mercoledì 21 settembre 2011

Le Origini degli Elfi


«Su due sedie sormontate da un baldacchino di rami viventi. sedevano fianco a fianco Celeborn e Galadriel. Si alzarono ad accogliere gli ospiti, secondo l'usanza degli Elfi. Erano molto alti, e la statura della Dama pari a quella del Signore; i loro volti erano gravi e belli. Le vesti bianche, e i capelli della Dama di un oro intenso, e quelli del Sire Celeborn d'argento. lunghi e lucenti, nessuna traccia d'età. salvo forse la profondità dei loro occhi, penetranti come lance, eppur impenetrabili, abissi di arcaici ricordi.»

JRR Tolkien. il Signore degli Anelli, La Compagnia dell'Anello

Secondo Wikipedia:
L'elfo (probabilmente dal norreno alf[a]r) è uno spirito genio della mitologia norrena e non solo. Gli elfi sono simboli delle forze dell'aria, del fuoco, della terra, dell'acqua e dei fenomeni atmosferici in generale.
Essi sono spiriti simili agli umani, alti e magri ma forti e velocissimi, volto pulito, sereno, orecchie leggermente a punta. Sono descritti con una grande vista e un udito molto sensibile. Non hanno barba, hanno capelli perlopiù biondi e occhi chiari che si dice penetrino la persona fino a conoscerne i pensieri, si dice che siano dotati di telepatia.
Hanno voce splendida e chiara. Sono intelligenti ed armoniosi, con grande rispetto per i quattro elementi e per la natura.
Talvolta alcuni possono essere capricciosi e talvolta benevoli con l'uomo che li rispetta, possono donare oggetti magici a coloro che sono puri di cuore e spirito e che desiderano aiutare. Sanno forgiare spade e metalli, fino alla conoscenza della magia. Le loro compagne, al contrario, sono esseri graziosi. In origine pare che gli elfi siano stati concepiti come anime di defunti, poi furono venerati anche come potenze che favorivano la fecondità. Di qui la distinzione, nella mitologia norrena, fra Døkkálfar, "elfi delle tenebre", e Liósálfar, "elfi della luce".
Abitano principalmente sugli alberi o in alcune foreste nascoste. Non danneggiano mai e in nessun modo la natura perché per loro è parte basica della loro vita ed esistenza. Nutrono una grande considerazione per la natura, concepita come una entità, un gran spirito eterico, madre di tutti gli esseri.
Essi riescono a camminare senza lasciare tracce, immuni alle malattie, resistono alle temperature estreme. Gli elfi hanno vita lunga invecchiando senza che la loro bellezza venga intaccata dal tempo. Si dice che siano immortali ma che possano venire uccisi.
Molteplici sono le leggende legate a questa figura mitologica, alcune delle quali parlano delle cattiverie che essi compiono nei confronti degli uomini e dei rapimenti dei bambini umani. Gli elfi hanno una forte gerarchia al capo della quale stanno le regine e i re delle colline delle fate, riconoscibili perché spesso ricoperti da un fresco manto di biancospini. Shakespeare nei suoi pezzi teatrali ha parlato molto spesso degli elfi, come nella commedia Sogno di una notte di mezza estate.

Etimologia della parola

La parola elfo deriva dall'Inglese antico ælf o elf, a sua volta proveniente dal proto-germanico *albiz, dal linguaggio norreno álf(a)r e dall' alto tedesco medio elbe. *Albiz potrebbe provenire dalla lingua protoindoeuropea nella quale *albh significa bianco.


Gli elfi nel genere fantasy

Agli inizi del XX secolo, con il nascere della letteratura fantasy, gli elfi diventano perfetti protagonisti di racconti e romanzi. Un esempio di questo fenomeno sono gli scritti di John Ronald Reuel Tolkien, autore de Il signore degli Anelli, che descrive gli elfi come creature di bell'aspetto, con voci melodiose e cristalline, abili nella forgiatura delle spade, molto agili e immortali se non uccisi in battaglia, riprendendo i canoni della mitologia norrena. Gli elfi continuano ad apparire in molti romanzi fantasy. Terry Brooks ne sceglie uno come protagonista del suo libro La spada di Shannara, descrivendolo come di struttura esile e di statura medio bassa, ma dotato di grande agilità. Alla fine del XX secolo l'immagine dell'elfo viene profondamente cambiata dai libri di J.K. Rowling, che li descrive come domestici al servizio dei maghi, piccoli, esili e dotati di innati poteri magici, quindi molto lontani dalle loro precedenti descrizioni. In alcuni romanzi gli elfi vengono descritti anche come esseri simili alle fate. Nel XXI secolo, Christopher Paolini, nei suoi romanzi, riprende l'immagine dell'elfo come un essere di aspetto gradevole, ma fisicamente molto più forte di un uomo e con poteri magici straordinari. Paolini descrive gli elfi anche come esseri intriganti e affascinanti, ma talvolta ambigui. Nel Mondo Emerso di Licia Troisi gli elfi sono creature presenti solo nei ricordi delle persone. Essi sono emigrati nelle Terre Ignote e, a differenza degli elfi di Paolini e di Tolkien, sono scontrosi e rigidi. Inoltre saranno proprio loro ad attaccare le razze del Mondo Emerso per porre la loro fine e l'inizio della loro Era.

Aspetto fisico Elfi

Razza: Elfi


“Gli alberi raccontano al cielo i segreti della terra. Se voi faceste meno rumore potreste sentire le loro parole giungere direttamente al cuore. Allora, forse, potreste smettere, come noi, di cercare.”
Prendendo in considerazione tutte le sottorazze esistenti, quella degli Elfi costituisce senza dubbio la più popolosa e maggiormente distribuita razza tra quelle che vivono nelle Terre di Elenbar (ovvero “Dimora di stelle” nel linguaggio elfico). Di questa terra essi sono inoltre una delle tre razze originarie e tra queste sicuramente quella dotata della più articolata struttura sociale e degli aspetti culturali più variegati e complessi.
In questo breve trattato la razza viene esposta partendo da un punto di vista antropocentrico che tende a toccare principalmente i seguenti punti:
  1. Aspetto Fisico
  2. Zone geografiche a maggiore densità
  3. Organizzazione Sociale
  4. Gruppi militari organizzati
  5. Armi ed armature preferite
  6. Aspetti Culturali: breve storia e concezione del Tempo, la Natura, la Terra e il Fuoco
  7. Il Codice degli elfi

Aspetto Fisico: Gli elfi vengono divisi dagli uomini in quattro sottorazze principali, ma tale divisione non è da loro considerata come rispondente alla verità: essi infatti vedono il proprio come un unico popolo al pari di come gli umani vedono il proprio nonostante le differenze somatiche. L’unica distinzione davvero ammessa dagli elfi è quella che vede gli elfi sotterranei differenziati dagli elfi che vivono in superficie; come detto, però la trattazione che segue è però di tipo antropocentrico per facilitarne la lettura (così come la scrittura).
Gli Elfi sono mammiferi vivipari, per cui incontriamo in essi le stesse differenze biologiche tra i sessi che sono proprie del genere umano. Per quanto riguarda l’aspetto non vi sono differenze rilevanti né da un punto di vista della statura né da quello della corporatura: spalle, vita e fianchi sono propri di una corporatura esile a prescindere dal genere e l’altezza tende ad assestarsi su valori medi. Un’elfa raggiunge la maturità sessuale molti anni prima di un maschio (intorno ai cinquanta anni), sviluppando il seno che di norma resta di piccole dimensioni. Anche nel volto non si trovano differenze significative tra i generi: un elfo maschio è glabro, privo di barba, baffi e in generale di peli in tutto il corpo.
Elfo comune: (anche noto come Elfo o Elfo Alto) caratterizzato da un colore della pelle variabile dal bianco latte fino al bruno scuro a seconda della zona geografica di appartenenza: di un’altezza variabile dal metro e 50 fino al metro e 90 ed un peso conseguentemente oscillante tra i 40 e gli 80 kg con una elevata concentrazione sui valori intermedi, a prescindere dal sesso dell’elfo. L’aspetto complessivo è di norma agile e slanciato con le gambe decisamente più lunghe se viste in proporzione a quelle umane, le dita lunghe e sottili ed un aspetto giudicato di solito molto piacevole.
Il volto se paragonato a quello umano è allungato e caratterizzato da naso, labbra e sopracciglia sottili; orecchie ed occhi sono lievemente più grandi del loro corrispondente umano. Le orecchie in particolare hanno la caratteristica forma a una punta sul lato superiore, mentre gli occhi sono di solito più grandi sull’asse orizzontale e decisamente più “luminosi” di un qualsiasi occhio umano.
Il colore degli occhi più comune è il grigio-verde, un colore che muta con il passare degli anni e ciclicamente con il susseguirsi delle stagioni alternando quindi riflessi verdi a riflessi grigi; altri colori meno frequenti sono il nero, il marrone, il viola e l’azzurro.
Il volto è naturalmente privo di qualsiasi accenno di barba o baffi e i capelli possono assumere molti colori diversi, dal bianco-argento (che non indica affatto l’età avanzata dell’elfo) al nero corvino fino al più raro rosso intenso o al castano con riflessi sul rosso.
Un elfo comune vive in media intorno ai 600 anni ed è dotato di una vista ed un udito molto sviluppati che vanno a compensare i sensi di olfatto, gusto e tatto decisamente meno acuti se paragonati a quello umano. Probabilmente grazie alla forma del padiglione auricolare un elfo è capace di distinguere la provenienza di un suono confuso tra molti altri con molta facilità e riesce ad ascoltare senza troppe difficoltà un bisbigliare distante anche molti metri (nell’ordine della decina).
La forma e la struttura interna dell’occhio permette ad un elfo di raccogliere due volte più luce di quanta non ne raccolga l’occhio umano: la pupilla può allargarsi all’incirca quanto quella di un uomo se non di più, ma un sostrato riflettente interno alla retina (tapetum lucidum) permette di sommare due volte la luce che la raggiunge. Nella pratica questo concede ad un elfo la possibilità di vedere in una notte con la sola luce delle stelle come ci fosse luna piena ed in situazioni di luce crepuscolare o con luna piena e campo sgombro come se fosse pieno giorno. Un elfo non è in grado tuttavia di vedere in situazione di oscurità totale, sia essa magica o naturale.
Il ciclo vitale dell’elfo si svolge nell’arco dell’intera giornata poiché esso in situazioni normali necessita di pochissimo riposo giornaliero (nell’ordine delle tre ore).
Elfo Orientale: (anche noto come Elfo o Elfo Grigio) Le caratteristiche fisiche sono del tutto simili a quelle dell’elfo comune: gli umani hanno imparato a distinguere questi due ceppi in quanto coloro che si sono stabiliti nella zona nord orientale del continente sono caratterizzati da un’altezza che oscilla tra il metro e 50 ed il metro e 70 e dal colore della pelle tendente ad un tenue grigio. Le differenze più marcate si riscontrano nel modo di vivere e nel confronto con le altre razze.
Elfo delle Foreste: (anche noto come Elfo o Elfo Silvano) similmente a quanto scritto per l’elfo Orientale, questa sottorazza si distingue soprattutto per la struttura sociale e le relazioni con le altre razze. Gli elfi delle Foreste sono più alti dei loro simili Orientali e sono caratterizzati da colore della pelle tendente al color del bronzo e capelli di solito scuri se non neri.
Elfo Sotterraneo: (anche noto Primo del Popolo degli Elfi, Kil-Kalan-Idil o Kil-Elvan-Imar, nel linguaggio degli elfi sotterranei; Rinnegato, Scuro o Drow tra gli elfi di superficie). Tanto un elfo di superficie genera di solito in chi lo guarda una certa ammirazione e sembra a volte risplendere nella sua bellezza, allo steso modo la visione di un elfo sotterraneo genera in chi non ne abbia mai visti un senso di disagio e spesso di timore.
La pelle è grigio scuro tendente al nero, le gambe sono lunghe quanto il busto e questo li rende tra gli elfi più bassi delle varie sottorazze (tra il metro 40 e il metro e 60), in compenso sono decisamente più forti e resistenti dei loro cugini di superficie. Il colore dei capelli è spesso bianco o argento e le iridi sono quasi sempre prive di pigmentazione facendo sì che sia visibile il sangue al loro interno: come risultato il colore degli occhi di un elfo sotterraneo è solitamente rosso.
Probabilmente aiutati in passato da qualche potente arcano divino, gli elfi sotterranei riescono a vedere chiaramente non solo in situazione di semioscurità o luce crepuscolare, ma anche in assenza totale di luce, fatto del tutto indispensabile dato il loro habitat naturale. Come rovescio della medaglia, la luce diurna è quasi insopportabile per un elfo sotterraneo che ne viene abbagliato e si muove in situazione di piena luce come un umano avvolto dall’oscurità (si distinguono solo le alcune forme di oggetti o creature circostanti). L’esposizione prolungata ai raggi solari da parte degli elfi sotterranei può in oltre scottare la loro pelle anche in maniera grave, tanto che in superficie essi sono di solito costretti a coprirsi completamente quando attraversano luoghi aperti nei periodi caldi. Un elfo sotterraneo conduce una vita mortalmente pericolosa, in parte per sua scelta in parte a causa dell’ambiente in cui vive, tuttavia quando riesca ad evitare la morte violenta, l’elfa sotterranea è la rappresentante più longeva tra tutte le sottorazze elfiche (vive fino a circa 700 anni).

Zone geografiche a maggiore densità: Tutta la parte del continente a nord della Catena montuosa che taglia in parti diseguali il continente, chiamata dagli elfi I’Nnar’en’Arda (letteralmente “l’osso della terra”), è sotto il controllo diretto degli elfi di superficie, in base ai trattati di pace ratificati al termine della Guerra delle Razze del 141 d.s. e poi rivisti nei primissimi anni del quinto secolo. Gli elfi hanno così visto ridotto a poco più della metà il loro territorio originario che comprendeva, prima dell’arrivo di uomini e nani, l'intero Continente con le sole eccezioni delle grandi paludi nella zona centrale.
In particolare gli Elfi delle Foreste, che si erano stabiliti tra la grande Catena montuosa ed il mare ad est, un tempo ricca di foreste, sono stati costretti a migrare verso ovest al di là delle montagne stabilizzandosi nelle aree che nella mappa si vedono punteggiate di verde: queste aree sono da sempre state sotto il controllo di questa sottorazza, ma in seguito alla guerra la densità è ovviamente aumentata.
Gli Elfi Orientali invece non hanno visto modificare in maniera significativa i loro territori in seguito alla “spartizione” del Continente e sono potuti rimanere nelle loro terre e città, nelle zone che allora come oggi possono essere indicate nella mappa come quelle punteggiate di grigio chiaro: in particolare distinguiamo il territorio orientale che raccoglie la stragrande maggioranza di essi (da cui la classificazione umana) e alcune comunità che si sono invece stabilite lungo i fiordi settentrionali di occidente. In ambo i casi si tratta di una parte del continente che naturalmente ha sempre ospitato una foresta più rada, caratterizzata da clima molto rigido ma di una bellezza tale da mozzare il fiato agli esploratori umani che ancor oggi vi pongano piede. L’intero territorio è attraversato da decine di fiumi di varie dimensioni tanto che l’acqua assume in questa vasta regione l’aspetto di una fedele guida che indirizza ed accompagna chi attraversa la terra che le appartiene investendone piacevolmente tutti i sensi.
Discorso separato va invece fatto per Elfi Comuni e Sotterranei: i primi hanno infatti Capitale e principali città, oltre che la sede del loro Governo, a nord del confine segnalato in bianco nella mappa, però non considerano possibile l’esistenza di restrizioni territoriali (lo stesso possesso della terra è un concetto loro alieno) di conseguenza sono distribuiti in maniera pressoché uniforme in tutta la mappa cercando di rispettare le regole locali e integrandosi il più possibile con la popolazione locale; come conseguenza la mappa non ne riporta la presenza in quanto l’intera Isola continente può essere considerata zona con densità più o meno alta di elfi comuni. I territori sotto il controllo degli Elfi sotterranei invece non possono essere rappresentati su questa mappa in quanto si trovano diverse centinaia di metri al di sotto della superficie terrestre e non seguono minimamente né i confini geografici né tanto meno quelli politici a cui le razze di superficie sono abituate.
Sulla Mappa di superficie è possibile indicare tuttavia gli “accessi” a questo mondo sotterraneo (normalmente portali magici, ma qualche volta anche profonde grotte di tipo naturale), ma tali luoghi non sono di dominio pubblico; stesso discorso deve essere fatto per quanto riguarda le mappe, esistenti tra gli elfi sotterranei, del loro mondo.

Organizzazione Sociale:
Razza Elfi Comuni e Orientali: Popolazione 40 milioni di cui circa 15 milioni di Orientali.
Governo: Monarchia conciliare: gli elfi rispondono ad un governo morale più che materiale. Le decisioni più importanti sono prese da tre grandi Consigli che si riuniscono in luoghi segreti una volta l’anno e portano i loro suggerimenti tramite un unico delegato per Consiglio al vaglio dei monarchi (i quali benché non siano formalmente tenuti a seguirli, non hanno mai preso decisioni che si discostassero dalle linee indicative propostegli). I membri del consiglio sono guerrieri valorosi, sapienti di varie arti, letterati e rappresentanti di Casati ritenuti degni di stima, ogni Consiglio è composto da 600 membri.
Gli Elfi comuni si spostano tranquillamente per tutto il continente non riconoscendo possibile il concetto di proprietà della terra o di confine politico tra Stati tuttavia vedono nella Capitale e nel Monarca il loro degno rappresentante, a prescindere dal luogo dove abbiano deciso di stabilirsi.
Gli Elfi Orientali sono dotati di maggiore senso di appartenenza e di proprietà della terra e questa caratteristica ne fa il popolo che più di tutti crede nell’istituzione governativa come fondamentale per regolare la vita di una Nazione.
L’esercito agisce in maniera autonoma salvo decisione diversa derivante da uno dei Consigli o direttamente dal monarca.
Capo del Governo in Carica: Re Aedril Tassariel, sposato con Ettania “Lial” Ariman (il primo è un Elfo Orientale, la seconda è un’elfa Comune e gode di una più che discreta rilevanza politica).
Capitale: Arween, con una popolazione di circa 100mila elfi ed una locazione incredibilmente ancora ignota a chi non sia elfo di superficie.
Religioni praticate: gli elfi ascoltano la natura in un senso lato difficilmente comprensibile da chi non appartenga a questa razza: il politeismo elementale era molto praticato in passato, in particolare vi è ancora oggi un culto di massa che tende ad identificare la natura e le sua manifestazioni visive come una diretta volontà della Dea della Terra, Gaia. Come è semplice immaginare il culto della divinità che tra gli umani prende il nome di Floranus sta lentamente assumendo un ruolo molto importante.
Raccontano le antiche canzoni Elfiche che poche generazioni prima di quella presente (a partire da almeno 7 secoli prima dello Sbarco degli Umani e dei nani), gli Dei avevano un contatto diretto con la loro razza e la preghiera non era altro che una forma di omaggio alla divinità stessa concretamente presente più che una metafisica richiesta ad un essere Superiore. Il successivo distacco avvenuto tra le divinità e le razze mortali (cominciato già prima dell’iniziazione di Astendar), ha coinvolto anche gli elfi in maniera per loro del tutto inaspettata ed ha portato ad una successiva chiusura soprattutto da parte degli elfi Orientali nei confronti dei nuovi culti vissuti come astratti e delle filosofie a loro legate.
In questo senso si spiega come mai i Culti delle divinità come Thystonius (Divinità della forza e del valore in battaglia), Chorrolis (Divinità del commercio, dei desideri), Garlen (Divinità della salute, delle cure e della medicina), Mynbruje (Divinità della Giustizia e della giusta Vendetta) e Upandal (Divinità della costruzione e dei progetti) siano decisamente poco comuni tra gli elfi Orientali e molto più praticati dagli elfi Comuni anche in virtù del fatto che questi ultimi sono più spesso a contatto con la razza umana in continuo fermento dal punto di vista dei culti e delle cerimonie praticate.
Esercito: Vedi la sezione dedicata ai Gruppi militari Organizzati.
Razza Elfi delle Foreste: Popolazione 15 milioni
Governo: L’organizzazione sociale ha carattere tribale e non risponde ad un organismo di controllo centrale: più degli altri gli elfi delle foreste rispondono ad un codice non scritto di 10 leggi (vedi di seguito). Di conseguenza non hanno mai ritenuto di aver bisogno di una forma di governo dichiarata e stabile: le decisioni più importanti sono prese da un consiglio -composto da 50 tra i più valenti guerrieri rappresentanti tutte le tribù- che si riunisce solo in caso di necessità. Le decisioni del consiglio hanno enorme rilevanza sul comportamento dell’esercito visto che i membri del primo coincidono con molti dei capi del secondo. Nonostante possa sembrare diversamente ad un essere umano non si è di fronte ad una forma di dittatura militare.
I principali gruppi tribali di questa sottorazza sono 13 ma ne sono state recensiti fino a 20, ognuno con caratteristiche proprie ma di fondo un rispetto ferreo del Codice.
Capo del Governo in Carica: Non esiste una figura riconosciuta anche se in caso di estrema necessità tutti gli elfi si atterrebbero ai giudizi dei monarchi elfi, ruoli attualmente ricoperti dall’elfo orientale Re Aedril della dinastia Tassariel e dalla sua consorte, l’elfa comune, Regina Ettania “Lial” Ariman.
Capitale: Nessuna: non esiste una struttura societaria basata sulle città: le popolazioni degli elfi delle Foreste sono per lo più nomadi.
Religione ufficiale: Gli elfi delle Foreste rappresentano l’unica nazione basata su culti che fondamentalmente hanno caratteristiche proprie dell’animismo. Essi infatti attribuiscono un’anima a tutti i fenomeni naturali, una energia che pervade tutto l’esistente, visibile ed invisibile, causa di ogni fenomeno, della vita e della morte, della stabilità e di ogni cambiamento, intrinseca ad ogni essere vivente, animale o vegetale, e nella materia sia essa solida, liquida o gassosa. Il loro percorso religioso consiste nella acquisizione di una profonda sensibilità nei confronti della natura, nell’osservazione dei fenomeni naturali e degli avvenimenti ciclici come i giorni, le lunazioni, le stagioni; gli elfi silvani leggono di solito la natura come un libro aperto e ne traggono analisi profonde e significative di cosa stia succedendo o di quanto debba ancora avvenire: queste interpretazioni che l’elfo delle foreste è in grado di compiere sono il frutto di una sensibilità ottenuta con l’abitudine alla esplorazione dei significati che, essi affermano, “la natura dona alla comprensione di chi la osserva”. Il loro profondo rispetto per ciò che li circonda e la ferrea volontà nel rispettare il Codice, sono il motivo per cui i sacerdoti che professano i culti delle divinità Elementali e di Mynbruje e Floranus, vedono in loro un modello e spesso si stabiliscono nel loro territorio per apprendere quanto il semplice Culto non è in grado di insegnare.
Esercito: Vedi la sezione dedicata ai Gruppi militari Organizzati.
Razza Elfi Sotterranei: un censimento è praticamente impossibile: le stime che vengono fatte variano da 10 a 50 milioni di individui, ma la percentuale di questi che vive stabilmente in superficie è inferiore all’1%.
Governo: Monarchia Assoluta; il sistema è di stampo feudale classico: La figura nota come “Ilharess” accentra nelle sue mani tutti i Poteri fondamentali, non vi è alcun tipo di restrizione, né carte che regolino un eventuale Habeas Corpus. Di supporto al potere della Ilharess e suoi bracci esecutori, vi sono i Casati più importanti, detentori di titoli nobiliari trasmessi per discendenza: questi amministrano zone più o meno grandi del sottosuolo imponendo in queste aree la propria Legge come emanazione di quella della Regina e a loro volta possono nominare il livello di vassallaggio successivo nella Scala Sociale. Le “Haress”, a capo dei Casati più influenti, ovvero quelli vicini alla Regina, hanno anch’esse potere di vita e di morte su chiunque sia di grado sociale inferiore, ovviamente all’interno del territorio a loro concesso dalla Ilharess.
Capo del Governo in Carica: Jhanniss Ky’alur Fey Brandhe, della Casata Arkhenneld; nome della Carica: Ilharess.
Capitale: La città più importante del primo livello del Sottosuolo sembra essere Cthuluh che conta oltre 60mila abitanti. La locazione di questa città è stata individuata da tempo al di sotto della seconda provincia (ovvero quella immediatamente a sud della provincia di Iolia)
Religione ufficiale: Per lungo tempo lontani da qualsiasi divinità, hanno conosciuto una prima forte ondata di misticismo nel periodo immediatamente precedente alla Guerra per la Vita: molti elfi sotterranei si dedicarono ai culti del Dio Locost e mentre la “Guerra per la Vita” imperversava nel Continente lontano, la terra degli Elfi venne sconvolta dalla più imponente guerra razziale che la loro lunga memoria ricordi, combattuta dagli elfi sotterranei contro le corrispondenti sottorazze di superficie. Guida di questa guerra era il fanatismo e l’enorme potere che il Dio Vampiro aveva donato ai suoi seguaci: la sconfitta delle forze sotterranee fu notevolmente determinata dalla sconfitta del Dio loro Guida ed essi furono costretti a ripiegare. Fino al “periodo dei disordini” la presenza religiosa ebbe una forte battuta d’arresto, ma una in particolare delle nuove divinità sta velocemente trovando seguito nel mondo sotterraneo concedendo poteri eccezionali e favorendo rituali religiosi violenti e brutali. Tale divinità è nota tra gli uomini con il nome di Vestral, ma gli elfi Sotterranei la rappresentano come una figura dalle molte braccia che prende il nome di Thrakat, lo stile dei suoi riti è però riconoscibile facilmente come quelli appartenenti alla divinità dell’Inganno e della Tortura.
Territorio: Il sottosuolo è articolato probabilmente in almeno due livelli dei quali solo il primo è risultato accessibile nel corso dei secoli ad un numero ridotto di esploratori umani e soprattutto nani. Le poche esplorazioni o campagne militari condotte in quel terreno hanno avuto quasi sempre esito funesto per gli abitanti di superficie. Non è quindi possibile stabilire che estensione abbia il territorio sotto il controllo di questa razza in nessuna delle sue dimensioni.
Esercito: Nessuno sa come sia strutturato l’esercito degli Elfi Sotterranei anche se è facile intuire che ne esista uno e che sia molto importante nella società di questi elfi. Si registrano diversi scritti di tattiche di guerra il che fa supporre che l’esercito si possa muovere anche in spazi aperti (non solo in superficie: il mondo sotterraneo dispone anche di caverne tali da fare invidia ad un campo di battaglia) e che disponga di macchine da assedio. Le tattiche di guerriglia notturna sono comunque sicuramente quelle su cui si hanno più dati nella storia umana: l'uso consistente di attacchi magici, inoltre, fa supporre che nell’esercito Drow i maghi siano proporzionalmente più numerosi che negli altri eserciti conosciuti. Non solo i maghi affiancano gli eserciti o i gruppi di assalto degli elfi sotterranei: figura assolutamente centrale tra i militari di professione è quella del chierico che non è utilizzato solo come supporto alle truppe per curare e difendere, al contrario partecipa attivamente alla battaglia diventando spesso una delle figure determinanti per il risultato finale; la storia riporta diversi nomi di chierici spietati al comando di intere guarnigioni: basti ricordare come esempio l’elfo sotterraneo noto tra gli umani come “Santos” che tenne in scacco con meno di 400 suoi simili un numero tre volte superiore di elfi delle foreste, mantenendo la sua posizione all’interno di un castello sul Massiccio del Topo.

Gruppi militari organizzati: Nani ed Umani hanno nell’esercito una delle istituzioni fondamentali su cui poggiare la Nazione prima e l’organizzazione e l’amministrazione dell’impero in seguito: in questo senso si spiega la loro difficoltà ad attribuire il termine “Esercito Regolare” ad una qualsiasi formazione costituita da elfi nel periodo dei primi contattai con questa razza. La Guerra delle razze mostrò infatti le differenze organizzative a svantaggio degli Elfi e costrinse in qualche modo gli stessi a riorganizzare la loro principale forza militare, nel modo ora conosciuto.
Con la sola eccezione della formazione nota come “Scudo Rosso”, i militari di professione elfici costituiscono ancora oggi di solito gruppi di pattugliamento, esplorazione e controllo: in un primo tempo concepiti per poter attaccare le formazioni di orchi con facilità ed in maniera autonoma da un Comando Centrale, non riscuotevano un vero e proprio salario, ma erano aiutati dalle popolazioni residenti nelle terre da loro pattugliate. Sin dai primi scontri con la razza degli umani le formazioni militari hanno modificato in maniera sensibile la loro struttura interna: da un lato, come detto, fu rivisto l’impianto dello “Scudo Rosso”, dall’altro nacque dalla geniale intuizione della comandante Coda Chiazzata la formazione dei “Cani Guerrieri”; a differenza di “Coyote”, “Alci” e “Corde D’arco”, si tratta di militari con una ferma ben definita, addestramenti programmati, tattiche di combattimento insegnate con molta cura ed una ottima disciplina interna (che come da abitudine degli elfi si basa sui concetti di fratellanza e rispetto piuttosto che su quelli di autorità o grado). 

  1. Scudo Rosso esercito regolare Elfico. Mobilitato l’ultima volta alla fine del periodo dei disordini, vi sono rappresentati in uguale modo tutti gli Elfi e ha una struttura simile a quella dell’esercito regolare di umani e nani (grandi reparti composti da 200 elementi: 180 militari, 16 sacerdoti, 4 maghi)
  2. Coyote. Gruppo di cui si conosce male la formazione dei reparti: quasi sicuramente è composto unicamente da ladri-guastatori con uso del magico.
  3. Alci. 2-8 Esploratori non combattono se non sono costretti, di solito pattugliano aree in cui sono stati avvistati movimenti “strani”. Reparti tipici di tutti gli Elfi.
  4. Corde D’arco. Da due a 10 reparti di Arcieri: ogni reparto è composto a sua volta da 12 arcieri (guerrieri-arcieri archi compositi lunghi o potenti da guerra, uso frequente di frecce incantate). Quando si spostano più reparti insieme di solito ne è visibile solo uno mentre gli altri sono a distanza di tiro. Non c’è la figura di un comandante o di un sacerdote guerriero: prima di cominciare una guerra i combattenti eseguono i loro rituali funebri e si riuniscono in una grande assemblea per decidere il piano d’attacco (90% delle volte è stabilito in poco tempo). Nei grossi accampamenti di Corde D'Arco è probabile trovare anche dei maghi di buon livello, sebbene non combattano quasi mai in prima persona: in questi casi si tratta di solito di abilissimi incantatori di frecce e archi. Tipico degli Elfi delle Foreste.
  5. Cani Guerrieri. Gruppi di guerriglia composti unicamente da 5 o da 10 reparti di 20 elementi: ogni reparto è composto da 12 guerrieri + 5 guastatori + 2 maghi e un capitano. Ogni “gruppo” di Cani guerrieri è guidato da un comandante, ma ogni reparto è autonomo nelle decisioni e nelle tattiche se si trova nell’impossibilità di comunicare con il Comandante. Questo gruppo tende ad attaccare preferendo colpire con azioni veloci e costanti (giorno e notte); notevole uso di trappole, anche magiche e agguati.
Armi ed armature Preferite: Tutte le varie sottorazze di elfi non vedono nel solo uso delle armi l’unica risorsa per attaccare o per difendersi, di conseguenza qui di seguito sono indicati gli strumenti preferenziali per chi abbia scelto invece la via delle Armi.
Elfo Comune, Orientale e delle Foreste: L’utilizzo delle armi è praticato dagli elfi come tutto ciò a cui si dedicano ovvero come fosse una forma d’arte. Se si escludono i militari di professione all’interno dei gruppi organizzati (vedi di seguito), è possibile impostare un discorso generico su questo uso delle armi che ha portato alla ideazione di particolari armi, poco efficaci in battaglia ma molto utili invece nella pratica delle arti marziali, intesa come disciplina pura, a fini didattici o come attività per il benessere fisico del praticante. Queste armi, seguendo un processo inverso a quanto di solito accade nella società umana, a volte si sono poi evolute in un corrispondente utilizzabile anche in combattimento reale e di cui è difficile trovare corrispettivi nelle altre razze (esclusa quella umana che ha provveduto ad impadronirsi delle giuste intuizioni tecniche degli elfi, imitandole.
Costituiscono armi da allenamento: bastone leggero (lungo e generalmente di legno flessibile), fioretto (spada da punta ad una mano, molto flessibile), ed in conclusione ovviamente qualsiasi tipo di arco, utilizzato in allenamento come in combattimento: corto (composito e no), lungo, ed un particolare tipo di arco detto Daikyu (lungo due metri circa e con impugnatura asimmetrica spostata verso il basso, in modo da poter essere comodamente utilizzato anche stando a cavalo o in ginocchio, ma dalla potenza ridotta rispetto ad altri archi) la cui origine è contesa tra umani ed elfi che sostengono entrambi di averlo inventato per primi.
I militari di professione invece utilizzano le armi in dotazione all'esercito regolare, e tra queste è possibile riconoscere armi comuni a molte razze: i gruppi di fanteria utilizzano solitamente armi in asta a lama lunga e spade di vario tipo (quando in prima linea devono reggere all’attacco della fanteria avversaria), in alternativa picche lunghe fino a sei metri (impiegate contro l’attacco della Cavalleria pesante, ci vogliono due elfi per manovrarne ognuna). Nel corpo a corpo gli elfi combattono solitamente con le spade, a volte con due armi contemporaneamente, di cui la seconda generalmente più leggera. La versatilità è elevatissima: essi usano senza difficoltà armi a doppio tagliente come pugnali, spade corte, spade lunghe, bastarde e in rari casi a due mani (di solito considerate troppo pesanti), ma anche spade con tagliente da un lato solo come scimitarre, sciabole e katana (media lunghezza, lama senza guardamano, eccetto una piccola guardia circolare, ed elsa adatta ad una impugnatura ad una o due mani).
Certamente i reparti più noti tra i gruppi militari organizzati degli elfi sono quelli degli arcieri, siano essi “Corde d’Arco” o un reparto interno allo “Scudo Rosso” (vedi di seguito), la loro maestria in questo settore è degnamente rappresentata dalla fama che hanno guadagnato nei secoli di scontri più o meno duri avvenuti lungo tutto il Continente: quella del tiro con l’arco diventa a volte una visione mistica del mondo, che solo un elfo arciere potrà raccontare.
In conclusione queste sono le armi solitamente preferite dagli elfi di superficie: sebbene essi possano a volte utilizzare anche mazze di vario genere e martelli da guerra, lo considerano una volgarizzazione della disciplina “artistica” della scherma. L’utilizzo dell’ascia è invece praticamente sconosciuto, non essendo diffuso nella civiltà elfica il corrispondente attrezzo contadino per il taglio degli alberi da cui quest’arma si è evoluta.
Si potrebbero quindi enumerare le moltissime armi da cerimonia, quasi inutilizzabili in situazione di combattimento, spesso forgiate da mastri lavoratori di metalli preziosi con l’ausilio dei fabbri: ognuna di queste armi ha una sua interessante storia che però esula da questo contesto.
Nell’utilizzo degli scudi e delle armature gli elfi mantengono intatta la loro versatilità ed ancora la preparazione militare genera quella che poi sarà la scelta futura più di una eventuale predisposizione fisica. Gli scudi utilizzati sono quindi sia piccoli che grandi in legno, placcati o metallo e non è raro anche l’utilizzo di scudi da postazione fissa per proteggere gli arcieri. Le armature posso essere imbottite, in cuoio, borchiate o a scaglie. Molto comuni sono le cotte di maglia (che gli elfi forgiano in maniera assolutamente inimitabile e sono in dotazione soprattutto agli elfi delle foreste e orientali).
Le armature tendono ad essere decorate come le armi, e sono eleganti come un secondo vestito. L’utilizzo di punte e lame sulle armature e sugli scudi è sconveniente, essendo soliti combattere spalla a spalla con i compagni in formazioni serratissime, di conseguenza queste armi mantengono delle linee snelle ed essenziali.
Elfo Sotterraneo: versatile quanto l’elfo di superficie ha però un atteggiamento morale diverso e si distingue in alcune scelte di preferenza; l’elfo sotterraneo tende infatti ad usare mazzafrusti con chiodature particolari, tanto leggere quanto dure e fragili in alcuni punti specifici. Spesso accade che dopo un buon colpo andato a segno tali chiodature si frantumino lasciando le schegge all’interno della ferita del bersaglio provochino gravi infezioni che non di rado portano la vittima alla perdita dell’arto interessato o ad una lenta morte.
Parimenti gli elfi sotterranei non disdegnano di chiodare anche scudi ed armature a piastre combattendo in maniera considerata dagli elfi di superficie “sleale” ma da essi semplicemente come “efficace”.
Molto comuni tra gli elfi sotterranei di rango non elevato sono invece le spade a tagliente singolo (soprattutto le sciabole) e le armature in maglia d'anelli. Lo scudo utilizzato e di un tipo molto particolare, costituito da placche sovrapposte a bordi taglienti che riesce spesso a danneggiare l’arma dell’avversario.
Elfo Marino: sull’utilizzo delle armi degli elfi marini poco si sa, in molti sostengono si tratti della specie più pacifica tra gli elfi e che il suo utilizzo di armi da punta o taglio sia ristretto alla sola difesa e pesca. Molte raffigurazioni di elfi marini riportano gli stessi con dei robusti e lunghi tridenti di colore bruno che, assicurano chi li ha visti, non sembrano in metallo. In queste descrizioni mancano, come è logico immaginare, armature e scudi che in acqua impedirebbero il nuoto: non si hanno descrizioni precise di gruppi militari ufficiali organizzati.

Aspetti Culturali:
[NOTA: Gli aspetti culturali e quelle fasi della storia che non si intuiscono o non siano state spiegate chiaramente finora rimangono a discrezione di uno sviluppo futuro da parte del gioco razziale: qui di seguito vengono esposti alcuni punti culturalmente interessanti:]

Breve storia e concezione del Tempo: se per gli uomini il tempo ha una denotazione progressiva, rafforzata dall’idea dell’utilizzo di una numerazione corrispondente alla data, per gli elfi invece il tempo ha un carattere ciclico. Le stagioni, le fasi della luna, i cicli di vita e di morte di animali e piante addirittura la lenta erosione dell’acqua, tutto ciò è sotto il controllo della vita pluricentenaria di un elfo che con i suoi occhi vede lo scorrere delle cose e la loro complessiva circolarità. Per un elfo di Superficie il tempo presente è contraddistinto dalla generazione Tassariel, in particolare la ottava discendenza di tale casata a rivestire il ruolo di Monarca, ma, come detto, l’attributo numerico è decisamente secondario.
Per avere un quadro che sia più chiaro dal punto di vista umano, potrebbe essere sufficiente considerare i tempi delle tre ere Elfiche come da essi concepite. La prima è detta “Antica” (in elfico, “Iant Coiasira”), ha inizio trentamila anni fa e termina quindicimila anni fa (si tratta di circa quaranta generazioni) con l’avvento della monarchia, registrato dalla lingua scritta, la medesima tuttora esistente con pochissime variazioni.
La seconda era vede la divisione degli elfi di superficie dagli elfi sotterranei, si tratta infatti di un’era aperta e chiusa da due vaste guerre. La seconda guerra è particolarmente interessante agli occhi umani poiché è scoppiata in concomitanza con la “Guerra per la Vita” e per motivi in parte simili. Si parla di eventi accaduti circa ottocento anni fa che insanguinarono tutte le terre emerse e vedevano la causa nei movimenti e negli scontri divini. Il termine della seconda era cade in concomitanza con la presa da parte degli elfi sotterranei della città capitale Arween: gli elfi oscuri catturarono e giustiziarono il giovane Re Nimorod della dinastia Loomi ponendo così fine alla stessa.
Sconfitti e ricacciati i rinnegati nei loro territori oscuri, gli elfi cominciarono a contare la nuova era, quella contemporanea, detta “Era Giovane” (in elfico, “Nessa Coiasira”) caratterizzata dallo sbarco degli umani e dei nani e dai rapporti con queste due razze dalle alterne fortune. Gli umani in particolare dovrebbero tenere presente come, sebbene siano passati cinque secoli e mezzo dalla guerra razziale tra umani ed elfi, alcuni dei giovani combattenti di allora sono ancora vivi e conservano i ricordi di quanto avvenuto o compiuto da ambo le parti e sia stato visto in prima persona. In questo esempio si coglie la grande diversità tra le due razze e la fonte di molte delle incomprensioni: gli uomini vivono un sesto (se non meno) della vita di un elfo e si preoccupano di quello che riguarda loro stessi ed i propri figli e nipoti, coprendo in questo modo non più di un centinaio di anni.
Per gli elfi invece, lo scorrere del tempo è visto come una costante, lenta ed imperturbabile ripetizione: in un lasso di tempo plurisecolare gli affanni, la fretta, il desiderio di modificare ciò che è intorno al soggetto e la frenesia tipica degli uomini diventano ridicoli ed inutili sforzi nel migliore dei casi. Altre volte invece tali sforzi e desideri costituiscono danni irreparabili alla natura (si pensi ai grandi incendi) di cui gli uomini stessi, sebbene artefici, non subiranno le conseguenze.
La Natura: La visione delle cose da un punto di vista più ampio ha portato invece gli elfi alla consapevolezza della necessità di una vita simbiotica con gli altri esseri viventi e la natura nel complesso. Tale principio viene rispettato anche, ad esempio, nell’edificare imponenti complessi urbani come quello della Capitale Arween. Gli elfi difendono questo loro stile di vita solo se ripetutamente violato e attaccato dall’esterno: in apparenza lenti nel prendere le decisioni, preferiscono invece considerare la possibilità che le altre razze siano naturalmente portate a commettere errori. Non vi è mai fretta nelle decisioni di un elfo: egli ha sempre e comunque il tempo necessario e sufficiente per giudicare ciò che viene fatto alla natura con calma, esaminandone con i propri occhi gli effetti nei decenni.
La Terra: Dopo l’arrivo dell’Uomo alcune sottorazze hanno dovuto cambiare il loro modo di vivere: in particolare gli Elfi delle foreste sono la sottorazza che più di ogni altra ha visto modificare le proprie abitudini. Alcuni gruppi tribali sono quasi completamente scomparsi perché privati della loro terra di origine: i tristi canti elfici vedono spesso come protagonista la figura di chi, allontanato dalla propria terra e dai luoghi sacri di caccia dei suoi avi, si è lasciano morire lentamente.
Nel corso degli ultimi due secoli i giovani elfi delle foreste che vivono ai margini dell’Impero umano, si sono fatti sempre più chiusi ed aggressivi. I confini sono protetti ad ogni costo ed è chiaro un processo significativo di militarizzazione che va di pari passo ad una forte ostilità verso ogni forma di cambiamento o di influenza umana. Questa radicalizzazione ha portato all’osservanza rigida del Codice degli Elfi (vedi di seguito) ed in un certo senso anche ad un certo isolamento dalle altre sottorazze elfiche alle quali è rimproverata una eccessiva accondiscendenza nei confronti degli umani. Gli stessi elfi delle foreste sostengono che gli umani non sono altro che “ospiti nella nostra terra per un tempo considerevolmente breve e come ospiti devono imparare a comportarsi”. Non è fatto mistero della volontà di questi gruppi di rispedire gli esseri umani nel loro continente di origine, come da accordi presi e mai rispettati al termine della Guerra delle razze.
Il Fuoco: Come umani, siamo abituati a considerare il fuoco come il fondamento nello sviluppo tecnologico dell’uomo, base per la lavorazione dei metalli: esso è strumento indispensabile per recuperare zone alle foreste e dedicarle alla coltivazione, ma soprattutto da sempre mezzo di difesa quando ancora l’uomo non costruiva le sue case e strumento principe per riscaldarsi. Non stupisce sapere che per alcuni filosofi esso è il simbolo stesso della conoscenza, fonte di luce nell’oscurità.
Date per scontate queste idee appare difficile comprendere come per gli elfi la prospettiva sia completamente differente. Il fuoco non è considerato né un bene né un male: esso fa parte dell’ordine naturale delle cose. Raro e prezioso come alcuni di quei minerali che gli elfi lavorano con arte eccellente (grazie alla magia più che alle fucine), il fuoco prende vita dai fulmini o dalle bocche dei rari vulcani nel continente. Esso cresce e vive come un qualsiasi essere vivente e come tale è destinato a morire in modo naturale a causa delle piogge o spinto dal vento in luoghi dove nulla vi sia da consumare. Il Fuoco è un elemento della natura: esso trasforma e consuma, ma così come toglie la vita la restituisce sotto un’altra forma: le pianure erbose e gli animali che su di esse vivono selvaggi traggono spesso vantaggio dai grandi fuochi naturali mantenendo l’equilibrio dell’intero sistema.
Gli elfi quindi non hanno un odio innato verso il fuoco, al contrario di quanto sostenuto spesso da molti uomini, essi sostengono che al pari di una pioggia molto violenta esso fa parte della Natura. Diverse sono però le reazioni elfiche agli incendi scatenati volontariamente e in particolare fu terribile il giudizio di quanto messo in atto dagli eserciti umani durante la “Guerra delle Razze”. In questi casi la rabbia elfica fu grande almeno quanto lo sgomento di fronte a delle azioni considerate spregevoli. L’equilibrio della natura era gravemente compromesso, il fuoco che si spegneva continuava ad essere alimentato e poi spinto in direzioni innaturali, esso diveniva nelle mani dell’uomo un’arma, perdendo la sua essenza neutrale.
Gli elfi quindi guardano al fuoco con spirito sereno, finché esso non venga usato e distorto dal suo essere.

Il Codice degli Elfi

  1. Rimani vicino allo Spirito Guida1)
  2. Mostra grande rispetto per gli Anziani2)
  3. Dai assistenza e gentilezza ovunque ce ne sia bisogno
  4. Sii sincero ed onesto sempre
  5. Fai ciò che sai essere giusto senza esitazione
  6. Salvaguarda il benessere della mente e del corpo
  7. Tratta la terra e tutta la vita su di essa con rispetto
  8. Prenditi la piena responsabilità delle tue azioni
  9. Dedica una parte dei tuoi sforzi al bene più grande
  10. Coopera per il benessere dell’umanità3)
E’ interessante notare come chi (appartenente a qualunque razza) palesemente e ripetutamente non rispetti i precetti del codice venga immediatamente declassato, soprattutto agli occhi di un elfo delle foreste, ad essere non senziente con le conseguenze che ciò comporta. Se invece un appartenete ad una razza diversa dovesse dimostrare di seguire alla perfezione il codice sarebbe trattato alla pari di tutti gli elfi.
1) Per spirito guida si intende il codice morale in connubio con i precetti della propria divinità.
2) Con questo termine si intendono in particolar modo i guerrieri anziani il cui parere deve essere tenuto in grande considerazione.
3) Trattandosi di una traduzione nel linguaggio umano non c’è altro modo di tradurre il concetto: leggi “elfità”.

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