti di antiche catene montuose, piegate e disfatte dall’erosione della pioggia e del tempo. Una landa inospitale, senza villaggi ne alcun altro insediamento umano, ma terreno fertile e rifugio ideale per contrabbandieri e banditi di ogni sorta. Ivi facciamo la conoscenza con una banda di malviventi che tenta, credendo si tratti soltanto di due donne indifese, di derubare un carro di viandanti. Sfortunatamente per loro i viandanti sono una guerriera, Gwinneth, una maga, Maelin ed un potente guerriero Rayleigh che dimezzanno la banda (da 6 a 3). Riescono infatti a scappare, oltre al capo della banda, Ruben, solo due superstiti Scat e Grud.

Con il carro danneggiato e senza cibo di scorta i tre viandanti devono cambiare, per forza di cose, il loro percorso. Decidono di fermarsi nella prossima città che incontreranno sulla loro via, senza percorrere le vie maestre, per riuscire a riparare il carro e per fare rifornimento, per poi poter continuare il loro viaggio verso Sud, fino a Vhalesia. La loro prossima meta imprevista sarà dunque Rayden.

Dopo questa parentesi torniamo da Arthur e suo zio Wald, i quali partono alle prime luci dell’alba con destinazione il villaggio di Vertis, che dista poche miglia da Rayden. Wald deve andarci per affari, per comprare legno da costruzione, da un vecchio amico boscaiolo.

Giunti a destinazione, mentre lo zio si occupa dei suoi affari, il ragazzo fa un giro nel piccolo villaggio e si imbatte, uscendo dal villaggio stesso, in una piccola casa di legno trascurata, che pare essere a prima vista, abbandonata. Sulla porta di questa casa è fissata una insegna “Madama Reah – Divinatrice”.

Arthur decide di entrare nella casetta e si trova di fronte alla divinatrice, che afferma di sapere che sarebbe arrivato e gli propone di leggergli il suo futuro. Il ragazzo accetta.

La donna gli dice che “qualcuno ha costruito intorno a te una muraglia, un recinto, e che, nonostante la tua voglia di libertà, non hai mai concretamente provato ad uscirne”. Dopo di che procede nella lettura per capire se il destino di Arthur è seguire la via dell’acqua o quella del fuoco.

La divinatrice vede in arrivo per lui grandi cambiamenti, forse anche a causa o grazie ad una donna.

Finisce con l’affermare che “il tuo futuro non è ancora stato scritto e che spetta solo a te decidere quale via vorrai seguire”. La donna finisce decendogli, che “le cose potranno cambiare solo se tu lo vorrai. Dovrai agire di persona per cambiarle”.

Lo informa che “tu dovrai seguire una delle due vie e che la via del fuoco ti si presenterà come un evento improvviso lungo la via dell’acqua, sarai tu a dover scegliere la via da percorrere, ma la possibilità di scegliere arriverà una volta soltanto. Non è dato sapere quando questo accadrà, nessuno può prevederlo. Tu, ragazzo, potrai ignorare il richiamo o rispondergli, poiché il fato ti ha concesso una scelta, ma qualsiasi essa dovesse essere, sarà per sempre. Ricorda”.

Sono quindi in arrivo per il ragazzo, grandi cambiamenti e lui ne è felice perché non desidera seguire la via che madre e zio hanno deciso per lui, quella di apprendista artigiano, per cui egli non si sente per nulla portato. Egli custodisce nel profondo una immagine di se che non gli è mai stato permesso di diventare. Più volte ne ha parlato alla madre ed allo zio ma nessuno sembra disposto ad appoggiarlo nel suo desiderio di diventare un cavaliere, e Arthur finisce per accettare ogni volta il rifiuto, ostentando un certo malumore.

Nel frattempo i tre viandanti Gwinneth, Ryleigh e Maelin giungono a Rayden e qui, per riparare il carro si rivolgono alla bottega di falegname dello zio di Arthur così che il ragazzo conosce i tre particolari viandanti.

Subito il giovane rimane impressionato, soprattutto da Gwinneth che sembra essere il vero capo della spedizione. Egli rimane affascinato dall’abilità con la spada e dalla bellezza della ragazza.

Dopo alcuni avvenimenti Arthur decide di seguire il gruppo, quando essi lasciano Rayden, con la speranza che possano aiutarlo a realizzare il suo sogno, diventare un cavaliere.

Per due volte Gwinneth nega ad Arthur il suo permesso di aggiungersi al gruppo. Solo dopo un’ulteriore avvenimento che cambia le carte in tavola, e con il sostegno da parte di Ryleigh essa decide di prenderlo con se, cambiare destinazione e tornare così a Lokrid per presentarlo al padre.

Solo una volta arrivati a Lokrid Arthur scopre che il padre di Gwinneth altri non è che Hiram Rashu, il governatore di quelle terre.

Il governatore Rashu decide quindi di dargli la possibilità di allenarsi allo scopo di diventare cavaliere.

Alla fine degli allenamenti, per forza di cose, molto più brevi di quanto dovrebbero essere, ci sarà un torneo e se egli riuscirà a battere il cavaliere prescelto, sarà nominato a sua volta cavaliere.

Intanto da quando sono giunti a Lokrid i rapporti tra lui e Gwinneth degenerano fino al punto che essa non desidera avere a che fare con lui, non vuole parlargli ne tantomeno aiutarlo nei suoi allenamenti.  La ragazza non riesce a dormire ed è torturata dai ricordi. . .


1) Riuscirà Arthur a vincere il torneo ?

2) Scoprirà il motivo del cambio di comportamento di Gwinneth ?

 
Il libro edito da Sensoinverso Editore è ben realizzato e di buon livello, con una evidente cura del testo stampato. Questa è per me, già una grossa dote. Anche considerando gli orrori ortografici che troppo spesso vengono pubblicati al giorno d’oggi.
Nonostante il libro duri per più di 600 pagine, è una lettura veloce e molto piacevole, con un testo privo di errori e ben scritto. Questo libro finisce senza davvero essere giunto ad una fine in quanto esiste un seguito, un secondo libro “La Spia e il Guaritore” che rappresenta la continuazione della saga e della storia narrata, che viene qui interrotta in un momento cruciale, anche se prima che la missione abbia un vero inizio. Il terzo libro previsto dalla saga è “La Tempesta” di cui non so se sia stata terminata la stesura.
La storia raccontata è fresca, coinvolgente e mai noiosa, tanto da appassionarvi. I personaggi del libro sono buoni e ben caratterizzati al punto da coinvolgere il lettore nelle vicende narrate, finendo per farlo entrare nella storia stessa. La prosa della autrice Cristina Azzali è quella che piace a me, ovverossia quella che fa del dettaglio e della cura descrittiva una delle caratteristiche fondamentali, si tratta di un fantasy medievale dove si intrecciano le vicende di molti personaggi che rappresentano altrettante categorie di persone: Re, maghi, principesse, cavalieri, delinquenti ma anche personaggi comuni come artigiani e servitori di palazzo ma che trattano di sentimenti ed emozioni comuni a tutti noi.
Questo libro ha un’altra dote importante, arrivata alla parola fine, posta con attenzione ed in un momento cruciale della vicenda, esso è riuscito nell’intento di lasciarmi con il desiderio di leggere il seguito della storia fin qui narrata.
In definitiva posso dire che questa sia stata una Bella lettura, che consiglio anche a voi, amici del fantasy e amanti dell’avventura. Complimenti all’autrice.


lunedì 7 dicembre 2020

Recensione Libro "Helga"

Eccomi tornata a voi, amici del Rifugio, per parlarvi di un’altro libro e darvi la mia recensione. 
Questa volta intendo parlarevi del libro "Helga" di Antonio Aschiarolo, si tratta di un racconto breve.

 

Sinossi:

In una fredda giornata d'inverno, Helga fu rinvenuta in fasce da due umili contadini che l'allevarono con sani principi. Crebbe spensierata finché, dalla madre naturale, una regina potentissima, le fu data la possibilità di diventare principessa e di governare un intero regno.
Ma la ricchezza non sempre rende felici.
 
Recensione:

Questo racconto in stile favola ci presenta Helga, una giovane ragazza, come si deve, brava, amante della natura ma molto povera che riesce ad essere felice con le poche cose che la vita le ha dato.

La ragazza oltre alle altre capacità ha l’intelligenza e riesce a capire che quello che importa, ciò che fa la vera forza,  è in primis l’unione e l’amore per la sua famiglia adottivia.

La storia inizia a raccontarci le origini di Helga, e ci spiega come da piccola essa fu abbandonata nel bosco, ancora in fasce, e di come una coppia di contadini la trovò e decise di adottarla, in una fredda notte d’inverno.

La bimba, al suo ritrovamento era avvolta in pregiate coperte ricamate e indossava una cuffietta di lana.

Crescendo amando la natura e gli animali, Helga impara ad apprezzare i lunghi giri per la foresta, anche per ammirare i colori e la bellezza della natura, di solito al tramonto.

Una delle sere in cui è in giro, incuriosita dalla presenza di un carro trainato da due splendidi cavalli, Helga, attraversa un ponte di legno sospeso, giungendo così sulla riva opposta del fiume. Lì la ragazza finisce per essere rapita da due malfattori, assoldati dall’anziana regina

Dopo il rapimento, Helga viene portata in un bellissimo castello e posta di fronte alla regina, la quale afferma di essere la sua madre naturale, di averla cercata per anni e di voler soltanto saperla al sicuro e felice con lei. Le chiede di rimanere a vivere al castello insieme a lei e di diventare sua erede. La ragazza però rifiuta di rimanere a palazzo asserendo che la sua vera famiglia sono i contadini con i quali ha vissuto fino ad ora.

La regina allora tenta di convincerla a rimanere con racconti riguardanti i lunghi anni in cui la ha cercata, continuando poi, offrendole soldi, gioielli ed altro pur che rimanga a vivere a palazzo . . . ma Helga continua a rifiutare l’offerta e rifiuta decisamente il ruolo di futura regina.

Non vi dico come procede e termina la storia per non rovinarvi l’eventuale lettura.

Si tratta di una piccola fiaba per ragazzi la cui morale è semplice evidente e classica “i soldi ed il potere non fanno la felicità, quello che vale molto più di tutto questo è il vero amore famigliare, i rapporti veri e forti nella famiglia in cui si è cresciuti e si è stati amati”

Si tratta di un racconto dalla lettura velocissima e simpatica, anche se forse con un finale un po' scontato, visti i precedenti narrati nella storia stessa.

Devo ammettere che dopo aver letto dello stesso autore, tempo fa “La Stella ed i Sogni di Pan”, da questo “Helga” mi aspettavo di più. In definitiva mi è piaciuto meno del precedente. Un racconto che sebbene risulti una fiaba con una morale mi è sembrato meno magico e bello di quello che narra la storia dello gnomo Pan. Mi è parso anche che sia stato scritto in velocità, senza troppo pensare a quanto veniva scritto ed alla forma usata. Questa è solo una mia impressione naturalmente, ma mi è parso che anche il testo fosse meno curato.

Tuttavia si tratta di una facile favoletta, che se anche è stata scritta in velocità può essere carina da leggere a bambini e ragazzini

In definitiva una lettura veloce per un pubblico di bambini e giovanissimi, appartenenti ad una fascia di età che va sempre invogliata alla lettura.

lunedì 5 ottobre 2020

Recensione Libro "Il Drago Pigmeo"

Eccomi finalmente tornata alle recensioni, questa volta vi parlerò del primo libro della Saga di Pip la Pigmea “Il Drago Pigmeo” di Marc Secchia, un libro che attendeva da tempo il suo turno. Per l’ennesima volta vi parlo di un libro autopubblicato, ma che merita una lettura.

Quella narrata nel libro è la storia di Pip, giovane pigmeo femmina e del drago rosso Zardon, anzi non soltanto le loro vicende, ma anche quelle di altri draghi e di diversi personaggi.

“Ieri un drago mi ha rapita dalla mia gabbia alla Zoo”
 
 
 
 
Sinossi:

Ieri, un Drago mi ha rapita dalla mia gabbia allo zoo.

Pip è stata portata via dalla giungla in cui era nata, viene venduta al proprietario di uno zoo, e ora conosce solo un mondo circondato da sbarre, un mondo in cui un guerriero Pigmeo e il suo amico, una scimmia gigante, sono solo l’attrazione di uno zoo. Lei sogna di diventare Umana. Sogna di fuggire verso il mondo fuori da quella gabbia.

Un giorno, il Drago Zardon la rapisce e la conduce a una nuova vita. Pip attraversa il Mondo delle Isole in volo sul Drago e arriva alla sua nuova scuola: una scuola dentro un vulcano. Una scuola dove gli Umani imparano a diventare Cavalieri del Drago. Ma questo è solo un piccolo assaggio del suo magico destino, perché i Draghi Assassini stanno per arrivare. Hanno attraversato la Fossa su un’Isola volante e il loro obiettivo è massacrare tutti i Draghi.

Ora, il coraggio della più piccola verrà sottoposto alla prova più grande. Perché Pip è il Drago Pigmeo, e questa è la sua storia.


Recensione:
 
Le vicende della giovane Pip, cominciano quando ella viene portata via dalla giungla in cui è nata e dal suo villaggio. La povera ragazzina viene presa con la forza e venduta al proprietario di uno Zoo. Da quel momento in poi la pigmea conoscerà solo un piccolissimo pezzetto di mondo, quello circondato dalle sbarre che la tengono prigioniera in gabbia.

Per tutto il tempo del suo soggiorno allo Zoo, soggiorno che durerà degli anni, Pip condividerà la gabbia con una scimmia gigante, un Oraial, Hunagu, la cui madre è morta allo Zoo in conseguenza delle ferite riportate durante la cattura sua e del suo piccolo.

I due si conoscono in una prima fase forzatamente, per poi diventare veri grandi amici.

Il Sogno della giovane Pigmea è quello di essere vista come un’essere umano, non un’animale da Zoo e vorrebbe fuggire per tornare alla sua foresta, che Hunagu, invece, non ricorda nemmeno, essendo stato portato via quando era ancora molto piccolo.

Un giorno il sogno di Pip si realizzerà, parzialmente, anche se in modo molto particolare. . .

Allo Zoo, una notte arriverà infatti, attirato dai poteri di Pip, il grande drago rosso Zardon che la porterà via con se e la trasporterà fino al posto in cui ella potrà vivere una nuova vita. Il drago su richiesta di Pip porterà via con loro anche Hunagu.

Zardon porterà entrambi su di un’altra isola, a Jeradia. Al loro arrivo, lasciato lo Oraial libero nella foresta vicina, il drago condurrà Pip alla sua nuova scuola: una scuola dentro un vulcano, dove lei potrà imparare come diventare cavaliere di un drago.

Il drago durante il loro viaggio verso Jeradia, ha insegnato a Pip alcune cose su come vivere con un compagno drago e le ha anticipato, che molti la stanno cercando, per via dei suoi poteri magici e che il drago rosso è riuscito soltanto ad essere più veloce di tutti gli altri. 
Ella non è conscia di avere alcun tipo di potere magico.

Diventata allieva della scuola per cavalieri di draghi Pip si fa presto sia amici che nemici e conosce draghi, allievi e maestri della più svariata provenienza. Mentre la giovane pigmea cerca di adeguarsi alla sua nuova vita, pian piano vengono fuori, aiutate anche dalle circostanze, le sue doti magiche.

Tuttavia, il drago nero dell’ombra, quella creatura che la aveva già cercata quando era ancora allo zoo, arriva fino all’accademia x cavalieri dei draghi. E tuttavia questo è solo un piccolo assaggio di quanto il destino ha riservato per Pip ed i suoi magici antichi poteri.

La guerra ed i draghi assassini si stanno avvicinando. Hanno attraversato la Fossa su un’isola volante ed il loro obiettivo è quello di massacrare tutti i draghi, mettendoli l’uno contro l’altro. Il nemico ha infatti il potere di controllare la mente degli altri draghi.

In questa situazione il coraggio della più piccola, verrà messo alla prova.

Questo libro, la cui lettura è stata molto piacevole è il primo appartenente ad una bilogia. La conclusione della storia di Pip la potete trovare nel 2° libro della saga “Il drago d’onice”.

Marc Secchia, l’autore, ha saputo creare una storia diversa e coinvolgente dove i draghi fanno la parte del padrone.

Una vicenda appassionante e ben scritta, con sorprese e colpi di scena nei punti giusti, che lascia la voglia di continuare a leggere il secondo volume con la continuazione delle avventure di Pip la pigmea.

Si tratta di un libro autopubblicato, ma che non presenta errori formali ed è un bel libro anche dal punto di vista del mero aspetto esteriore.

I personaggi sono riusciti ed abbastanza carini da coinvolgere bene il lettore nelle loro vicende. I draghi. Ironici in alcune occasioni, sono stati rappresentati e descritti anche caratterialmente con cura ed altrettanto si può dire per l’accademia dei cavalieri dei draghi.

Un libro la cui lettura mi ha dato momenti di vero “godimento” e che ho apprezzato molto.

Complimenti all’autore, Marc Secchia, per la fantasia e per l’abilità nel dipingere il suo universo fantasy dragoso, dove draghi, esseri umani e mutaforma convivono con interessanti risultati.

Consiglio la lettura del drago pigmeo agli amanti dei draghi, del fantasy e dell’avventura in generale.

Il libro finisce sul più bello, lasciando al lettore, nella più classica tradizione fantasy, una gran voglia di conoscere il seguito della storia.

Eccomi a concludere la recensione con il mio solito consiglio, diventato oramai un classico: 
 
“Leggete, leggete sempre, leggete tutto, ma mi raccomando, leggete fantasy e soprattutto leggete fantasy sui draghi”

lunedì 16 dicembre 2019

Recensione Libro " Waylock - I Principi di Shirien"

 

Sinossi:

Il castello di Waylock ha assistito alla nascita e alla caduta di innumerevoli dinastie. Da dietro le sue mura di basalto, domina la città di Shirien e beneficia del flusso di magia dell’Oltre. Possedere Waylock significa controllare tutto il corso del Wierden e avere un ruolo cruciale nell’economia delle Terre dell’Ovest. Per questo Derein e Charmond si sono battuti fino quasi all’annientamento, in un ultimo e sanguinoso scontro. Ma sarà davvero l’ultimo? Mentre il Re Invincibile confida nella diplomazia per preservare la pace, la principessa Lysanne si imbatte in un altro mistero: alcuni dei bambini che guariscono dalle febbri non tornano più come prima. Cosa ruba loro la malattia e perché a lei non è successo? Per salvarli – e salvare anche se stessa e le persone che ama – Lysanne dovrà muoversi tra intrighi di potere, decifrare le ambigue figure che popolano la corte e comprendere fino in fondo il mondo dello Spirito dell’Oltre. Non sarà sola, qualcuno sta già vegliando su di lei. Proprio in questo momento, la segue tra le vie di Shirien ed è pronto a sguainare la spada. Intanto, Waylock e i suoi segreti si preparano a una nuova guerra, la più pericolosa di tutte, che rischierà di distruggere gli equilibri tra i due piani dell’esistenza.

Recensione:

Rieccomi, tornata a voi ancora una volta, a parlarvi di un libro dell’autrice Marta Leandra Mandelli, una delle prime persone ad essersi rivolta al Rifugio, scrittrice che leggo sempre più che volentieri, sapendo che i suoi scritti sono capaci di affascinare e trasportare il lettore in “un’universo parallelo”.

Questa volta voglio parlarvi di “Waylock . I Principi di Shirien”, la storia si svolge nelle Terre dell’Ovest. La vicenda comincia a Shirien, città dominata dal Castello di Waylock. Il suddetto castello ha assistito alla nascita ed alla caduta di innumerevoli dinastie.

Da dietro le sue possenti mura di lucido basalto, il Castello domina la città di Shirien e beneficia del flusso di Magia dell’Oltre, che vi fluisce. All’interno del castello stesso la Magia dell’Oltre è viva e tangibile, è una presenza ancestrale che cattura con una sorta di attrazione magnetica.

Possedere il controllo di Waylock significa controllare il corso del fiume Wierden ed avere quindi un ruolo cruciale nell’economia delle Terre dell’Ovest. Per questo motivo, nella sua storia molti si sono contesi il possesso del castello e della sua città. Gli ultimi, in ordine di tempo a contendersi Waylock e la città di Shirien, sono stati gli Charmond ed i Derein, due famiglie che si sono battute fino all’ultimo, ed in modo pesante per ottenere il potere sulla zona. Heron Derein e Zachary Charmond sono stati al comando dei due eserciti contendenti.

La guerra, in un primo momento, pareva essersi volta a favore degli Charmond, quando invece, con un colpo di scena, viene all’ultimo momento vinta dal Heron Derein, con un aiuto esterno che esso stesso non si aspettava di ricevere, un aiuto dal Custode Wealand Ashby con le sue arti magiche. Dopo avere preso il possesso di Castello e città, il Re Derein, ha fatto, nel corso degli anni rifiorire il territorio e la città, anche quella bassa, abitata dalla parte di popolazione meno fortunata. Città bassa che è stata ricostruita completamente con nuove abitazioni.

Nelle prime pagine del libro facciamo la conoscenza con la Principessa Lysanne, che, senza alcun permesso, esce dal castello e dalla città alta per seguire un bambino. Il bambino, guarito dalle febbri si è trovato ad essere sì ristabilito, ma anche cresciuto troppo presto, senza più fantasia ne voglia di giocare. La principessa dopo avere constatato che è stato tolto qualcosa anche a quest’ultimo bambino, si accorge di essere in ritardo per un importante impegno di corte e torna di corsa al castello. In tutto questo ella non si accorge di un tremolio nell’aria, a breve distanza da lei, la stanno seguendo. E chi segue lei è seguito a sua volta.

Al castello è in arrivo Lord Lucas Welke, Ambasciatore Ferrali in città allo scopo di contrattare per conto di Re Rayland Radamann, il quale intende chiedere al Re Invincibile, (come viene chiamato dal popolo Heron Derein) la mano di sua figlia Lysanne.

Appena tornata a palazzo la principessa, rivediamo suo padre Re Heron, sua madre la Regina Nahamas, suo fratello ed erede al trono di Starvos, Lamias.

Oltre ad essi incontriamo presto un personaggio che si capisce sarà centrale nelle vicende narrate, il Capitano dell’Artiglio, la guardia personale del Re, Capitano Hadley, da cui la principessa è fortemente attratta, senza esserne, in un primo tempo, del tutto conscia.

Lysanne è felice di sposarsi, anche perché scopre che il suo futuro sposo è un bel uomo, e tuttavia teme un po' il cambio di casa e di mondo che dovrà subire andando sposa a Ferral.

Le trattative di nozze, però, diventano sempre più lunghe e simili più ad una trattativa d’affari che di cuore.

Lysanne, in un momento di solitudine assiste ed ascolta, non vista, il discorso che avviene durante un’incontro segreto tra il Capitano Hadley e Lucas Welke, con il figlio Dehan e la sua guardia personale. Di questo discorso la principessa non riesce a capire tutto, ma comprende che il Capitano ha una missione da portare a termine e che conosce già l’Ambasciatore Welke, con cui è in rapporti troppo amichevoli.

Il Re comunica poi, al figlio Lamias, che anche egli è destinato a sposarsi a breve, con Sienna Charmond, la figlia del loro nemico storico Zachary. Il principe Lamias dovrà sposarsi a sua volta per evitare un’altra sanguinosa guerra e per estinguere, al tempo stesso, la dinastica Charmond, facendo nascere dal seme del nemico un frutto dei Derein.

Naturalmente, il principe, in un primo momento, non accetta di buon grado, ma dopo una cavalcata sul suo cromo corsiero, finisce per capire anche lui che ciò è nel suo destino e che deve farlo per il bene superiore.

Mentre fervono le attività ed i preparativi, Wealand, di nascosto da tutti, in una parte sconosciuta dei sotterranei di Waylock, dove il buio sembra una creatura viva, è da tempo, alla ricerca di qualche cosa che non è ancora riuscito a trovare.

La principessa Lysanne è preoccupata per il suo futuro ed i cambiamenti che comporterà . . . tuttavia, non intende lasciare Waylock e Shirien senza prima avere scoperto la causa delle febbri dei bambini. Le Febbri colpiscono soltanto bambini, prima della pubertà . . . alcuni muoiono, altri sopravvivono. Tra i sopravvissuti alle febbri c’è anche lei stessa; fatta eccezione per il rimedio che deve assumere regolarmente, la principessa ora è in perfetta salute.

Alcuni dei bambini che erano sopravvissuti alle febbri sviluppavano, dopo la guarigione, il dono di Custode; altri non tornavano più come prima. In un certo senso, non tornavano più del tutto. Quello che mancava ai bambini, dopo le febbri, era la fantasia e l’immaginazione, e questo è ciò che i bambini perdevano, tutti tranne lei.

Più avanti scopriamo che la principessa Lysanne ha delle forti doti da Custode, di cui lei stessa non è conscia e di cui mai nessuno fin’ora si era accorto. Il rimedio che prendeva da Wealand era per nascondere i suoi poteri, se ne accorgerà soltanto perché, per caso, finisce per non poter prendere la dose di rimedio che doveva assumere.

Charmand, nonostante ci sia in progetto il matrimonio tra il principe Lamias e sua figlia, pare avere tutt’altri piani ed intende usare la figlia per riprendersi il dominio su Waylock . . .

Infine nel territorio di Shirien vengono trovate diverse armi nascoste con degli incanti. Si profila la possibilità tangibile di un possibile attacco al Regno.

Una notte Lysanne, non riuscendo a dormire, dominata da molti pensieri, decide di uscire dalla sua stanza e viene attratta da qualcosa nella cappella reale, dove viene seguita dal Capitano Hadley, che lei non può vedere. La principessa si mette a pregare Asaya e rende l’atmosfera della cappella diversa senza rendersene conto. Hadley si accorge invece subito di questo e del fatto che essa ha il talento per essere una Custode. Trovato un passaggio segreto che dalla Cappella la porta nel profondo del castello e seguito un lungo percorso Lysanne si imbatte in una stanza segreta. Nella stanza trova Wealand intento a togliere ad un bambino malato, tramite una pozione e la sua magia, un filamento blu cobalto impalpabile, l’immaginazione della piccola vittima. Quando assiste a questa scena, la principessa cerca di scappare ma rischia di essere vista, anche se il Custode, dopo quanto ha appena fatto è stanco e debilitato. Essa cerca di correre via velocemente ma finisce per scontrarsi con un’altra persona, per sua fortuna si tratta della Regina Nahamas, sua madre. A questo punto la madre la aiuta a uscire dal passaggio sotterraneo e la incita a lasciare subito Waylock, per il suo bene. La Regina possiede un dono, che fino ad ora non era stato mostrato, infatti riesce a capire, che il Capitano Hadley è nelle vicinanze, anche se lui è invisibile e gli affida la sicurezza e le sorti della figlia. Hadley e Lysanne dovranno partire subito, quella notte stessa, prima che Wealand si accorga di essere stato visto. Devono lasciare Shirien per recarsi a Stonesev, adducendo come scusa il fatto che la principessa non desideri più aspettare per conoscere il futuro marito. Il Capitano Hadley accetta l’ingrato compito e prende per mano la principessa per scomparire con essa nella notte.

Lysanne, nonostante i dubbi che nutre per il Capitano Hadley, dopo la richiesta di sua madre, rimane in una strana situazione dove alterna, nei suoi confronti, sensazioni differenti : di dubbio a fiducia, attrazione a distacco, calore umano a gelido tradimento. Nonostante la situazione essa capisce che, con Hadley al suo fianco, potrà superare qualsiasi avversità.

Iniziano così un lungo viaggio, nascosti agli occhi degli altri, per non rischiare di essere riconosciuti. La coppia di fuggitivi prosegue il suo viaggio cavalcando fino all’alba per poi dormire qualche ora in una radura. Col nuovo giorno, dopo una intera giornata a cavallo, giungono a Miralta, dove prendono una camera in una locanda defilata dalle strade principali.

Durante il viaggio, correranno grossi rischi, saranno attaccati in diverse occasioni e finiranno per innamorarsi profondamente l’uno dell’altra anche se la principessa Lysanne è ben conscia del fatto che dovrà sposare un altro uomo e Hadley del fatto che lei sia di una classe sociale superiore alla sua e che debba sposare il suo Re. La loro storia d'amore non potrà prendere vita né durare più a lungo dell'insidioso viaggio che stanno facendo insieme.
 

A questo punto il lettore scopre che il Capitano Hadley possiede il Legame, che viene già nominato in precedenza nel libro, ma che viene spiegato bene soltanto ora. Detto Legame è una sorta di collegamento mentale e simbiontico con una creatura detta l’inseparabile, che è il loro terzo misterioso compagno di viaggio. Tramite il legame ognuno dei due riesce a distinguere e sentire lo stato d’animo dell’altro oltre che vedere mentalmente ciò che l’altro ha visto.

Non si capisce subito che cosa sia l’inseparabile, ma si capisce che è una sorta di grossa creatura, con pelo folto e lunga coda. Si deduce che si tratta di un’animale agile forte e flessuoso al tempo stesso, una creatura che possiede la magia dell’Oltre, a cui Asaya ha donato un bacio molto potente.

Anche se la creatura è invisibile, a causa dei suoi poteri, Lysanne riesce a percepirne in qualche modo la presenza. Il loro compagno di avventure si chiama Eclissi, ed è l’inseparabile creatura dell’Oltre di Hadley, con cui lui condivide ogni cosa.

Riusciranno il Capitano Hadley e la principessa Lysanne ad arrivare sani e salvi a Stonesev ?

Potranno sistemare lo squilibrio tra i piani dell’esistenza . . . tra “il Qui” e “l’Oltre” ?

Lysanne ormai innamorata profondamente di Hadley dovrà presto sposare un’altro, per questioni di Stato. Come potrà in questa situazione vivere felice e serena ?

Conosco l’autrice di questo libro da anni, ed ho recensito quasi tutti i suoi libri, motivo per cui parlo a ragion veduta quando vi assicuro che Marta Leandra Mandelli è una bellissima realtà ormai affermata del fantasy italiano. La magia delle parole è sempre con lei ed i suoi romanzi sono libri che appassionano il lettore e lo rendono partecipe delle vicende narrate.

Questo “Waylock – i Principi di Shirien” non fa alcuna eccezione, anzi forse segna un’ulteriore miglioramento nelle capacità affabulative della Mandelli. Questo libro in particolare ha inoltre il grande pregio di narrare una vicenda autoconclusiva.

La storia narrata è coinvolgente ed intrigante al tempo stesso, è una avventura magica e completamente nuova, fresca ed originale.

L’ambientazione si presenta bella e fantasiosa ed i personaggi riusciti e vitali.

Lysanne, un personaggio femminile forte e positivo; il fratello Lamias, intelligente, gentile e coraggioso; la madre di entrambi, la Regina Nahamas, che appare a prima vista come ciò che non è nella realtà; il Custode Wealand Ashby dalla storia travagliata.

Per non parlare del Capitano Hadley e delle creature dell’Oltre, gli Inseparabili, detti più propriamente Shiman (non vi dico qui che cosa sono davvero, per non rovinarvi la lettura del libro).

I miei due personaggi preferiti sono sicuramente il Capitano Hadley ed Eclissi, il suo Shiman; soltanto dopo arriva Lysanne che comunque è un personaggio scritto a tutto tondo.

La meravigliosa fantasia di Marta Leandra Mandelli galoppa nella narrazione di questa storia e nella descrizione del mondo delle Terre dell’Ovest, in particolare nel colore del fiume Wierden, nella particolarità dei cavalli, detti cromo corsieri, nell’invenzione dell’Oltre e dei cosiddetti “Inseparabili”, nelle capacità magiche e rigenerative del Castello di Waylock ed ultimo, ma non ultimo nella descrizione delle Cave di Sorgente. Anche se, purtroppo, per motivi personali, a causa di indisposizioni varie ed altro, ho impiegato tanto tempo a leggerlo, il libro è stato una lettura bellissima e mi sono subito affezionata ai personaggi più importanti. Sicuramente era un libro da leggere di corsa, in pochi giorni. Io non ho potuto, ma avrei voluto farlo, fin dalle prime pagine. Purtroppo il tempo per leggere non è mai quello che vorrei avere. Dal punto di vista esteriore si tratta di un libro di medio/alta qualità ed il testo presenta solo qualche piccolo errore formale qua o là. La rilegatura è buona e resiste a più di una lettura. Bella la cartina che si ripiega in due a fondo libro. Magica la cover del libro stesso, che rimanda molto vividamente alle vicende narrate. Cartina e Cover sono, come sempre, di Fabio Porfidia, che ha la capacità di creare bellissimi disegni, evocativi. Complimenti all’autrice Marta Leandra Mandelli, che ancora una volta ha fatto centro, portandoci a vivere una avventura magica, coinvolgente e piena di sorprese. Una storia davvero nuova e fantasiosissima. Se amate il fantasy questo libro è capace di trasportarvi con le sue parole dal “Qui” della vostra vita quotidiana “all’Oltre” delle Terre dell’Ovest, lo amerete come lo ho amato io.

Che cosa posso dirvi di altro . . . se volete immergervi in una bella vicenda fantasy leggete questo libro, ne sarete certamente conquistati.

Come tutti i libri che ho avuto modo di leggere della Mandelli, il libro è fantastico, e pieno di inventiva ma questo in particolare si può dire che “viva di una sua vita propria” . . . esattamente come il Castello di Waylock.